Orfani

Orfani Chi ha subito un danno e’ pericoloso:
Sopporta tutto

Bluvertigo, Troppe Emozioni

Non seguivo un cartoon in televisione dai tempi di Alexander su MTV e devo dire che anche questo prodotto italiano, collaborazione tra la casa editrice Bonelli e la Rai è davvero molto avvincente. Si tratta di un motion comics, una tecnica dove ci sono pochi movimenti, quasi una trasposizione delle tavole del fumetto. La scelta nasce da una necessità di limitare i costi ma dato che Orfani ha una trama d’azione il contrasto con la staticità delle immagini crea un contrasto positivo, molto interessante.
Altrettanto attuale è la tematica degli orfani trasformati in soldati che fa pensare ai bambini soldati delle guerre africane.
La vicenda è ambientata in un futuro apocalittico, dove una civiltà aliena scatena un attacco nucleare sulla Terra, uccidendo un sesto della popolazione mondiale. L’esercito raccoglie gli orfani sopravvissuti all’Apocalisse e li recluta forzatamente per trasformarli in futuri soldati grazie a un tremendo addestramento senza scrupoli e a un potenziamento fisico fatto di sperimentazioni anche mortali.
Il racconto della formazione della futura squadra militare è inframmezzato da flashforward nel futuro in cui si vedono gli esiti dell’addestramento, se sarà il futuro effettivo o solo un sogno lo dirà (forse) solo la fine della serie di dieci episodi.
I capi del campo di addestramento di Dorsoduro la dottoressa Jsana Juric  e il comandante Nakamura sono così perfidi da far sospettare che gli alieni possano essere una creazione stessa dell’esercito, visto la trasformazione a cui è andato incontro Ray, il ragazzo che non è stato in grado di inserirsi nella squadra formata da Juno, Jonas, Ringo e la piccola inquietante Sam gruppo di spagnoli a cui si aggiunge Raul, l’unico sopravvissuto degli orfani italiani.

La serie è in onda su Rai4 dal 6 dicembre

2012

2012

Prendendo spunto dal calendario maya che termina il 21.12.2012, giorno in cui si verifichera’ un rarissimo allineamento planetario, Emmerich costruisce un lunghissimo e noiosissimo film catastrofista, dove i cataclismi naturali sono piuttosto ripetitivi e costruiti come se sul pianeta non esistessero incentivi distruttivi creati dall’uomo: senza aspettare l’inversione dei poli, sarebbe bastato una piccolo terremoto che colpisse un sito nucleare per anticipare la fine del mondo.
In mezzo all’apocalisse si agita la classica famiglia americana che pero’ si distingue per essere la meno empatica della storia del cinema: due ragazzini, rigorosamente maschio e femmina dai genitori separati, papa’ assente e mamma che convive con un ricco chirurgo plastico. Alla fine l’amore familiare trionfera’ e il povero chirurgo non riuscira’ a sopravvivere alla tragedia ambientale.. E’ davvero insopportabile la scelta delle vittime che ogni film di questo genere deve mettere in conto: il magnate russo che alla fine era anche simpatico, la sua giovane amante su cui non si versa neppure una lacrima eppure a me faceva tanta simpatia, mentre il vero bastardo della storia se la cava senza neppure un graffio!
Evidentemente Emmerich era piu’ concentrato a seguire la denuncia politica che tanta fortuna gli aveva portato ne L’alba del giorno dopo, cosi’ la chiusa ottimista del film si rivolge tutta all’Africa che nel marasma generale si e‘ sollevata ed e’ diventata la nuova terra promessa, un contentino davvero ridicolo per il terzo mondo ma questo passa il convento.
Nel film fa la sua bella comparsa una pletora di capi di stato, alcuni solo ispirati ai leader politici vigenti vedi il presidente americano di colore di Danny Glover, altri fedeli agli statisti che conosciamo tipo la Merkele solo leggermente piu’ carina mentre la sempiterna Elisabetta II vanta una sosia perfetta. Tutti questi capi di stato sono mostrati mentre si imbarcano sulle arche costruite per salvare un’eletta schiera dell’umanita’ dalla tragedia incombente. Solo il presidente americano decide di restare con il suo popolo cosi’ come il presidente del consiglio italiano poi mostrato mentre ci lascia le penne in preghiera quando cade il cupolone di San Pietro. Il presidente del consiglio italiano (attenzione non il presidente della repubblica!) non assomiglia a Berlusconi e’ piu’ un misto tra Fassino e Ghedini, ma quando si dice che il presidente del consiglio italiano ha preferito non imbarcarsi le oltre cento persone in sala hanno cominciato a ridere istericamente e tra frizzi e lazzi e’ partito pure un applauso. E’ stato il momento piu’ bello del film, non avrei mai pensato di dirlo ma.. meno male che Silvio c’e’!