Tra Boris Karloff e Laura Palmer

Corso di aggiornamento per estetiste.

 
E’ primavera. Tra le varie esponenti delle
femmine (ma non solo) dell’Homo dispendiosus potrebbe capitarvi qualche
esempleare della variante Allegra cinefila (Cinephila cekata), uscita dai
bui antri in cui solitamente si astrae davanti ad immagini proiettate da uno
schermo, con l’ imperativo di drenare, rassodare, tonificare o quant’altro il
flaccido corpicino.
Riconoscerete facilemente questa varieta’ perche’ durante
i bendaggi assumera’ un aria ieratica e incrocera’ spontaneamente le braccia sul
petto, se vi chiede di recitarle formule in antico idioma egizio, assecondatela
bofonchiando qualcosa: i film di cui si nutre non possiedono certo veridicita’
storica e voi, con una semplice cantilena potrete rifilarle quei fondi di
magazzino che giacciono invenduti da anni.

Se durante la copertura con il cellophane si
illividisce nonostante le abbiate splamato per tre ore fanghi ultrariscaldanti,
niente paura si e’ solo convinta di essere Laura Palmer e se ne restera’ buona
finche’ non vi ricorderete di lei, anche il giorno successivo, non ha
importanza. Se avrete l’accortezza di mugulare la colonna sonora di Twin Peak e
rivolgerle le ultime raccomandazioni accarezzando un ceppo che vi sarete
procurate per l’occasione avrete fidelizzato la cliente nei secoli a
venire.

Joan Crawford

Joan Crawford Il 23 marzo 1904 nasceva in Texas, Joan Crawford, al secolo Lucille Le Sueur, icona cinematografica del prototipo della donna moderna.
Bella di una bellezza spigolosa, moderna appunto, con le labbra sempre accese da un rossetto rosso fuoco la Crawford non nascose mai le sue ambizioni: da commessa ad attrice e moglie solo di uomini ricchi da Douglas Fairbanks jr. a un magnate della Pepsi, fu la prima di cui si vocifero’ che la sua carriera passasse per i divani dei
produttori, da cui in realta’ passarono tutte tranne forse la Davis, come
ribatte’ lei stessa.
Anche i personaggi che interpreto’ rappresentano sempre
donne forti che si trovano a combattere duramente con la vita: dalla segretaria
avida di Grand Hotel, alla commessa rubamariti di Donne
dall’ambigua donna dal volto deturpato di Volto di donna alla ballerina
senza speranza di Viale Flamingo fino alla Vienna di Johnny
Guitar
.
Un discorso a parte merita Il romanzo di Mildred, il film
piu’ passato dalla televisione commerciale italiana, dove la Crawford , premiata
con l’Oscar, dipinge il ritratto di una donna lavoratrice e madre irreprensibile
di una figlia perfida, nella realta’ le qualita’ materne dell’attrice furono
messe in dubbio dalla figlia adottiva Christina nel famigerato libro Mammina
cara
, da cui nel 1981 fu tratto l’omonimo film interpretato da
un’impressionante Faye Dunaway.


Grand hotel

Tra gli ultimi lavori della Crawford va
ricordato Che fine ha fatto Baby Jane? dove si scontra con la rivale di
sempre Bette Davis, sfatte e incarognite le due cattive di Hollywood recitano da
par loro e per quanto rimane celebre la battuta della Davis per cui il miglior
momento del film resta quello in cui la butta giu’ dalle scale, va ricordato che
l’onnipotente Bette sceglieva personalmente le attrici coprotagoniste, che
dovevano essere alla sua altezza per bravura: Miriam Hopkins, Olivia De Havilland e infine la Crawford, degna consacrazione per l’attrice in carriera
per antonomasia.


