Roger Corman

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Il regista è scomparso il 9 maggio 2024

Il re dei B movie nasce a Los Angeles il 5 aprile 1926; laureatosi in ingegneria, si licenzia dopo soli tre giorni dalla U.S. Electrical Motors di Slauson dove era stato assunto come apprendista ingegnere; dopo aver ripreso gli studi ad Oxford in letteratura, approda finalmente al cinema trovando impiego presso la Fox come fattorino. La carriera all’interno della major e’ velocissima e ben presto diventa script-analyst. Insoddisfatto dalle storie che deve valutare, inizia a scriverne di proprie: nel 1952 da un suo soggetto nasce il film F.B.I. Operazione Las Vegas (Highway Dragnet) diretto da Nathan Juran.
Con quanto guadagnato dalla vendita del soggetto, nel 1953 Corman fonda la sua prima casa di produzione, la Roger Corman Production e produce The Monster from the Ocean Floor di Wyott Barney Ordung.
Il ruolo di Roger Corman produttore (fondera’ quattro compagnie di produzione e collaborera’ spesso con Sam Z. Arkoff della AIP) sara’ fondamentale nei decenni successivi per la rinascita del cinema hollywoodiano, infatti tutti i grandi cineasti hanno iniziato sotto la sua ala: da Coppola a Scorsese, da Bogdanovich a Joe Dante, da Demme a Ron Howard. Anche il suo ruolo di distributore si rivelera’ fondamentale per far conoscere all’America degli anni ‘70 molto cinema europeo e d’autore, a partire da Fellini, Truffaut, Bergman e Kurosawa.
Nel 1955 dirige il suo primo film, Cinque colpi di pistola inizia cosi’ un decennio fecondissimo che lo portera’ a dirigere 60 film, tutti girati in tempi brevissimi e a con un budget molto ridotto. Tra questi titoli si celano molti gioielli, da La piccola bottega degli orrori del 1960 girata in soli due giorni e una notte che vede il debutto del giovane Jack Nicholson, a molti film del ciclo dedicato a Poe che ha per protagonista il grande Vincent Price.







I film girati dopo il 1964 si riveleranno fondamentali per l’inizio della New Hollywood, a partire da I selvaggi del 1966 che narra le vicende di bande di motociclisti, seguito da Il serpente di fuoco del 1967 che racconta le esperienze con LSD di un uomo in crisi: i pesanti tagli di censura a cui il film fu sottoposto allontanarono Corman dalla regia, non prima che nel 1970 girasse il bellissimo Il clan dei Baker, storia di una madre sanguinaria, (una grande Shelley Winters) e dei suoi quattro figli, uno dei quali e’ interpretato da un poco piu’ che esordiente Robert De Niro.
Nel 1971 Corman lascia la regia dopo aver girato Il Barone Rosso e vi ritorna solo nel 1990 con Frankenstein oltre le frontiere del tempo. Celeberrima la sua biografia edita in Italia dalla Lindau, Come ho fatto cento film a Hollywood senza mai perdere un dollaro, dove il regista si racconta con intelligenza ed ironia.







Il monaco

Pur riconoscendomi nelle parole del grande Rino Gaetano che in “mio fratello e’ figlio unico” sostevena che un film non va mai giudicato senza prima vederlo, son qui a scrivere di un film che non e’ ancora uscito nelle nostre sale, per quanto non mi aspetti molto (spero di essere
piacevolmente smentita) so gia che correro’ a vederlo: tutta colpa di Jhon Woo e un po’ di tai chi, per non parlare del fascino magnetico di Chow Yun-fat!
Alla fine del bel libro edito della Lindau su John Woo, Una Tempesta Di Piombo, c’e’ un’intervista all’attore alterego del grande regista di Hong Kong, che spiega il ritardo dell’inizio della sua carriera hollywoodiana in quanto i ruoli propostigli ritornavano sempre all’icona di lui che impugna due pistole.
Cosa fedelmente riproposta nella locandina del nuovo film (dai trailer credevo che questo monaco-highlander avrebbe utilizzato solo le armi classiche del kung-fu).

Ilmonaco

Evidentemente non e’ bastato il ruolo dell’eroe nel blockbuster di Ang Lee, per far cancellare l’elegante immagine del sicario Joeffrey in The killer o meglio ancora dello sbruffone Mark (un moderno Clark Gable orientale e sicura fonte d’ispirazione per Tarantino) in A better tomorrow 1 e 2