Che fine fa un cerchio nel grano

Nella notte tra il 10 e l’11 giugno un grande crop circle si
e’ formato nelle campagne di Pontecurone, in provincia di Alessandria la notizia
e’ esplosa la settimana scorsa, quando i giornali locali hanno dato ampio
risalto allla notizia, sostenendo che gli gli esperti ne
garantivano l’autenticita’ e lo dichiaravano uno dei piu’ interessanti a livello
nazionale tra quelli che nel mese di giugno si sono formati in
Italia.


L’argomento dei cerchi nel
grano suscita sempre molta ilarita’, in ogni caso, Ufo, mistero o scherzo che
sia,mi sembra estremamente spiacevole la fine che ha fatto il crop in questione:
la foto e’ di stamattina e il taglio del grano compromesso (non so se e’
obbligatorio dopo queste manifestazioni) dimostra l’intento di rovinarlo per
allontanare l’attenzione dei curiosi.

Vista la bellezza di queste
manifestazioni, la decisione di distruggerlo cosi brutalmente mi pare un vero
peccato.

The place i called home

Per spiegare il mio rapporto con Napoleone Bonaparte non si
puo’ partire che da questa data e da questa foto.





Torre Garofoli era il quartier generale di Napoleone, allora Primo Console durante la battaglia di
Marengo che ebbe luogo il 14 giungo 1800, durante la Seconda Campagna in Italia del futuro Imperatore.
E’ strano ritrovare la casa della propria infanzia sfogliando un libro di storia e questa foto, scattata il 14 giugno 1979 assieme ad altre che vogliono far vedere i luoghi del celebre avvenimento ai tempi in cui fu stampato il libro, ha una valenza estremamente personale. E’ stata sicuramente scattata di mattina come dimostrano le finestre aperte e i tappeti stesi a prendere aria (l’oscena stuoia in peluche che pende dalla finestra centrale era quello della mia camera da letto).
Nel corpo della torre centrale si puo’ vedere la lapide che ricorda il soggiorno napoleonico: l’ho
saputa recitare a memoria per anni, oggi ricordo solo l’incipit e la stele
stessa e’ ormai troppo degradata per un accurato ripasso.
Napoleone e ‘ una costante presenza nella mia vita, forse il fatto di aver dormito per 23 anni in
quella che quasi sicuramente fu la camera dove soggiorno’ in quelle fortunose giornate ha creato un legame. Di certo parte della stima nei confronti del condottiero corso e’ dovuto anche a un “effetto Pavlov”. Tra le varie persone che si presentavano a casa chiedendo di fare delle foto un giorno arrivo’ anche un’elegante coppia francese, mi ricordo soprattutto della donna: alta e
slanciata con un profilo importante e uno chignon elaborato. Erano estremamente gentili e mia madre concesse loro anche una visita degli interni: le volte imponenti del piano terreno, il camino che troneggiava su un’intera parete della mia camera da letto con due putti che tenevano aperto il cartiglio con lo stemma nobiliare, i delicati sovraporta di gusto neoclassico del terzo piano, la vista
che domina tutta la pianura offerta dalla torre..
I due amabili francesi erano in avanscoperta per organizzare un viaggio sui luoghi e qualche mese dopo tornarono con un pullman di simpatici turisti, l’elegante signora si era ricordata di me e mi aveva portato una bella confezione di bonbon francesi: quel benedetto Bonaparte iniziava a tornarmi utile! La mia prima vera vacanza al mare si svolse all’Isola d’Elba, altro luogo napoleonico per eccellenza; anni dopo avrei scoperto che uno dei piu’ grandi capolavori della cinematografia
riguarda sempre lui: Napoleon, azzardata opera di Abel Gance del 1927 e
il mio piu’ grande orgasmo intellettuale e’ stata la proiezione di questo film
alla XX edizione delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone, il 20
ottobre 2001, ma di questa storia narrero’ la prossima volta..

