Marco Nereo Rotelli – Poetry. Parola d’artista

Nato a Venezia nel 1955, Marco Nero Rotelli e’ uno dei piu’ interessanti artisti italiani che sviluppa la sua ricerca artistica nell’ambito della parola (intesa come segno, glifo) e della poesia, collaborando con tantissimi poeti, compresa Fernanda Pivano, omaggiata con un’istallazione in Corso Buenos Aires dal titolo “Le parole dell’amore”.
Milano celebra l’artista con una mostra molto suggestiva che occupa gli spazi espositivi della Rotonda della Besana e Palazzo Reale. Sono rimasta molto colpita dall’allestimento di questa seconda sezione chiamata Di-segni d’Oriente e d’Occidente: luci molto basse che puntano direttamente sulle opere di Rotelli. Nelle teche i collage su fogli scritti dal poeta Adonis in arabo, lingua il cui aspetto ornativo e’ lampante, e le celebri porte d’oro di cui l’ambiente soffuso sottolinea l’aspetto mistico del fondo oro che riprende gli stilemi bizantini ed altomedievali mentre i simboli dei vari alfabeti creano una dimensione quasi esoterica. Avendo la sottoscritta una passione per le lingue straniere che parte dalla fascinazione per alfabeti diversi dl nostro, non posso che rimanere ammaliata da un percorso artistico che si sviluppa attraverso questo linguaggio di segni.
Gran conclusione mercoledi’ 29 settembre alle 21,00 con l’evento “Orbita teatrale. Parola in luce” proiezione di giochi di luce (altro aspetto artistico indagato da Rotelli) sulla facciata di Palazzo Reale.

Marconereorotelli

Marco Nereo Rotelli – Poetry. Parola d’artista
dal dal 19 luglio al 29 settembre 2010

Rotonda di via Besana
Palazzo Reale
Milano

L’altalena di velluto rosso

The Girl on the Red Velvet Swing
USA, 1955, 20th Century Fox
con Ray Milland,  Joan Collins, Farley Granger
Regia di Richard Fleischer


L'altalenadivellutorosso

La vicenda narrata dal film proposto al TorinoFilmFestival nella rassegna dedicata a Richard Fleischer e’ la vera e scabrosa storia del famoso architetto Stanford White, autore del Madison Square Garden.
L’uomo, sulla soglia dei cinquant’anni si invaghisce di una giovanissima ballerina di Broadway, Evelyn Nesbit, che diventa la sua amante. Soverchiato dai sensi di colpa nei confronti della moglie, White lascia la ragazza che finisce tra le braccia di Harry Thaw, ricchissimo e sadico rampollo dell’alta societa’. Thaw sposa la fanciulla anche se e’ sempre piu’ roso dalla gelosia nei confronti di White tanto che arrivera’ a ucciderlo in pubblico durante uno
spettacolo al Madison Square Garden, a colpi di pistola. Thaw rischia la pena di morte ma verra’ giudicato insano di mente e rinchiuso in un manicomio criminale grazie alla testimonianza della moglie che dichiarera’ di essere stata sedotta dall’architetto.


TheGirlInTheRedVelvetSwing

Non e’ un gran melo’ quello che gira Fleischer, e probabilmente e’ invecchiato anche male: e’ molto verboso e dispiega tutta il kitch di cui gli studios potevano essere capaci per girare un film ambientato solo 50 anni prima (evito la descrizione della camera dell’altalena rossa!).
Quello che c’e’ di veramente interessante in questa pellicola e’ il modo in cui il movimento della macchina da presa rivela i moti sinceri dell’animo dei personaggi: il film racconta una storia scabrosa che fece molto parlare di se’, svoltasi sotto gli occhi del bel mondo new yorkese, e Fleischer riprende i personaggi sempre in maniera frontale, come se si trattase di una ripresa teatrale, quando la passione o un moto istintivo dell’animo prende il sopravvento ecco che la macchina da presa ci offre una visuale del tutto diversa, come se anche lei uscisse dalla convenzione: le oscillazioni sempre piu’ veloci
che seguono l’altalena quando scoppia la passione tra White e Evelyn, il carrello a stringere sul volto della ragazza durante la prima fase del processo in cui non vuole testimonare contro il suo primo amore, la ripresa dall’alto quando va a giustificarsi con la moglie di White ecosi’ via.
Il cast e’ buono, a parte la leziosa Joan Collins, (che infatti non e’ passata alla storia per le sue qualita’ di attrice) e questo e’ un
peccato dato che lei e’ il vertice di questo triangolo amoroso. Ray Milland e’ misurato ed elegante mentre Farley Granger aggiunge alla sua galleria di vilain disturbati (Nodo alla gola, Senso) la figura di un cattivo grezzo, senza mezze tinte.


Thegirlintheredvelvetswing

Una curiosita’: per chi fosse interessato alla vicenda di Stanford White, consiglio questo inquietante resoconto del viaggio sulle Alpi della coppia Thaw-Nesbit.