U.S. Palmese

Italia 2024
con Rocco Papaleo, Blaise Afonso, Giulia Maenza, Lisa Do Couto Texeira, Max Mazzotta, Claudia Gerini, Gianfelice Imparato, Massimiliano Bruno, Massimo De Lorenzo, Guglielmo Favilla, Guillaume de Tonquédec
regia dei Manetti Bros.

La stella del campione del calcio Etienne Morville s’appanna velocemente e crolla dopo che il calciatore fa body shaming ad un’influencer. Per ricostruire la sua immagine pubblica, il suo procuratore accetta la proposta della squadra dilettanti di Palmi i cui cittadini si sono tassati per racimolare i cinque milioni del cartellino di Morville…

Dopo la trilogia di Diabolik, i Manetti Bros tornano alla commedia indagando a modo loro il sotto genere calcistico.

Il film diventa l’occasione di sottolineare la dicotomia tra la metropoli e la provincia, tra il calcio dei grandi ingaggi e quello dilettantistico pur non aggiungendo nulla di nuovo, però persino io, ormai ben lontana dal mondo calcistico, ricordo lo spirito aggregante della squadretta di calcio del mio paesino. 

La prima parte in cui Don Vincenzo s’ingegna per raccogliere il capitale è divertente e anche sottilmente pungente: per quanto assurdo, credo sia possibile che dei tifosi si tassino per comprare un giocatore ma nessuno pensa di tassarsi (e ben pochi a  pagare le tasse) per far ripartire l’ospedale.

L’arrivo della stella del calcio dovrebbe portare la US Palmese in vetta ma Morville, per evitare di infortunarsi, fa il minimo possibile per la squadra fino a quando non ritroverà la passione per il calcio.

Favola semplice e dal finale prevedibile, il film si distingue per lo sforzo di raccontare le scene calcistiche con uno stile diverso da quello televisivo e allora alla staticità dei calciatori fa da controcanto lo split screen tipico dei Manetti Boris con inserti cartoon che rimandano al mitico fumetto di Holly e Benji.

Ammore e malavita

Ferito nell’onore e nel deretano, il boss  Don Vincenzo Strozzalone si dichiara stanco della vita criminale, così Donna Maria, astuta moglie cinefila, decide d’inscenare la sua morte facendo uccidere un sosia del marito mentre questi è curato di nascosto in ospedale. Purtroppo un’infermiera lo vede e per evitare che sveli l’inganno, vengono sguinzagliati sulle sue tracce Ciro e Rosario, i killer più feroci al soldo degli Strozzalone ma quando l’impassibile Ciro trova l’infermiera si trova davanti Fatima, il grande amore mai dimenticato della sua adolescenza e per salvarla tradisce il clan..



Ammore e malavita


Barocco e debordante come la città che fa sfondo alle vicende di Ciro e Fatima, il film dei Manetti Bros è un gioiellino che esalta l’amore che da sempre i due fratelli registi testimoniano per i film di genere.
Ammoreemalavita
Se il precedente Song ‘e Napule prendeva spunto dalla musica neomelodica, Ammore e malavita s’ispira alla sceneggiata napoletana con alcuni brani classici del repertorio partenopeo messi in scena in maniera strepitosa penso a Pino Mauro che in Piazza Plebiscito canta Chiagne femmena su un fiammeggiante trono di corni.
Altro momento davvero geniale è tour per stranieri alle Vele di Scampia che culmina con lo scippo alla turista, esperienza esaltante per l’americano in gita che si sente così parte integrante del mondo di Gomorra.
Lo spirito dissacrante dei Manetti Bros si coniuga al loro talento per l’action e così l’eroico Ciro è in grado di scansare i colpi di una mitraglietta, altro che quelli di una semplice pistola come nei film americani!
Protagonista del film è l’attore feticcio dei Manetti, Paolo Morelli che si sarebbe potuto meritare una nomination come miglior attore agli imminenti Nastri d’argento dove Ammore e malavita domina con 15 nomination: chi è abituato a seguire l’attore nei panni svagati di Coliandro, come la sottoscritta, lo troverà paurosamente inquietante nell’impersonare Ciro gelida macchina di morte che non sbaglia mai un colpo e che non lascia mai trapelare un’emozione neppure quando ritrova l’amore della sua vita.




Ammoreemalavita


Ritrovando l’amore perduto dell’adolescenza, Ciro è costretto a fare una scelta: seguire il cuore o la lealtà al clan, in particolare onorare il patto di fedeltà verso Rosario, l’amico fraterno con cui forma la guardia scelta del boss Strozzalone: spezzare questo patto non può che portare a uno scontro mortale.
Azione, musical, commedia e dramma: come se non bastassero tutti questi elementi a render ancora più esplosiva la miscela del film arriva il riferimento metacinematografico che omaggiando la grande artigianalità italiana dei film d’azione racconta come simulare una sparatoria con le cariche esplosive e il sangue.. vero.

