Il caimano e’ il miglior film dell’anno e si porta a casa anche la statuetta per la miglior regia e il miglior attore protagonista, mentre Romanzo criminale riceve ben 8 statuette e la Golino si conferma la miglior interprete femminile per La guerra di Mario: sembrerebbe un buon risultato che testimonia il lieve miglioramento dello stato del cinema italiano che nel 2005 si e’ dimostrato in ripresa, almeno a livelli di botteghino, ma la triste cerimonia di premiazione conferma che nulla si muove nelle stagnanti acque del nostro cinema.
Collocata in seconda serata, la cerimonia ha avuto inizio alle 00.45 per terminare alle 02,20, presentata da una Veronica Pivetti in versione vigile urbano: ha passato la maggior parte del tempo a indirizzare i premiati verso l’uscita o a chiamarli sul palco cercando di stringere al massimo i tempi; la affiancava Fabio Volo, latitante per tre quarti di spettacolo, non che se ne sentisse la mancanza (scusate, ma personalmente non capisco il senso dell’esistenza di quell’uomo) soprattutto quando ha “allietato” gli ultimi venti minuti di premiazione con il suo repertorio di battute da ragazzo normale che si trova li’ per caso.
L’ospite straniero era uno stranito Dolph Lundgren, ormai ridotto a un terzo del colossale Ivan Drago, che ha detto la battuta che l’ha consegnato alla storia del cinema, “Ti spiezzo in due” e se n’e’ andato; a parte questo, era inquietante assistere all’ingresso delle varie star premianti accompagnate da celebri colonne sonore: per un po’ ho cercato di cogliere il nesso tra il personaggio e la musica ma quando e’ entrata la Martinez sulle note di Fratello sole, sorella luna, ho desistito.
L’omaggio ai tre grandi registi di cui nel 2006 cade il centenario (Rossellini, Soldati, Visconti) e’ stato altrettanto pietoso: spezzoni scelti a caso senza nemmeno una didascalia che ne identificasse il titolo: per Rossellini e’ stato scelto Germania anno zero e la Pivetti e’ riuscita a parlarne per qualche minuto con Lizzani senza che ne venisse mai pronunciato il titolo; ma il peggio del peggio si e’ toccato con i David del cinquantenario essendo giunti alla cinquantesima edizione del piu’ prestigioso premio del cinema italiano sono stati premiati illustri rappresentanti delle varie categorie cinematografiche: sono saliti sul palco personaggi del calibro di Ennio Morricone, Peppino Rotunno, Francesco Rosi, glorie del nostro cinema che sono state premiate da illustri figli d’arte (te pareva..): Jacopo Gassman presentato come attore (?) e regista (???) non e’ neppure arrivato a premiare Suso Cecchi d’ Amico per cui Silvio Orlando ha fatto partire una standing ovation (cosa che l’ha reso ancor piu’ meritevole del premio ricevuto).
Vabbe’, ma di che mi stupisco? nella manifestazione che consegna otto statuette a Romanzo Criminale, tra i premiatori c’era pure Giulio Andreotti!
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100 anni di Isa Miranda
Nasce il 5 luglio 1905 (ma ora quasi tutte le fonti dicono 1909 aggiornamento 2018) a Milano, Ines Isabella Sampietro, che diventa
la piu’ grande diva italiana negli anni ‘30 e ‘40 con il nome di Isa
Miranda: la voleva anche Hollywood per farne una nuova Marlene, star
con cui la Miranda condivide lo stesso tipo di bellezza algida ed
altera.
Debutta al cinema nel 1933 e l’anno dopo gira il suo film piu’ importante: La signora di tutti, per la regia di Max Ophuls (che la rivorra’ anche nel 1950 per La ronde).
Nel 1937 l’arrivo ad Hollywood dove gira solo due piccoli film poi,
ufficialmente, lo scoppio della guerra la costringe a rientrare in
Italia. Nel 1942 interpreta Malombra per la regia di Mario Soldati e Zaza’ nel 1944 diretta da Renato Castellani.
Non piu’ giovanissima e con una bellezza troppo sofisticata per i canoni neorealistici, Isa Miranda s’impone per la parte della protagonista femminile ne Le mura di Malapaga che le varra’ la Palma d’oro al Festival di Cannes.
Dagli anni ’50 si dedica maggiormente al teatro e l’ultimo ruolo di rilievo che interpreta e’ quello della contessa Stein ne Il portiere di notte (1974) di Liliana Cavani.
Muore come un’eroina dei suoi melodrammi, dimenticata da tutti, l’8 luglio 1982.