Vi ricordate il decalogo del cinefilo
integralista da cui volevo staccarmi creando uno scisma ancora piu’
rigido?
Si e’ trovato un accordo con il movimento originario e lo stilatore
delle sacre leggi cosi’ si pronuncia: “commosso e onorato dall’ampio e
selezionato apprezzamento al decalogo dei maestrini, suggerirei per semplicità e
sintesi l’appellativo di "Cinebani" (cinefili talebani), movimento dedicato a
tutti coloro (conoi) che mal tolleriamo la grettezza delle masse senza volto e
educazione che infestano le sale.
il cinema è Luogo di Culto e come tale va
rispettato: perché in chiesa si tace e in sala no?
butto lì la proposta di
aprire www.cinebani.org, e ospitarvi il libro nero delle sale italiane, ove
denunciare i soprusi perpetrati dagli esercenti e dagli utenti.
se interessa,
se ne può discutere sulla mailing list di
blog-o-sfera.”
La proposta mi pare di sicuro interesse e spero anche si
successo: l’ora della riscossa e’ vicina!
Vergogna e Ludibrio su di me

E arrivo’ Gokachu, siccome angelo vindice nella notte ad
insidiare in me il tarlo del dubbio. E ora son qui a stracciarmi le vesti e
cospargermi il capo di cenere, pronta ad affrontare la gogna a cui il popolo dei
blog vorra’ sottopormi.
Mi accuso pubblicamente di essermi fidata troppo di
un vecchio barbogio ormai in stato confusionale e di non aver verificato le
fonti!
Ebbene si’: non e’ morta Bibi Andersson,come ho sostenuto
ma Ingrid
Thulin.
Un demone stiloso
Via fenicealberto
scopro a quale categoria mitologica appartengo e cioe’:
You are Form 8, Demon: The Destroyer.
"And The
Demon took advantage of the chaos
and seized civillization. With grace
and
style, Demon slit The Goddess’s belly and
drowned the world in her
blood. The Goddess,
The Demon, and the world were
no
more."
Some examples of the Demon Form are Seth
(Egyptian)
and The Horsemen of the Apocalypse (Christian).
The Demon is
associated with the concept of
destruction, the number 8, and the element
of
earth.
His sign is the full moon.
As a member of Form 8, you are
a very strong willed
individual. You don’t let others’ opinions
sway your
own and you’re usually not afraid to
speak your mind. However, some may see
you as
a bit overly passionate but it’s just because
you never back down
from your values. No
matter what, you always do everything with
style.
Demons are the best friends to have
because they will back you
up.
Which Mythological Form Are You?
brought to
you by Quizilla
Devo dire
che a parte l’aspetto inquietante (una ceretta no?) mi riconosco abbastanza in
questa descrizione di carattere indipendente, anche se spero di non distruggere
null’altro che le scatole di chi mi legge!
Per chi ha un inglese
scicchiolante come il mio, si tranquillizzi: non faccio il back up dei miei
amici in dischetti, ma sono un ottimo supporto!
Una vita da Eva
|
Corto, ma importante. Con un’ allure peccaminosa estremamente |
Addio a Bibi Andersson
|
Me l’ha comunicato il capitano nella tag, che se n’e’ andata una delle muse, SORRISI DI UNA NOTTE D’ESTATE IL SETTIMO SIGILLO IL POSTO DELLE FRAGOLE ALLE SOGLIE DELLA IL L’OCCHIO DEL A PROPOSITO DI TUTTE QUESTE… SIGNORE DUELLO A EL DIABLO IL LETTO DELLA SORELLA SCUSI, LEI È FAVOREVOLE O ANATOMIA DI PERSONA LE CALDE PALME DI RIO STORIA DI UNA LETTERA AL PASSIONE VIOLENZA AL SOLE – UNA ESTATE IN L’ADULTERA SCENE DA UN MATRIMONIO LA RIVALE DI MIA MOGLIE CODICE STORIA D’AMORE CON DELITTO CAMBIO DI SESSO UN NEMICO DEL POPOLO AIRPORT 80 QUINTET IL SOGNO DI LAURA STAR’S LOVERS LA LEGGE DEL DESIDERIO IL TACCHI A SPILLO IL SOGNO DELLA FARFALLA KIKA – UN CORPO IN PRESTITO |
Le invasioni barbariche
Raramente un film riesce a raggiungere vette di pura commozione miscelate con le
piu’ crasse risate come succede all’opera di Denis Arcand, seguito ideale di
Il declino dell’impero Americano del 1986.
