La storia di Mose’

Quel giorno del settembre 1999 in cui trovai in segreteria una
telefonata del mio veterinario rimasi piuttosto turbata: nessuno dei miei mici
era ricoverato in quel momento ma avevo passato un’estate terribile dato che Lo
Zoppo era stato davvero male ed ero ancora piuttosto scossa. Ricevetti una
proposta piuttosto strana: volevo occuparmi di un gatto, spesata di ogni cura
medica? Si era rivolto a me perche’ l’animale in questione era FIV positivo, ed
io purtroppo di Aids felino ho una certa esperienza, ma dovevo ritirarlo al piu’
presto. Ovviamente accettai e dopo un’oretta ero in clinica. Prima ancora di
conoscere tutta la storia volli vederlo e mi trovai davanti un gatto certosino
cosi’ grande che stava curvo nella gabbia. Mi guardo’ e fece le fusa. Cosa gli
era capitato? La sua vicenda e’ tra quelle piu’ beffarde che abbia avuto
occasione di sentire. Il veterinario mi racconto’ che quando gli aveva
diagnosticato la FIV la sua padrona aveva avuto una reazione piuttosto intensa,
solo dopo venne a sapere che le era morto il marito di Aids ed era sieropositiva
anch’essa: scoprire la stessa malattia che ti perseguita anche nel proprio gatto
e’ una delle piu’ grosse bastardate che il destino si riservi di tirare. Poco
dopo questa notizia era stata vittima di un esaurimento nervoso e il gatto
divento’ il simbolo della sua ossessione, si chiedeva se il suo contagio fosse
colpa sua (cosa impossibile) alla fine il padre prese la decisione di far
sparire la bestiola portandolo in clinica per farla sopprimere, fortunatamente
non si fermo’ ad assistere all’eutanasia e non fu richiesto il corpo, lascio’
anche la gabbia e il retrovir,una richiesta incoscia di salvare il gatto, che
infatti venne a vivere con me. Con notevole sfoggio di fantasia lo chiamai
Mose’, e anche di presunzione: la mia speranza piu’ segreta era che il gatto si
negativizzasse (puo’ succedere) a quel punto, come in una soap opera avrei
rincontattato la ex proprietaria dicendole: “guarda il tuo gatto non e’ morto:
combatti anche tu!”. Mose’ si adatto’ benissimo a vivere con i miei gatti,era
affettuoso anche con me, ma riservato: fu il primo gatto che vidi non mangiare
direttamente dalla ciotola ma portare i bocconi alla bocca usando la zampa a mo’
di cucchiaio. Pensavo pero’che non fosse un gatto felice,la vita era stata
proprio crudele con lui: mori’ il 3 ottorbe del 2000, solo, nella stessa gabbia
dei ricoveri dove l’avevo visto perla prima volta; era notte, mi chiamarono
dalla clinica il giornio dopo. Non ho neppure una sua foto: lo ricordo come una
nuvola grigazzurra passata come un lampo nella mia vita, tra due
telefonate.

perdaballe, vi amo!

4000 visite in un mese da che ho installato il counter.. lo so
per alcuni di voi sono bazzecole, ma io non me lo aspettavo e infatti ho
posizionato l’icona in un angolo nascosto per non umiliarmi pubblicamente.. Devo
ringraziare tutti, soprattutto chi su questo blog ci fa la muffa o le ragnatele
che dir si voglia e scusarmi con tutti coloro che cercando notizie del rimborso
per il blackout di sabasto scorso finiscono per leggere un mio sfogo su quello
programmato successo quest’estate.. Thanks.. god bless you!

ORRIBILE DICTU

Solo per informare gli avventori che la recente installazione
dello scanner fara’ di questo (anche) un blog fotografico: nella fattispecie
verranno messe on line tutte le foto di edifici liberty scattate in anni di
viaggi, spesso anche perigliosi.

