Maria Antonietta

Marie Antoinette
USA 1938, MGM
con Norma Shearer, Tyrone Power, John Barrymore, Robert Morley, Anita Louise, Joseph Schildkraut, Gladys George, Henry Stephenson, Cora Witherspoon, Marilyn Knowlden, Alma Kruger, Henry Daniell, Scotty Beckett
regia di W. S. Van Dyke



Maria Antonietta


La vita di Maria Antonietta romanzata in funzione della love story tra la regina e il conte Axel von Fersen. La ragazzina sprovveduta che arriva quindicenne dall’Austria si trova di fronte l’impacciato Delfino, i primi anni di matrimonio senza nessun peso a corte fronteggiando la sferzante ironia di Madame du Barry portano Maria Antonietta all’esasperazione e la trasformano in una donna fatua fino all’incontro con Fersen.
Dopo l’ennesimo litigio pubblico con la du Barry, Maria Antonietta sta per essere ripudiata e rispedita in Austria e tutti i suoi amici l’abbandonano tranne Fersen che si fa avanti proprio in quel momento ma il re muore la notte stessa e Maria Antonietta si ritrova regina e Fersen la lascia ai suoi doveri di sovrana a cui Maria Antonietta si applica con impegno, ma le pessime condizioni economiche della nazione e le calunnie dei suoi nemici che imbastiscono anche lo scandalo della collana, rendono la regina odiata dai francesi. Dopo la Rivoluzione, sarà il conte Fersen a organizzare il tentativo di fuga dei sovrani e riuscirà a vederla ancora un’ultima volta prima che la regina venga ghigliottinata.



Marieantoinette


Uno dei film più costosi della storia del cinema memorabile per la sua opulenza: costumi ricchissimi, parrucche elaborate, mobilio d’epoca fatto arrivare dalla Francia (si chiese persino di girare a Versailles!) e addirittura una partitura musicale di alcuni minuti che anticipa i titoli di testa (overture) divide i due tempi (entr’acte) e chiude il film.
Anche la regia di W. S. Van Dyke II è altisonante con ariosi carrelli che sottolineano la vastità degli ambienti, le numerose comparse dei balli e delle scene di massa inerenti alla rivoluzione, quando la scenografia si fa più contenuta si punta tutto sul pathos della drammatica fine degli ultimi sovrani Capetingi.



Dubarry


La pellicola fu l’ultimo progetto del tycoon  Irving Thalberg, scomparso nel 1936 durante l’organizzazione del film, a interpretare Maria Antonietta c’è la sua vedova, la diva Norma Shearer: se è ovviamente fuori parte nei panni dell’adolescente sprovveduta, l’attrice riesce a disegnare tutta la parabola della sovrana e spicca nella seconda parte nella trasformazione da magnifica regina a povera condannata a morte, praticamente irriconoscibile; la sua performance ricevette una nomination agli oscar e le fece vincere la Coppa Volpi a Venezia.
Per il ruolo di  Luigi XVI si era pensato a Charles Laughton abbastanza restio ad accettare la parte che andò quindi a Robert Morley, la somiglianza fisica e la recitazione contenuta si dimostrano apprezzabili.
Per il ruolo di Fersen la MGM si fece prestare un divo di punta della Fox, Tyrone Power: la parte è abbastanza marginale anche se l’assunto del film è proprio il grande amore ostacolato tra Maria Antonietta e il conte, il cast è del resto notevole per molti dei ruoli sempre molto secondari rispetto a quello della Shearer praticamente sempre in scena, fortunatamente con perizia.

La donna del giorno

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USA 1936 MGM
con William Powell, Myrna Loy, Spencer Tracy, Jean Harlow, Walter Connolly, Charley Grapewin, Cora Witherspoon
regia di Jack Conway

Il  New York Evening Star pubblica una notizia falsa su un’ereditiera: nonostante le copie vengano immediatamente ritirate, la notizia arriva al ricco padre che intenta una causa milionaria per diffamazione al giornale.
Per salvare il quotidiano dalla chiusura, il direttore Warren Haggerty è costretto a rivolgersi a Bill Chandler, un giornalista manipolatore che una volta lavorava al giornale; il piano è quello di mettere Connie Allenbury nella situazione di ruba mariti di cui era stata falsamente accusata, per questo Chandler la corteggerà dopo aver sposato Gladys, l’eterna fidanzata di Haggerty ma le cose non andranno come previsto..

LadonnadelgiornoSpumeggiante commedia brillante con un cast d’eccezione: Myrna Loy e William Powell rivendiscono i fasti de L’uomo ombra del 1934 formando una coppia davvero notevole: l’ereditiera Connie Allenbury sa tener testa a lungo alle manovre di Bill Chandler che finisce per innamorarsi veramente di lei e fa di tutto per proteggerla dagli appostamenti dei paparazzi del New York Evening Star.
Se Connie non cade facilmente nella rete di Chandler, ad innamorarsi subito di lui è Gladys, l’eterna fidanzata di Haggerty che non riesce mai ad impalmarlo: la notizia falsa su Connie Allenbury fa saltare per l’ennesima volta il matrimonio tra i due.
Jean Harlow avrebbe voluto interpretare la parte dell’ereditiera ma il ruolo di Gladys svela una vis comica della platinata bomba sexy che fa rimpiangere ancora di più la sua morte prematura avvenuta nel 1937.




JeanHarlowLibeledLady


Anche William Powell dimostra un grande talento per le gag fisiche nella scena della pesca alla trota che verrà omaggiata ne Lo sport preferito dell’uomo, l’ultima commedia screwball di Howard Hawks.
Oltre la commedia romantica, ne La donna del giorno appare il tema della manipolazione giornalistica che il regista Jack Conway esaspera ne L’amico pubblico n°1, pellicola del 1938 che scandalizzò la critica per il cinismo con cui il protagonista, un impudente Clark Gable, manipolava le notizie.




Libeled lady


Il titolo italiano è lo stesso per un’altra commedia che ha per protagonista Spencer Tracy nel 1942, il cui titolo originale è The Woman of the year: diretto da George Stevens, è il film che fece nascere la sua grande storia d’amore con Katharine Hepburn.