Un intellettuale di
sinistra, cinquantenne colto e crapulone e’ ormai alla stadio terminale della
sua malattia e non e’ difficile ravvisare in questo personaggio la
rappresentazione di certi aspetti nostra decadente cultura occidentale. Il
figlio rampante riuscira’ a suon di mazzette a regalargli una fine serena, quasi
invidiabile, circondato dai suoi piu’ cari amici, mentre lo scricchiolante
impero americano inizia a sentire i barbari premere alle sue porte.
Ma come
si evince anche dalla locandina i veri barbari che non si possono tenere a bada
sono i sentimenti: la comodita’ comprata per il padre inizialmente e’ un modo
per metter a tacere la coscienza, ma ben presto il dialogo portera’ non solo a
un riavvicinamento famigliare, ma anche la giovane amica di famiglia drogata,
assunta per realizzare una terapia del dolore a base di eroina trovera’ la forza
per uscire dal suo personale incubo.
E’ un film insolitamente speranzoso,
dati i tempi, punteggiato dalla meravigliosa natura dell’autunno canadese e da
una carellata di libri moderni, degni di costituire una nuova rocca del
sapere.
Emozionante.
Master and Commander
Ambientato durante il periodo napoleonico, narra la storia del Capitano Humbley, detto Jack il fortunato, che trascende i limiti del dovere inseguendo la nave
francese nemica lungo il periplo del continente sudamericano, trascinando i suoi
uomini in un’avventura pericolosa e straordinaria.
Solido film
d’ambientazione marinara che analizza con interesse quasi entomologico la
vita a bordo di una nave da guerra inglese del 1805: a sottolineare l’intento
documentaristico devo dire che la prima inquadratura delle vettovaglie stipate
in magazzino mi ha ricordato l’inizio de La Corazzata Potiemkin.
Il
film si trasforma poi in una riflessione potere e nello scontro tra una
mentalita’ scientifica e una guerresca, il tutto sostenuto da un accurato studio
della psicologia anche dei personaggi minori.
Il lato fantastico,
fondamentale della teoretica weiriana (e’ il regista dell’onirico Picnic ad
Hanging Rock, ricordiamolo sempre) e’ sottolineato dall’approdo alle
Galapagos, Las Islas Encantadas, con la sua fauna unica e soprattutto il
paesaggio lunare di lava solidificata.
La vicenda si chiude con un colpo di
scena degno della miglior tradizione dei film di capa e spada con Errol Flynn,
del resto alla produzione c’e’ un tale Samuel Goldwin Jr, nome che fa sobbalzare
gli amanti dell’Hollywood classica, ricordando il ruggito del
leone.
Interessante anche il taglio che Weir sceglie per la regia,
discostandosi dal modello ormai affermato dei veloci passaggi radenti della
macchina da presa, mutuati dai videogiochi, preferisce un’iconografia classica
che ci riporta alle tele che a partire dal seicento fiammingo illustrano gli
scontri navali.
Lutti
Se ne e’ andata col il 2003 Anita Mui, (qui il suo sito) attrice e cantante, icona
del cinema di Hong Kong. Aveva solo 40 anni e la sua morte segue di soli pochi
mesi quella dell’altra stella hongkonghese Leslie Cheung, morto suicida il primo
aprile.
Nei primi giorni dell’anno si e’ spento Walter Cavazzuti,
maestro dell’animazione italiana,collaboratore di Bozzetto e Nichetti e
protagonista del rilancio del cartoon italiano collaborando agli ultimi successi
di Enzo D’Alo’ (La gabbianella e il gatto tra tutti) in sala in questo
periodo la sua ultima fatica: Opopomoz.

Il Medioevo europeo di Jacques Le Goff
“auguri” a Nicholas Cage
Nicholas Cage compie 40 anni, sinceramente pensavo ne avesse
di piu’ vista la sua lunga filmografia.
Non capisco tutto il suo successo, il fatto che registi di indubbia fama lo
scelgano per i loro film: ha solo due espressioni, quella da pazzo che sfrutta
per i film d’azione e la faccia tristre che usa per impersonale l’uomo medio o
innamorato.
Qualcuno ha osato paragonarlo al nuovo James Stewart, ora ditemi
che ha una recitazione contenuta come quella di Bogart e il sacrilegio sara’
definitivo!
Chissa’ perche’ John Woo va pazzo per lui.. beh bisogna ammettere
che il genio di Hong Kong sa far far recitare perfino i sassi, speriamo che gli
riesca nuovamente il colpo con il protagonista del suo nuovo film, Ben Afflek,
intanto il trailer di Paycheck, film fantascientifico tratto dal
saccheggiatissimo Philip Dick e’ promettente e Uma Thurman e’, se possibile,
ancora piu’ bella che in Kill Bill.