Song ‘e Napule

Song'enapule Paco Stillo si è diplomato con merito al conservatorio ma per campare deve accettare la raccomandazione di un assessore amico di mamma e imboscarsi in polizia. Un giorno però, il duro commissario Cammarota decide di sfruttare le sue capacità musicali per infiltrarlo in un gruppo di neomelodici che dovranno suonare al matrimonio della figlia di un boss. Al matrimonio parteciperà anche ‘O spettro ovvero Ciro Serracane, crudele killer della camorra di cui non si conosce il volto. Toccherà proprio a Stillo riconoscere il ricercato e permettere alla polizia di fare irruzione per catturarlo ma il sentimento di amicizia che si creerà con Lollo Love e l’amore per la di lui sorella Marianna porteranno Stillo a modificare il piano del commissario..

I Manetti Bros. perseguono da sempre una loro linea artistica che coniuga il b movie con le sottoculture delle periferie e il degrado urbano contemporaneo. Dopo Roma e la Bologna poco rassicurante di Coliandro (almeno nella prima serie) sono ora alle prese con Napoli e il fenomeno dei neomelodici. Il film è una commedia esilarante per cui il lieto fine è assicurato ma ciò non impedisce ai Manetti di inserire stilettate velenose sulla realtà italiana: l’eterna piaga delle raccomandazioni su cui ruota tutta l’introduzione del film, la brutalità delle immagini delle vittime uccise dalla camorra.
Distinzione manichea tra buoni e cattivi come nella miglior tradizione dei poliziotteschi anni ’70 che vengono citati espressamente in un geniale inseguimento di una Giulietta d’epoca che non molla la Porsche ultimo modello tra i vicoli di Napoli.
I Manetti Bros. hanno alle spalle una consolidata esperienza di direttori di videoclip quindi, da buoni amanti della musica, hanno un occhio di riguardo per il mondo dei neomelodici, truzzo quanto si vuole ma non necessariamente coinvolto con la camorra, almeno nel caso di Lollo Love, ragazzo dal cuore d’oro costretto da un contratto capestro a d esibirsi solamente a matrimoni ed altre cerimonie senza poter esplorare la propria vena artistica e col sogno di arrivare a San Remo.
Una commedia incentrata su una sottocultura partenopea ma che in realtà racconta moltissimo dell’Italia intera, sorretta da un cast notevole: mi paiono buonissimi motivi per non farsela sfuggire nelle scarse apparizioni in sala dovute a una distribuzione poverissima: 18 copie, fortunatamente date in aumento.

L’ispettore Coliandro

Coliandro_2 Su Coliandro avrebbero gia’ detto tutto loro: lui annunciando per tempo la trasmissione del telefilm rimasto per anni a pigliar polvere nei magazzini Rai, lei commentando la prima puntata con la sua solita sagacia; qualche riga la voglio scrivere anche io, se non altro con l’intento di fungere da promemoria ricordando che stasera andra’ in onda la seconda puntata: il telefilm gode infatti du una doppia programmazione settimanale, e l’intento di sbrogliarselo al piu’ presto credo non dipenda tanto dalla “scomodita’” del personaggio, ma dal fatto che a breve inizieranno i pezzi forti dei palinsesti televisivi, cioe’ L’isola dei famosi.
Premesso che non ho letto i romanzi di Lucarelli che hanno per protagonista Coliandro, devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo ritratto anomalo di poliziotto, anomalo per una fiction italiana (ed anche straniera, tutto sommato) perche’ Coliandro mi ricorda qualche esponente dell’Arma di mia conoscenza, non una persona in particolare ma una somma di caratteristiche di personaggi bizzarri che forse in provincia e’ piu’ facile incontrare, sara’ per questo che Coliandro mi ha fatto un po’ di tenerezza coi suoi sogni di grande carriera “all’americana” , vissuta all’ombra di un padre morto facendo la scorta ad un giudice. La collaborazione coi Manetti Bros esaspera le caratteristiche ironiche del telefilm per cui, almeno nella prima puntata, l’ispettore si trova coinvolto in un caso piu’ grosso di lui e di cui capisce poco. Un caso dove il caso (mi si conceda il gioco di parole) la fa da padrone, per cui una guerra di mafia scoppia per un ritardo nella consegna di un pacco, e penso che anche la casualita’ sia una componente fondamentale di tante male situazioni italiane che Lucarelli studia da tempo.