Chefinehafatobabyjane

FaiRai

La XII giornata di Primavera del Fai e il cinquantenario della
nascita della televisione italiana hanno creato la ghiotta occasione
dell’apertura al pubblico (che l’ha letteralmente preso d’assalto) del Palazzo
della Radio di Via Verdi 31 a Torino e del Centro di Produzione Rai al civico 16
della stessa via.
A pochi metri dalla Mole sorge questo questo polo
radiotelevisivo interessante sia dal punto di vista architettonico: molto
affascinate lo scalone principale del Palazzo della Radio in puro stile littorio
con una cromatura in ottone a completare la severa balustra marmorea, che
storico, infatti adiacente al Palazzo della Radio sorge ancora la facciata del
Teatro Scribe, vecchio tabarin della Bella Epoque che fu la prima sede effettiva
di Radio Torino, sventrato dai primi bombardamenti caduti sulla citta’ nella
Seconda Guerra Mondiale, attende da oltre sessant’anni di essere ristrutturato e
adibito forse a multisala per il Museo del Cinema che e’ ospitato nella Mole
Antonelliana
Nel Centro di Produzione Rai vi e’ un piccolo Museo della Radio
e Televisione, aperto giornalmente e con ingresso gratuito dove viene conservato
un breve excursus della storia delle telecominucazioni dal telegrafo con i fili
(pre Marconi) fino ai primi telefoni cellulari, sicuramente il pezzo piu’
interessante e’ un monoscopio costruito artigianalmente per ricevere le prime
trasmissioni televisive.
Quello di Torino e’ uno dei quattro centri
produzione Rai in Italia, oltre a quelli di Roma e Milano, al centro di continue
beghe politiche, vi e’ quello di Napoli riconvertito da cira una diecina d’anni
in polo per la fiction (al suo interno si girano infatti la prima soap italiana
Un posto al sole e il serial La squadra). Di Torino che pure e’ la
sede storica della sperimentazione radiotelevisiva non si sa ancora bene che
fare e i dipendenti di questo centro son sempre a rischio licenziamento, insomma
una classica storia italiana.

Gary Oldman

Garyoldman



Auguri di cuore a Gary
Oldman, uno dei migliori attori viventi, genio del camaleontismo che dissipa il suo talento con altrettanta arte:
peggio di Orson Welles che recitava in pessimi film per ragrannellare il denaro
per i suoi progetti.
Gary Oldman si spreca in camei e in film di dubbia
qualita’ quasi con grazia, come se il ruolo autodistruttivo che l’ha rivelato
nell’1986, Sid and Nancy di Alex Cox dove interpretava Sid Viciuos fosse
profetico. Lo rivedremo a giugno sul grande schermo nel ruolo di Sirius Black
nella saga di Harry Potter.

Filmografia completa

Mercedes McCambridge

Il 2 marzo se n’è andata anche Mercedes McCambridge, classe 1916, famosa per esser stata la voce indemoniata di Regan neL’esorcista.
L’attrice ha pero’ una carriera alla spalle di carattesista di successo: premio Oscar nel 1949 per Tutti gli uomini del re di Robert Rossen, e’ stata Luz Benedict (la sorella del protagonista Rock Hudson) ne Il Gigante, e tra gli altri ha preso parte a film come Addio alle armi, L’infernale Quinlan e Improvvisamente l’estate scorsa.


Giant

Lista ragionata dei 31 telefim della vita, voll.II

16)Michele Strogoff
Non ricordo se segno’ l’arrivo
del colore in Italia o piu’ modestamente a casa mia, pero’ quella lama
incandescente che si avvicina agli occhi..
17)I
sopravvissuti

Debbo ammettere che mi sono tornati in mente grazie alla
lista di Fringe, ma ne ero un’assidua spettarice.
18)Arsenio
Lupin

Non il cartone, ma il telefilm francese con un attore elegantissimo
spesso in bianco. Molto charmant.
19) Attenti a quei due
Avventure
giallo rosa nel bel mondo. Protagonisti Roger Moore, nei panni di un impeccabile
baronetto inglese e Tony Curtis, self made man americano.
20) Vita da
strega

Insopportabili Darryl e Samantha, che presto verra’ portata sul
grande schermo dall’altrettanto perfettina Nicole Kidman, adorabile la madre di
lei Endora (?) dal trucco improponiblie interpretata da una grande Agnes
Moorehead (L’orgoglio degli Amberson)
21)E.R.
Colpi di scena
e lacrime in corsia, ignorato all’inizio, l’ho recuperato attraverso le varie
repliche ed ora sono una fedelissima.
22)Strega per amore
Svaporata
Jinny, genio della lampada innamorata di un Larry Hagman pre Dallas. Sta
in classifica perche’ la sigla fu un hit da discoteca negli anni 90.
23)
Quantum Leap

Divertente variante sul tema dei viaggi nel tempo,
soprattutto pre la presenza dell’impagabile Dean Stockwell sotto forma di
ologramma.
24)Love boat
In crociera con il comandante
Stubbing&co.
Il telefilm con il plot piu’ noioso di tutti i tempi:
incontro, innamoramento , incomprensione, pace e sbarco felice. Sigla
intramontabile di Little Tony.
25) La casa nella prateria
Vestiti a
fiorellin e buoni sentimenti: ma viva la perfida
Nelly!
26)Hunter
Bel poliziesco di fine anni ’80, cruda alternativa
agli elegantoni di Miami Vice
27) Streghe
Me piace, che ce
posso fa’?
28) La signora in giallo
Il vero cavallo della Rai che
lo replica da quasi vent’anni.
29)Orzowei
Ricordo meglio la sigla
che le avventure del ragazzo aborigeno, pero’ all’epoca era un cult.
30)
La squadra

Buon prodotto seriale italiano, ma proprio Amato dovevano far
saltare per aria?
31)senza titolo
Un’ isola dove e’possibile far
avverare i desideri, ad accogliere gli invitati il proprietario e l’aiutante
nano. Surreale.