Le due Gorgoni


MedusaCarvaggio La prima
cosa che mi ha colpito e’ il colore dello sfondo: un verde chiaro ma dalle
sfumature venefiche. I capelli sono vere serpi attorcigliate tra loro talmente
inviperite da mordersi l’un l’altra; una pero’, esula dall’estremo realismo e ha
la mascella ingrugnata come i cartoni animati.
Il volto e’ fisso in
quell’espressione corrucciata, quasi sorpresa di esser stata sconfitta e la
parte superiore del viso dipinta di tre quarti contrasta con la bocca
perfettamente centrale, aperta in un O di stupore, una bocca infantile dai
tratti gentili e dai denti perfetti, l’assimetria sottolinea il senso di angocia
che il dipinto del Caravaggio trasmette.
La Gorgone ha il potere di
pietrificare chi la guarda e ieri mi e’ accaduta una sensazione molto simile,
non con il capolavoro del Caravaggio, ma piu’ tardi a casa ho visto un’altra
Merdusa ancora piu’ spaventevole e purtroppo non era un incubo dovuto alla cena
spagnola.
Tornata da Milano ho cincischiato ancora per casa con la TV accesa,
c’era la replica notturna del programma di Chiambretti che stava intervistando
la giornalista palestinese di cui ora mi sfugge il nome, quando le ha posto una
domanda inerente a un quotidiano che ha aperto per far inquadrare la prima
pagina, si trattava di Libero e la foto mostrava il boia di Al Qaeda che
solleva per i capelli la testa appena decollata del ragazzo americano: sembrava
il Perseo del Cellini. Sono inorridita al pensiero che una foto cosi’ forte
abbia campeggiato tutto il giorno ieri in edicola (e meno male che in Tv c’e’ la
fascia protetta e i giornali porno devono essere nascosti alla vista dei
bambini!). Ben piu’ terribile era il titolo: Ecco la civilta’ islamica,
certo gente bombardata e seviziata da oltre un anno deve stare li’ a subire!
Guai a considerare che l’atto piu’ che riprovevole e’ compiuto da una frangia
estremista attorno alla quale col nostro comportamento aggressivo, stiamo
compattando l’intero oriente islamico, poi se sia piu’ "civile" morire decollato
o con un’ iniezione letale mi pare veremente un sofismo di pessimo gusto.
Ma
un’aperture di giornale cosi’ faziosa non comporterebbe un provvedimento, almeno
un richiamo dall’ordine dei giornalisti? O l’organo ha solo il compito di
espellere Giletti et similia perche’ sono passati al varieta’?

La
Medusa di Caravaggio e’ visibile fino al 23 maggio a Palazzo Bagatti
Valsecchi.

Il caso Cattelan

"Nelle arti figurative, forse l’artista più indicato a
rappresentare l’attrazione-repulsione, il voyerismo e la complessità delle
reazioni umane (forse solo di noi occidentali?) di fronte alle immagini a volte
assurde, a volte violente, a volte assurdamente violente, é Maurizio Cattelan
che con le sue provocazioni porta in superficie la schizofrenia con cui
l’occidentale medio reagisce a un contesto sempre più complesso, di sempre più
difficile lettura, e di interpretazione sempre più contraddittoria."
Questa
e’ l’acuta risposta che quel geniaccio di allure dava al mio intervento sulla
tortura nello spazio riservatomi da
Renzo
.

Cattelan

Il
caso Cattelan ha avuto un relativo riscontro sui media perche’ i grandi traini
televisivi stanno ravanando nel lubrico caso delle torture in Iraq e la terza
pagina questa settimana e’ stata sconvolta dal successo del Salone del Libro di
Torino, assaltato dai comici di Zelig e oscurato da centinaia di libri col
faccione di Totti.
Intanto a Milano si consuma la tragicommedia del mondo
dell’arte che getta un oscuro riflesso sulla nostra situazione politica.
In
Piazza 24 Maggio dal 5 maggio al 6 giugno viene esposta l’ultima opera di
Maurizio Cattelan, l’artista su Carnet di questo mese la definisce una
favola senza lieto fine, una leggenda metropolitana, un’allucinazione: si tratta
di tre bambini appesi ad un albero: impiccati per alcuni, sospesi secondo
l’artista. Nella notte un eroico cittadino (ubriaco) decide di smontare l’ opera
e rischia di rompersi l’osso del collo salendo sull’albero. Si scatena la
bagarre tra chi difende l’opera e chi la giudica offensiva, in prima linea su
questo fronte i leghisti che scordandosi che Cattelan e’ nativo di Padova, cuore
del profondo nord, lo invitano ad andare a fare queste cose a casa sua (New
York, dove vive l’artista), non contenti appendono tre bambole gonfiabili (dopo
averle rivestite) vicino a Palazzo Marino perche’ l’opera di Cattelan e’
altrettanto pornografica. Questa la fonte
dove approfindire ulteriormente la notizia.
Secondo me Milano dovrebbe
intitolare a Maurizio Cattelan una via, non tanto per meriti artistici ma come
eroe della patria perche’ ha svelato, per chi non se ne fosse ancora accorto, la
pochezza intellettiva di chi dovrebbe guidare questo
paese.

