La porta d’oro

Hold Back the Dawn
USA 1941, Paramount
con Charles Boyer, Olivia de Havilland, Paulette Goddard, Walter Abel, Victor Francen, Curt Bois, Rosemary DeCamp, Eric Feldary, Nestor Paiva, Eva Puig, Micheline Cheirel, Madeleine Lebeau, Billy Lee, Mikhail Rasumny, Charles Arnt, Arthur Loft, Gertrude Astor, Martin Faust, Brian Donlevy, Veronica Lake, Richard Webb
regia di Mitchell Leisen

Allo scoppio della seconda guerra mondiale, il gigolo George Iscovesco decide di lasciare Parigi e di trasferirsi in USA passando dal Messico. Per le sue origini rumene i tempi d’attesa per il visto richiederebbero anni ma grazie ad Anita, vecchia conoscenza dei tempi parigini, George scopre che se sposa un’americana riuscirà ad entrare negli States in un mese. In un giorno conquista la maestrina Emmy Brown e la sposa ma finisce per innamorarsi di lei…

Commedia romantica che guadagnò sei candidature agli Oscar e si segnala per essere l’ultima sceneggiatura scritta da Billy Wilder che poco soddisfatto del risultato finale decise di dirigere personalmente i propri progetti.

Un’altra peculiarità del film è l’incipit: vediamo Geoge entrare negli studi della Paramount per  per vendere  un soggetto a Mr. Saxon, un regista che aveva conosciuto in Francia prima della guerra. Il soggetto è la sua rocambolesca storia d’amore con Emmy che dopo aver scoperto il motivo per cui Geoge l’ha sposata, ha un incidente d’auto mentre torna ad Azusa, suo paese natale. Per risarcirla del denaro che nel frattempo gli era stato prestato, a Geoge non resta che vendere la sua storia.
Ad interpretare il regista mr. Saxon c’è Mitchell Leisen, il vero regista del film, mostrato mentre dirige una scena con Veronica Lake tratta da I cavalieri del cielo, il film che lancia la carriera dell’attrice e che nella filmografia del regista precede La porta del cielo.

Il film è un’opera molto gradevole magari dall’esito un po’ prevedibile ma può contare su un cast di grandi attori: Charles Boyer sa costruire da par suo il personaggio di George Iscovesco dosando charme e ambiguità sottolineati dal pulsare della sua leggendaria vena sulla tempia. 

Olivia de Haviland ricevette una nomination come miglior attrice: è davvero deliziosa nel ruolo della maestrina travolta prima dalle marachelle dei suoi allievi poi dalla corte di George che finisce per conquistare con il suo ingenuo entusiasmo.

Screenshot

Il ruolo della terza incomoda è interpretato da Paulette Goddard: Anita è una ballerina cinica ed arrivista da sempre innamorata di George, quando lo ritrova casualmente in Messico è lei a suggerirgli il matrimonio come scorciatoia per poter ottenere il visto e sarà lei a rivelare a Emmy il motivo per cui George l’ha sposata.

Diverse storie di contorno di altri attendenti asilo creano un atmosfera corale su cui veglia l’ispettore Hammock.

C’è la classica notte d’amore negata, marchio di fabbrica delle commedie romantiche di Leisen e il film è impreziosito da belle composizioni, soprattutto allo specchio: oltre alle scene in cui rivela la doppiezza degli intenti dei personaggi, ci sono alcune inquadrature di pura bellezza come quella dedicata a Olivia de Havilland ripresa nello specchietto retrovisore dell’auto.

Rodolfo Valentino

Rodolfovalentino A ottant’anni dalla morte, il mito del grande seduttore, su cui poggia molta dell’immagine del macho latino e’ certamente appannata: oggi nessuna misteriosa dama in nero avra’ portato fiori sulla sua tomba, come avvenne per lungo tempo dopo la sua scomparsa; evento che rpppresento’ il primo caso (e sicuramente il piu’ parossistico) di isteria mediatica. Di tanto in tanto in televisione passa un documentario che mostra le scene del funerale, con una folla impressionante di donne che si accalca attorno alla bara, con svenimenti ed anche suicidi alla notizia della fine prematura del mitico Rudy, causata da una peritonite il 23 agosto 1926.
Rodolfo Alfonzo Raffaelo Pierre Filibert Guglielmi di Valentina d’Antonguolla nacque il 6 maggio 1895 a Castellaneta, in provincia di Taranto, da una famiglia borghese: il padre era veterinario e la madre, di cui era il figlio prediletto, era francese.
Ragazzo ribelle, non porto’ a termine gli studi di agraria e venne espulso da un collegio perugino.
Se ne ando’ a Parigi dove apprese la danza e fu sotto l’ala dello chansonnier Claude Rambeau.
Nel 1913 arrivo’a New York e inizio’ col fare umili lavori per diventare poi “taxi boy”: accompagnatore danzante per le signore sole nei locali da ballo ed anche gigolo’.
Valentinoilfigliodellosceicco_1Dopo che una delle sue clienti uccise il marito a causa sua, il giovane Rudy si aggrego’ alla compagnia itinerante di di Al Jolson (il famigerato Jazz singer del primo film sonoro) ed arrivo’ ad Hollywood dove ebbe un primo ruolo significativo come comparsa danzante in Alimony del 1917.
La sua carriera non decollo’ subito e per alcuni anni gli fu affidata al parte del vilain losco e crudele. La trasformazione nel prototipo del maschio latino avvenne nel 1921 quando la talent-scout June Mathis lo propose per il ruolo de I quattro cavalieri dell’Apocalisse, questa la versione ufficiale della storia, secondo quella gay (consigliatissima la lettura del bel saggio di GiovanBattista Brambilla, interessante soprattutto per i controversi rapporti tra Valentino e l’Italia, gia’ pienamente fascista all’epoca del suo successo) fu la sua relazione con il regista del film, Rex Ingram a fargli ottenere la parte di Julio che entra in scena ballando uno sfrenato tango che fece subito innamorare milioni di donne.
Successo che divenne definitivo l’anno successivo quando l’attore lascia la Metro Goldwyn e per la Paramount gira Lo sceicco, il film che piu’ di tutti identifica il mito dell’attore come figura sensuale e dal fascino straniero, tanto che l’ultimo film girato da Valentino e proiettato dopo la sua morte, ne era il sequel, Il figlio dello sceicco che vedeva l’attore nel doppio ruolo dello sceicco, padre e figlio.

Filmografia completa