Cado dalle nubi

Cadodallenubi

Checco Zalone e’ stato un mattatore televisivo del 2009, indicato come colui che ha sdoganato la parolaccia in tv, inaspettatamente alla sua prima prova cinematografica Luca Medici trasforma la sua maschera di tamarro sboccato in un Candido piu’ composto che arriva dalla profonda provincia pugliese in quel di Milano per sfondare dome cantante dopo esser stato lasciato dalla storica fidanzata Angela.
Tra gaffes e sgrammaticature il buon Checco riuscira’ a conquistare una bella studentessa figlia di un padre leghista, convincere il cugino che lo ospita a rivelare la sua omosessualita’ ai genitori rimasti al paesello e vincere anche un talent show grazie anche alla sua intrinseca mediocrita’.

CadodallenubiUna storiellina esile esile che fallisce l’intento satirico sulla dicotomia tra provincia e metropoli, con un cast di estrazione prevalentemente televisiva ma che conferma la bravura di Dino Abbrescia che riesce a rendere credibile e misurata la figura un po’ macchiettistica del cugino gay. Di sapore televisivo anche il taglio fotografico sulla citta’ di Milano che pero’ si salva per una certa originalita’ puntano piu’ sul fuoriporta milanese (l’abbazia di Morimondo) che sui simboli classici della citta’.
Resta la capacita’ di far ridere e distrarre il pubblico con un prodotto leggero, esattamente quel che ci si aspetta (?) e che offre il cinema italiano che ha per protagonisti i comici televisivi.

Un po’ per caso, un po’ per desiderio

Seguendo l’esempio della nonna che amando il lusso ma non potendoselo permettere, aveva deciso di viverci in mezzo facendo la cameriera al Ritz, Jessica lascia Macon per tentare la sorte a Parigi: trovera’ lavoro al Bar des Theatres, luogo d’incontro per artisti e magnati nella prestigiosa Avenue Montaigne..




Unpo'percasounpo'perdesiderio


Come sia venuto in mente ai distributori italiani di trasformare Fauteuils d’orchestre (poltrone d’orchesta) nel chilometrico titolo italiano e’ un discorso a parte, resta il fatto che questa commedia corale e’ un vero gioiellino di leggerezza, capace di gettare uno sguardo originalissimo sul bel mondo, sfuggendo ai cliche’ in cui di solito cadono i film che hanno i ricchi come protagonisti.
Leggerezza che offre anche risvolti filosofici mettendo a confronto la vita ossessiva di chi ha un grande talento, il celebre pianista, l’attrice di grido, ma rischia di farsi stritolare l’esistenza dai meccanismi che il successo comporta, e la serenita’ di chi si accontenta di godere della vicinanza con la grandezza, come la vecchia direttrice del teatro, Claudie, che il giorno della pensione confessa di aver sempre voluto essere un’artista ma non avendo talento si e’ limitata a vivere nel mondo dello spettacolo ed e’ stata felice.
Un po per caso un po' per desiderioOttimo e variegato il cast: da menzionare Valérie Lemercier, divertentissima nel ruolo di Catherine Versen, l’attrice imprigionata dal successo di una soap opera; ma soprattutto Cecile De France, nei panni di Jessica, personaggio in bilico tra Cenerentola e Candido; l’attrice che nel 2003 era stata una credibile psicopatica in Alta tensione, in questa pellicola ha la freschezza sbarazzina che un tempo avrebbe potuto avere Audrey Hepburn.
Altre armi su cui puo’ contare il film sono la buona sceneggiatura che non ha quasi mai cedimenti, i dialoghi frizzanti, una sapiente colonna sonora, uno spruzzo di romance, una punta di malinconia, Parigi.. et voila’! un film delizioso!