Auto spam

Renzo mi
ha regalato uno spazio sul suo blog dal titolo altisonante che farebbe schiatta’
d’invidia pure Ghezzi, per non far sentire troppo inferiore il nostro con il suo
miserello Fuoriorario(mi riferisco sempre e solo al titolo) ho iniziato
con Taris,
corto di Jean Vigo che solo Enrico Ghezzi poteva darci modo di vedere.

Ole’!

Torof_1Barcellona e’ la prima citta’ spagnola ad essersi pronunciata contro la corrida.

Grande prova di civilta’ di un popolo per cui la tauromachia e’ una
tradizione millenaria.
Il confronto con la moda del reality show esploso in
Italia in questa stagione televisiva e’ d’obbligo: e’ fondamentale l’imperativo
che vuole lo sfruttamento animale per "riportare al successo" gente come
Pappalardo? Le cucarache secondo voi, sono felici di farsi spiaccicare contro le
tettone rifatte di Brigitte Nielsen? E non voglio pensare ai poveri animali de
La fattoria!

Odio l’ora legale

La mia idiosincrasia per l’ora legale va ben al di la’ del
comune fastidio di dover abituarsi a svegliarsi al mattino un’ora prima, per me
si tratta di un disagio psicofisico che mi trascinero’ per almeno un mese in
cui, ogni volta che l’occhio mi cadra’ sull’orologio pensero’ che quella che
leggo e’ un’ora fittizia e l’emicrania andra’ alle stelle.
Mi infastidisce
pesantemente questo scossone dato alle ore di luce che fino alla scorsa
settimana aumentavano lentamente accompagnandoti nella bella stagione: ogni
momento rubato al buio era fonte di felicita’, da ieri, per chi si deve
svegliare molto presto al mattino si e’ rimpiombati nella notte piu’ fonda, ma
che importa! il sole ci allietera’ fino ad ora di cena. Il sole.. ieri mentre
tornavo da Treviso (altra beffa dell’inconscio andare vedere la mostra La
luce sul filo
dedicata ai manifesti di inizio secolo che pubblicizzavano
l’avvento della luce elettrica, il giorno in cui le lampadine entrano nel
periodo dell’anno di minor utilizzo) mentre tornavo dalla bella cittadina
veneta, dicevo, vedevo quella palla di fuoco ancora alta all’orizzonte anche se
erano ormai le 19 (ma in realta’ erano le 18) e dal suo arancio un po’ spento
implorava di lasciarle fare il suo corso senza investirla di troppe
aspettative.
Il passaggio dall’ora solare a quella legale ha perso ormai la
sua valenza di risparmio energetico mentre e’ rimasta quella di forzatura dei
ritmi naturali e da tempo si vocifera di una sua eliminazione, anche se temo che
a sparire sara’ l’ora solare, come se la luce che ci ha regolati per millenni
all’improvviso fosse sbagliata!
Comunque, piu’ che confidare nelle leggi
umane , penso che mi rivolgero’ alle tradizioni famigliari e prima o poi mi
decidero’ a prendere le abitudini di mia nonna materna, di cui porto anche il
nome, che proseguiva imperterrita tutto l’anno con l’ora solare imponendo alla
masnada di nipoti di cenare alle 20 che con nuovo orario erano le 19, ma stava a
noi regolarci sul suo fuso orario.Sono sicura che mia nonna apprezzerebbe
molto questa foto del vecchio cimitero di Salem, avvolto in un tramonto
novembrino.