Lamborghini nascita di una leggenda

Il monologo di Marco Paolini nella puntata di ieri di Report
e’ stato al solito affascinante: ci ha raccontato il mondo dei motori e della
velocita’, il lato oscuro di un mito italiano Enzo Ferrari.. C’e’ solo un uomo
che il granitico Drake non ha piegato al suo volere: Ferruccio Lamborghini.

Romagnoli entrambi, uno era il re dei trattori e l’altro delle macchine
sportive, il mito vuole che durante una discussione Ferrari rintuzzasse l’amico
dicendogli di pensare ai trattori che le macchine erano ben altra cosa.
Fu
cosi’ che nel 1963 un contadino che costruiva solo macchine agricole inizio’ a
realizzare le auto piu’ belle del mondo.

Terminator 3

Sono andata a vedere questo film, conscia di quello che mi
poteva accadere e puntualmente e’ successo: un profondo senso di delusione,non
tanto per le qualita’ filmiche, quanto per le modifiche che il corpus della saga
poteva subire: non dimentichiamo che Terminator e’, anzi era, uno dei pochi casi
il cui sequel e’ all’altezza, se non superiore allo script originale.
In
questo terzo episodio ritroviamo Schwarznegger nel ruolo del T1, il primo
modello di macchina assassina riprogrammata per proteggere gli uomini, tornato
indietro nel tempo per proteggere il capo della futura resistenza terrestre da
un’agguerrita e giunonica Terminatrix arrivata nel nostro tempo per un nuovo
attentato a John Connors. La delusione del film e’ proprio la figura di John
Connors dipinta come un ragazzotto sparuto, che nulla ha a che spartire con
l’eroico personaggio che tutti ci saremmo aspettati dalla sua nascita quasi
messianica e dalla educazione impartitagli dalla madre che lo addestro’ ad ogni
tipo di guerriglia per prepararlo al suo futuro ruolo. Per dirla tutto e’ un
povero sfigato passato dalle gonne della coriacea Sarah Connors a quelle della
futura moglie (una Claire Danes invecchiata proprio male).
Il prezzo da
pagare ai tocchi ironici del moderno action movie e’ piuttosto fastidioso per i
cultori della saga, soprattutto il giochino degli occhiali (Terminator con gli
ochiali glam a forma d stella potevano proprio risparmiarcelo).
Adatto a chi
nel 1984 non aveva piu’ di tre anni.

dubbi..

domenica 28, Raisatworld: Spider Baby

lunedi 29,
Raisatworld: Il ragno e la mosca

mercoledi 1, Studiouniversal:
Tarantola

Spider, sei sicuro che ti abbiano rapito i venusiani e non
Murdoch???

1° ottobre

LA borsa e’ gia’ pronta sul letto, sono vestita a puntino come
il primo giorno di scuola, ma invece di un grembiulino bianco col fiocco azzurro
e’ una tuta da ginnastica..
ricomincia la palestra e anche il cielo
piange.

Lost in a supermarket

Il martedi e’ il giorno dei rifornimenti, piu’ per la gatteria
che per me.. Andare la supermercato dopo le cinque e’ devastante: e’ l’ora della
mammina con infante al seguito: oggi due "signore" con figlie adolescenti per
scambiarsi informazioni sui futuri studi della prole sono riuscite a bloccare
un’intera corsia lanciando sguardi stupiti chi si era fermata dietro di loro
(io). Solo un pensiero mi ha salvato: chissa’ come piacciono i bambini a
Carmilla?

LOST IN THE SUPERMARKET

chorus i’m all lost in
the supermarket i can no longer shop happily i came in her for that special
offer guaranteed personality i wasn’t born so much as i fell out nobody seemed
to notice me we had a hedge back home in the suburbs over which i never could
see i heard the people who lived on the ceiling scream and fight most scarily
hearing that noise was my first ever feeling that’s how it’s been all around me
chorus i’m all tuned in, i see all the programmes i save coupons from packets of
tea i’ve got my giant hit discoteque album i tempty a bottle and i feel a bit
free the kids in the halls and the pipes in the walls make me noises for company
long distance callers make long distance calls and the silence makes me lonely
chorus and it’s not hear it disappear

The Clash , London Calling
1979