WOW!

Festeggai a suo tempo il primo commento, (fu quell’anima buona di Ibrab) mi sembra giusto festeggiare anche il primo insulto, collettivo, anche per questo ve lo comunico di un fans dei gazosa.. scendere fino al post ho visto cose che..
poi se qualcuno mi spiega come si fanno i link giuro eterna riconoscenza

spudorato campanilismo

Premesso che auspicavo anche prima la vittoria di Bellocchio a Venezia, il mio tifo e’ salito quando ho scoperto che il regista e’ nato a Bobbio, alta Val Trebbia, provincia di Piacenza.
Essendo la mia famiglia originaria di 2 vallate piu’ in la’,avendo dei parenti a Bobbio che e’ il luogo dove tradizionalmente trascorro il ferragosto, lasciatemi sfoderare tutto il mio orgoglio campanilistico e consigliarvi questo ameno luogo di villeggiatura dove il nostro tiene anche interessanti sessioni di cinema, sia in inverno che in estate.
Per la mia personale teoria secondo la quale la bellezza del luogo dove si vive influenza la formazione personale,(questione lunga da disquisire) vi propino anche la foto del Ponte gobbo, una delle meraviglie romaniche di Bobbio.

tanto per sapere..

E’ solo la mia tag board, istallata da due giorni, che ha deciso di scioperare ( ferie anticipate? non le piace dove l’ho posizionata? detesta il mio blog? e dammi il tempo di fare conoscenza,no!) o capita anche agli altri?

Gone with the wind

guarda qua.. per "bagnare il naso" (da quanto non sentivo questa espressione? seconda elementare?) a uno dei pui grandi westerofili che conosca passo pure per una a cui non piace Via col vento! IO, che per quel film ho fatto anche gruppi d’ascolto notturni: tutte a tifare che Rett mollasse Rossella con un palmo di naso (ultimamente mi sto ricredendo anche su Miss O’ Hara.. l’eta’ rende sentimentali!)
IO , che me lo sono rivista anche ieri sera su rete4 pur avendolo in vhs e pure in dvd..

il ciulatore del tempo

20091 Quando il tuo San Sebastiano di fiducia (a proposito: piacuta la foto? avrei potuto ossessionarti con antonello da Messina ma ho preferito qualcosa di piu’ moderno) e’ giu’ di morale e per giunta ti manda una bella citazione di Guccini [ma davvero vedi cosi’ il mio blog? :’-O ] tocca abbandonare le frecce al curaro e adempire antiche promesse.
Sviluppata nei primi anni novanta dalla sottoscritta e dalla sua compagna di ricerche Chiara, questa teoria vuole studiare il bizzarro fenomeno che colpisce in prevalenza in tarda eta’ liceale sicuramente in eta’ universitaria:  tu decidi di farti la tua sacrosanta telefonatina giornaliera di una decina di minuti prima di gettarti a capofitto sui libri , giusto per aggiornarti sulle ultime novita’..
Insomma quanto ci puoi impiegare a raccontare brevemente gli ultimi speteguless? Sembra strano ma come minimo passa un’ora, un’ora un quarto ed e’ il rientro improvviso di un genitore che con l’ultima bolletta in mano e una forbice minacciosa da un altra ti induce ad interromperti sul piu’ bello.
Ora io e la mia collega scienziata ci siamo sacrificate per anni tentando di risolvere questo rompicapo temporale e siamo giunti all’unica ed ovvia conclusione: esiste un ciulatore del tempo che si annida nelle cornette telefoniche e creando una bolla spazio-temporale si nutre del tempo che riesce a sottrarti: sono riuscita a dargli anche una fisionomia, non definitiva certo, in questa dimensione non e’ possibile avere altro che una visione distorta della realta’, comunque credo che si presenti come uno dei Grandi Antichi di Lovecraft, anzi probabilmente fa parte di quella cosmogonia ed uscito dal mondo sotterraneo si e’ rifugiato nel cavo di un telefono..

Chi ha paura della psicanalisi?