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Tra Boris Karloff e Laura Palmer

Corso di aggiornamento per estetiste.

 
E’ primavera. Tra le varie esponenti delle
femmine (ma non solo) dell’Homo dispendiosus potrebbe capitarvi qualche
esempleare della variante Allegra cinefila (Cinephila cekata), uscita dai
bui antri in cui solitamente si astrae davanti ad immagini proiettate da uno
schermo, con l’ imperativo di drenare, rassodare, tonificare o quant’altro il
flaccido corpicino.
Riconoscerete facilemente questa varieta’ perche’ durante
i bendaggi assumera’ un aria ieratica e incrocera’ spontaneamente le braccia sul
petto, se vi chiede di recitarle formule in antico idioma egizio, assecondatela
bofonchiando qualcosa: i film di cui si nutre non possiedono certo veridicita’
storica e voi, con una semplice cantilena potrete rifilarle quei fondi di
magazzino che giacciono invenduti da anni.

Se durante la copertura con il cellophane si
illividisce nonostante le abbiate splamato per tre ore fanghi ultrariscaldanti,
niente paura si e’ solo convinta di essere Laura Palmer e se ne restera’ buona
finche’ non vi ricorderete di lei, anche il giorno successivo, non ha
importanza. Se avrete l’accortezza di mugulare la colonna sonora di Twin Peak e
rivolgerle le ultime raccomandazioni accarezzando un ceppo che vi sarete
procurate per l’occasione avrete fidelizzato la cliente nei secoli a
venire.

Lista ragionata dei 31 telefim della vita, voll.II

16)Michele Strogoff
Non ricordo se segno’ l’arrivo
del colore in Italia o piu’ modestamente a casa mia, pero’ quella lama
incandescente che si avvicina agli occhi..
17)I
sopravvissuti

Debbo ammettere che mi sono tornati in mente grazie alla
lista di Fringe, ma ne ero un’assidua spettarice.
18)Arsenio
Lupin

Non il cartone, ma il telefilm francese con un attore elegantissimo
spesso in bianco. Molto charmant.
19) Attenti a quei due
Avventure
giallo rosa nel bel mondo. Protagonisti Roger Moore, nei panni di un impeccabile
baronetto inglese e Tony Curtis, self made man americano.
20) Vita da
strega

Insopportabili Darryl e Samantha, che presto verra’ portata sul
grande schermo dall’altrettanto perfettina Nicole Kidman, adorabile la madre di
lei Endora (?) dal trucco improponiblie interpretata da una grande Agnes
Moorehead (L’orgoglio degli Amberson)
21)E.R.
Colpi di scena
e lacrime in corsia, ignorato all’inizio, l’ho recuperato attraverso le varie
repliche ed ora sono una fedelissima.
22)Strega per amore
Svaporata
Jinny, genio della lampada innamorata di un Larry Hagman pre Dallas. Sta
in classifica perche’ la sigla fu un hit da discoteca negli anni 90.
23)
Quantum Leap

Divertente variante sul tema dei viaggi nel tempo,
soprattutto pre la presenza dell’impagabile Dean Stockwell sotto forma di
ologramma.
24)Love boat
In crociera con il comandante
Stubbing&co.
Il telefilm con il plot piu’ noioso di tutti i tempi:
incontro, innamoramento , incomprensione, pace e sbarco felice. Sigla
intramontabile di Little Tony.
25) La casa nella prateria
Vestiti a
fiorellin e buoni sentimenti: ma viva la perfida
Nelly!
26)Hunter
Bel poliziesco di fine anni ’80, cruda alternativa
agli elegantoni di Miami Vice
27) Streghe
Me piace, che ce
posso fa’?
28) La signora in giallo
Il vero cavallo della Rai che
lo replica da quasi vent’anni.
29)Orzowei
Ricordo meglio la sigla
che le avventure del ragazzo aborigeno, pero’ all’epoca era un cult.
30)
La squadra

Buon prodotto seriale italiano, ma proprio Amato dovevano far
saltare per aria?
31)senza titolo
Un’ isola dove e’possibile far
avverare i desideri, ad accogliere gli invitati il proprietario e l’aiutante
nano. Surreale.