Lista ragionata dei 31 telefilm della vita, voll. I

La lista dei 31 serial della vita, per chi e’ over 35 non puo’
che sfociare nei grandi sceneggiati Rai, piu’ che nelle sit-com che ci ha
rovesciato addosso Mediaset.
I primi otto nomi di questa lista sono in
realta’ un enorme ex-aequo che arriva dritto dalla mia infanzia, ma al primo
posto devo mettere:

 
1) U.F.O.
a sei anni presi
una cotta per il Comandante Straker che avrei conosciuto 30 anni dopo (a una
cena di Isoshado, non pensate chissa’ che.. purtroppo!) e convinsi la
parrucchiera a farmi la frangetta a punta come la ragazze di Moon Base.
2)
Ritratto di donna velata

Un fantasma su un cavallo imbizzarrito si para
dinnanzi alla macchina del protagonista che percorre una strada isolata in una
notte di nebbia: il terrore!
3) Il tesoro del castello senza
nome

Il telefilm per ragazzi piu’ amato e di cui si sono perse le tracce:
organizziamo una raccolta di firme perche’ Canal Jimmy lo
(ri)trasmetta?
4)L’amaro caso della Baronessa di Carini
"Signori
patri, che vinisti a fari?"
"Signora figghia, vi veni
ammazzari!"
Capolavoro assoluto dello sceneggiato anni 70 con un Adolfo Celi
cattivo come non mai.
5)Pinocchio
Torna con regolare periodicita’
su questo blog, che aggiungere ancora?
6)Sandokan
La prima puntata
finisce con la mano di Sandokan che galleggia tra alcuni relitti, non vi dico
che fermento c’era sul pulmino della scuola la mattina seguente!
7) Spazio
1999

passai dalle braccia del comandante Straker direttamente a quelle di
Martin Laundau, eppure odio gli uomini in divisa!
8)Gamma
un pilota
di corse finisce in coma e durante la degenza viene "riprogrammato" per
uccidere: inquietante.
9)Regminton Steele
Un truffatore si finge il
capo di un ‘agenzia investigativa e risolve i casi rifacendosi a vecchi film: il
top per un cinefilo.
10) Twin Peaks
Dev’essere andato in onda per
la prima volta intorno al10 gennaio del 1991: lo ricordo perche’ dovevo iniziare
un lavoro a Savona ma avvisai che sarei arrivata il giorno dopo, mica potevo
perdermi l’evento!
11)Furia
un classico e uno dei primi telefilm
americani a colonizzarci, Raiuno tutte le sere alle 19.20.
12)Happy
days

Chi non si e’ creduto Fonzie almeno una
volta?
13)Buffy
Da un film mediocre una serie di successo su cui
credo sia stato scritto anche un saggio. Le prime stagioni erano interessanti
per quel che riguarda il disagio giovanile di non essere inseriti.
14)La
famiglia Addams

La Morticia del telefilm incarna un mio ideale femminile
e poi non bisogna dimenticare che lo Zio Fester e’ Jackie Coogan, il monello
dell’omonimo film di Chaplin.
15)Visitors!
Alla faccia di
X-files gli alieni piu’ cattivi di tutti i tempi avevano gli occhi e
lingua da rettile e si nutrivano di topini bianchi: Robert Englund, il caro
vecchio Freddie Krueger viene da qui.

-domani la seconda parte-

Sacrilegi

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A proposito di screwball comedy, leggo con profondo rammarico che e’ in
progetto un remake de Il signore resta a pranzo, capisaldo del genere
diretto da William Keighley nel 1941 con un caustico Monty Wooley nella parte
dello scomodo ospite e con una dimessa (nella parte, non nella recitazione)
Bette Davis.
Nella nuova versione il ruolo dell’immensa attrice dovrebbe
venir coperto da Sarah Jessica Parker (!), l’eroina di Sex and the city
mentre Steve Martin ha (fortunatamente) declinato la parte di Wolley per i
troppi impegni.
Mi domando se invece di inutili remake non sia il caso di
restaurare le versioni originali, pubblicando dvd decenti su questi film
altrimenti introvabili. L’ operazione sarebbe sicuramente meno dispendiosa non
solo per le case produttrici ma soprattutto per il mio sistema nervoso: sono
stufa di dover “rieducare” i fan de Il profumo del mosto selvatico (solo
un titolo a caso) predicando vanamente che si tratta solo di un pessimo remake
di Quattro passi tra le nuvole di Alessandro Blasetti. Ma non esiste un
ente tipo Unesco che tuteli i vecchi film?