Ieri sono andata a fare il vega test presso la mia farmacia all’avanguardia, quando la farmacista ha notato allegramente che mentalmente sto bene (!) altrettanto scherzosamente ho ribattuto che dopo quattro anni di analisi e’ il minimo. La reazione della dottoressa mi ha colpito perche’ si e’ sentita in dovere di scusarsi come se avesse fatto una gaffe.
Davvero ancora oggi andare in analisi e’ un fatto da malati e che va tenuto nascosto? Parrebbe di si, viste le reazioni che di solito provoco in chi metto al corrente di questo mio “vizietto”.
Dopo uno sguardo perplesso, l’interlocutore osserva che non saprebbe cosa raccontare, che sarebbe infastidito da una persona che vuole entrarti nella mente e facendo proprio quello che un attimo prima pareva disturbarlo profondamente, tenta di scoprire i segreti di questo cervellino balzano: parare questi colpi e’ facilissimo, basta chiedere con lo sguardo di chi ha finalmente trovato un compagno di sventura in questa valle di lacrime”Perche’? ..ci vuoi andare anche tu?!?” che subito risponde con un inorridito “no,no!” e l’argomento psicanalisi viene definitivamente abbandonato.
Ma oggi ho deciso di venire allo scoperto: morbosi dei segreti del lettino, e’ il vostro momento!
Debbo innanzitutto tristemente confidarvi che non sono pazza e tanto meno una personalita’ multipla come nel famoso film con Joanne Woodward La donna dai tre volti, e questa opera, fondamentale per l’approccio psicanalitico mio e della mia amica Chiara nell’adolescenza, non viene neppure studiato nelle universita’: anzi la mia psicologa non l’ha mai visto! (ma sicuramente un giorno riusciro’ a colmare questa sua grave lacuna)

La mia psicologa e’ un donnino veramente in gamba: non ha il classico studio con chaise long in pelle nera ne’ la pessima abitudine di sedermisi alle spalle: due comodissime poltrone faccia a faccia accolgono le nostre chiacchierate: posso proprio dire che parliamo in eguale misura, talvolta dei miei sogni, (le poche volte che ne ricordo uno) molto piu’ spesso le discussioni partono dal cinema dall’arte o dai libri: memorabile la volta che arrivai pressoche’ scandalizzata dal fatto che Tolstoj descrivesse il braccio della Karenina come grassoccio: e io che avevo sempre identificato il personaggio nella bellezza eterea di Greta Garbo!
Un altro tema su cui ci siamo soffermate per mesi e che rappresenta un punto di riferimento ancora oggi e ‘ Frida Khalo e spesso le sedute si trasformano in uno sfogliare di pagine di catalogo (altra nostra eroina e’ Georgia o Keffe).
Insomma nulla di eclatante, una monotona esistenza dedicata all’arte.. as usual.

about Claudia

Come giustamente mi ricorda Herr Director, non possiamo dimenticare la bravura e la bellezza sfolgorante di Claudia Cardinale.

Per me lei sara’ sempre Angelica de “Il Gattopardo”: ho visto questo film al cinema che avevo una quindicina d’anni e il suo ingresso al ballo e’ stato per me un pugno nello stomaco: era l’incarnazione della bellezza perfetta: non c’e’ da stupirsi che sia crescuta con QUALCHE complesso effettivamente mi ero scelta un modello ben al di sopra della media…

il mio privato senso del pudore

Ci sono cose che non scriverei MAI in un blog, tipo la giornata di ieri: troppo personale, nel senso che la portata dell’evento sarebbe considerata troppo lieve rapportata all’angoscia provocata, in ogni caso..
GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE SIGNORE GRAZIE, GRAZIE.

Io e la vacca

Prendo a prestito il titolo italiano di Go west del grande Buster Keaton per parlare un po’ della mia vista bislacca.

La scorsa settimana in un campo di grano appena mietuto ho visto una mucca, nulla di strano se non fosse che il bovino in questione era in realta’ un pozzo per l’irrigazione ricoperto da alcuni stracci.
Tranquilli, gli occhiali o comunque le lenti, dipende dall’occasione, li porto; in ogni caso la mia miopia mi porta a queste visioni, o forse e’ qualche punto del mio cervello che mi fa sfuggire a una realta’ visivamente squallida (volete mettere una bella mucca pezzata accovacciata in un campo contro un orrido marchingegno?) creando immagini piu’ allettanti, sara’ un forte senso estetico: strano, non sono neppure della bilancia..
In ogni caso ogni tanto salta fuori questo deisderio di fantastico: c’e’ una strada di campagna dove ho imparto a guidare praticamente tutti i mezzi di locomozione: dalla bici alla moto all’auto, a un certo punto di questa via c’e’ un albero ormai morto, una figura scura e contorta che da piu’ di vent’anni io scambio per un dinosauro (ok : l’infantilismo mi domina).
Ma l’ episodio piu’ bizzarro mi e’ accaduto mentre ero in macchina con un’amica davanti alla casa dove abitavo alcuni anni or sono: mentre lei mi racconta non ricordo piu’ cosa, io mi sono distratta e poco dopo le ho chiesto se anche lei vedeva su un terrazzo del condominio di fronte un grosso uccello impagliato, al che la santa fanciulla (che mi parla e frequenta ancora oggi) mi ha fatto notare il palo che si congiungeva alla figura che non riuscivo ad identificare: il grosso uccello esotico (esotico.. era di un grigio sconfortante) era in realta’ un lampione!