Il ponte di San Louis Rey

PolipontesanlouisreyPaolo Poli e’ un ricordo sbiadito che appartiene ai tempi alla televisione in bianco e nero, epurato dagli schermi ben prima che le epurazioni televisive diventassero di moda e per lo scandalo delle sue opere teatrali e’ un nome televisivamente impronunciabile ancora oggi.
Ieri sono andata a vedere lo spettacolo che sta portando in tournee, Il ponte di San Louis Rey ed ho adorato la verve leggera e sfrontata che e’ peculiarita’ delle  produzioni teatrali di Poli: un’arguto divertissemant su testi alti (la piece e’ tratta da un romanzo di Thornton Wilder e vengono citati Calderon de La Barca e Shakeaspere di cui la badessa del convento delle Rose di Lima, uno dei personaggi interpetati da Poli, apprezza, piu’ che la storia del principe danese con tutto quel veleno nell’orecchio e negli anelli, pazzi finti e veri, quella del negro dove un fazzoletto cade e scoppia la tragedia) mischiati alle pantomime del teatro "basso" con balletti e canzoncine e a ciniche freddure che nella trasgressiva televisione odierna sarebbero beepate clamorosamente come la battuta "I poveri sono cosi’ sfortunati che se la merda valesse oro non avrebbero il buco del culo" pronunciata sempre dall’irriverente badessa.
Caustico e immaginifico con i balletti delle Parche o un coro di gattini che ci riportano alla grandezza della  commedia dell’arte e al vero significato del Carnevale e del teatro stesso, se si pensa al continuo cambio di fondale a scena aperta.
Grandissimo Paolo Poli, da vedere almeno una volta nella vita: io mi sono comprata anche il dvd con altre sue due opere teatrali, e vi consiglio di leggere questa spassosa intervista .

La Terra

RubinilaterraLuigi Di Santo, professore milanese, torna nel paese natale in Puglia per discutere la vendita di  una proprieta’  assieme ai tre fratelli: il maneggione Michele, il giovane Mario ed il burbero  fratellastro Aldo. I tesi rapporti familiari saranno complicati dall’omidio dello strozzino Tonino, di cui i fratelli Di Santo potrebbero essere responsabili.

Interessante ma fondamentalmente irrisolto,  il lavoro di Rubini trova molta difficolta’ nel legare il lato noir della vicenda e  la storia intima di Luigi,  spedito in gioventu’ a studiare a Milano per dissidi con il padre, che improvvisamente si ritrova a dover fare i conti con le proprie radici.
LaterraHo trovato piu’ interessante l’evoluzione della vicenda personale del protagonista mentre il giallo mi pare una parte un po’ posticcia del plot, che insegue la moda del rinato film di genere e per questo motivo il finale non mi ha convinto perche’ troppo "buonista" con l’appianamento di tutte le divergenze familiari.
Bella la prova di Bentivoglio, convincente Venturiello, mentre Solfrizzi e’ televisivamente sopra le righe, geniale Rubini (forse da sempre piu’ bravo come attore che come regista) nel dipingere il laido Tonino.
In ogni caso il regista si dimostra un buon costruttore di atmosfere morbose ed il finale in treno con  Luigi che racconta tutto (?) alla compagna e la sua voce e’ oscurata dal rumore del treno che  viaggia nei giochi di chiaroscuro delle gallerie e’ strepitoso.

4400

4400Spero che non si sia del tutto spersa nel bailamme sanremese la messa in onda della prima serie di questo nuovo telefilm del filone soprannaturale, i cui sei episodi sono stati condensati nelle due serate di lunedi’ e’ martedi’.
4400 e’ il numero di persone scomparse nel corso degli anni, a partire dal 1946, in probabili rapimenti alieni, che ritornano tutte insieme nel 2004 senza avere memoria del tempo trascorso lontano da casa. Un detective e una scienziata del Dipartimento di Sicurezza Nazionale  sono incaricati di studiare l’arcano, sempre piu’ complesso anche perche’ ben presto si scopre che i ritornati hanno poteri sovrannaturali e il detective e’ coinvolto personalmente dato che suo nipote fa parte di questo gruppo, essendo stato rapito nel 2001 mentre si trovava in campeggio con il figlio del detective che da allora giace in coma.
Gli  altri protagonisti sono  Maia, la prima bambina rapita nel 1946 che ha sviluppato poteri paranormali e e la coppia formata da Richard, l’uomo di colore rapito nel 1951 che non si capacita ancora del mondo multirazziale in cui e’ ritornato e Lily scomparsa nel 1993, nipote della ragazza bianca di cui Richard era innamorato  prima di partire per la Corea, la donna e’ respinta dalla propria famiglia in quanto il marito si e’ risposato e la figlia, neonata quando lei e’ scomparsa, non e’ a conoscenza della sua esistenza. Lily e’ incinta e non si sa se il figlio che attende e’ frutto di sperimentazioni aliene.
La parte piu’ interessante del telefilm e’  sicuramente il prologo che racconta il ritorno dei 4400: una grande cometa passa vicino alla Terra e improvvisamente cambia rotta  puntando sul nostro pianeta: nonostante i tentativi di fermarla  con i missili la presunta cometa continua il suo percorso e nell’immintente impatto si vedono momenti concitati di telefonate ai propri cari che sono forse la prima rappresentazione popolare della tragedia dell’11 settembre, e l’atterraggio di un oggetto volante sconosciuto in quest’ epoca cosi’ timorosa del  diverso getta una luce del tutto nuova, forse di maggior comprensione delle paure che si celavano dietro ai  film anni ’50 di invasioni spaziali.
I tredici episodi della seconda serie dovrebbero andare in onda questa estate.