Cantando dietro i paraventi

Non poteva che essere ambientato nella Cina del 1700 quest’ultimo film di Ermanno Olmi, che narra un apologo sulla pace e sul perdono con la levita’ e la poesia di un detto di Lao-Tze, utilizzando gli stilemi del teatro classico orientale: il teatro delle ombre, gli incastri e le sorprese delle scatole cinesi.



Cantando dietro i paraventi

Tutto inizia ai giorni nostri con un giovane occidentale che per un errore d’indirizzo finisce in un teatrino equivoco, dove un vecchio affabulatore travestito da capitano della marina spagnola, usa le vicende della pirateria femminile come pretesto per far spogliare le ragazze davanti a un pubblico, che celato dietro apposite cortine e’ affacendato in giochi amorosi.
La piu’efferata tra le piratesse cinese fu la Vedova Ching che oso’ sfidare anche le insegne reali per l’ira che la travolse quando il suo sposo, l’ammiraglio Ching venne ucciso a tradimento, l’imperatore stesso scese in mare per affrontarla ma prima dell’attacco le propose il perdono che ella accettò facendo sì che la pace tornasse sulle coste dei 3 mari della Cina.

Cantandodietroiparaventi

Questa vicenda epica e’ il pretesto per mettere in scena un atto d’amore per il teatro, che come dice il vecchio filibustiere Bud Spencer e’ lo specchio che riflette l’esistenza umana e lo strumento per capirla. Si respirano reminescenze omeriche e salgariane perche’ la vita spesso e’ piu’ sognata che vissuta e un buon narratore puo’ trasformare quattro assi polverose in una flotta che spazia nei favolosi mari dell’estremo oriente, perche’ la vita spesso si nasconde dentro la finzione: dietro drappi di seta ricamata si avvelenano i pesci che uccideranno i valorosi, gli uccelli in gabbia imparano a cantare dagli automi e da dietro i paraventi si possono macchinare trame assassine o levarsi canti femminili, in tempo di pace.

Auguri a Kim Basinger

Compie 50 anni l’attrice che rivoluziono’ l’immaginario
erotico degli anni ‘80 reinventando lo spogliarello.

Figlia
di un musicista e di una campionessa di nuoto che partecipo’ a diversi dei
balletti acquatici dei film di Esther Williams, Kimilia (!) Ann Basinger, inizia
a lavorare come modella, approda poi alla televisione dove compare in diversi
serial di successo da Charlie’s Angels a L’uomo da sei milioni di
dollari
.
Gli esordi sul grande schermo risalgono al 1981 con Paese
selvaggio
, ma e’ solo con 9 settimane e 1/2 che l’attrice diviene un
sex symbol internazionale.
Nel 1989 interpreta il ruolo di Vicky Vale nel
primo Batman di Tim Burton; dopo le vicissitudini legali legate alla
rescissione del contratto di Boxing Helena la carriera della Basinger
sembra destinata al declino.

Il
successo torna ad arriderle nel 1997 con l’Oscar per il ruolo di una prostituta
d’alto bordo, sosia di Veronica Lake nel film di Curtis Hanson L.A.
Confidential
, che rilancia la sua carriera, culminata lo scorso anno nel
ruolo della madre alcolizzata di Eminen in 8
mile
.

La meglio gioventu’

Carica di succesi e di consensi, l’opera di Marco Tullio
Giordana, arriva finalmente alla sede a cui era destinata: la proiezione
televisiva.

Potremo vederla a partire da domenica 7 dicembre in prima
serata su RaiUno: divisa in 4 episodi , i seguenti verranno trasmessi lunedi’ 8,
domenica 14 e lunedi’ 15.

Muccino al Sundance

Ricordati di me, l’ultimo e discusso film di
Gabriele Muccino, è stato selezionato per partecipare alla prossima edizione del
Sundance Film Festival, che si terra’ tra il 15 e il 25 gennaio 2004. La
pellicola sarà in concorso nella sezione World Cinema, la stessa cui partecipò
anche L’ ultimo bacio, guadagnandosi il premio del pubblico e la
distribuzione sul mercato americano.

Addio a David Hemmings

Apprendo la notizia dal blog di
Emanuela
.
L’attore si e’ spento in Romania, dove stava lavorando, per un
infarto.
Fu il protagonista dell’indimenticabile Blow Up di
Michelangelo Antonioni, ma lo ricordiamo anche in Barbarella e
Profondo rosso. Si diede anche alla regia e tra le sue opere va
menzionato Gigolo’ del 1979, con David Bowie, film dove appare per
l’ultima volta Marlene Dietrich.

Il giardino delle vergini suicide

Ilgiardinodelleverginisuicide

The Virgin Suicides
USA 1999
con: James Woods, Kathleen Turner, Kirsten Dunst, Josh Hartnett, Danny De Vito, Chelse Swain, A.J. Cook, Leslie Hayman, Hanna Hall, Scott Glenn, Michael Paré, Jonathan Tucker, Hayden Christensen
regia di Sofia Coppola

America, primi anni 70, le 5 bellissime sorelle Linsbon, sorvegliate a vista dalla madre bigotta, turbano i sogni dei ragazzi del quartiere con il loro fascino e la loro vita appartata.
Nel giro di un anno si suicideranno tutte: prima la tredicenne Cecilia e dopo un periodo di forzata clausura dovuto al mancato rientro dell’esuberante Lux la notte del ballo scolastico, le quattro sorelle maggiori la seguiranno.

Raccontato dal punto di vista dei coetanei maschi, il film e’ una parabola impalpabile sul tema del suicidio: la fascinazione mista a paura nei confronti di chi ha il coraggio di compiere un gesto cosi’ estremo, l’imperscrutabilita’ delle motivazioni, si mescolano al mistero per l’universo femminile, cristallizzando le protagoniste in indimenticabili icone di eros e thanatos.
Ottimo il cast con un’arcigna Kathleen Turner, e uno svagato James Wood nel ruolo del padre.




Ilgiardinodelleverginisuicide

giudizio del DVD
Insopportabile la
sezione extra composta dalle schede biografiche dei protagonisti, scritte per
giunta in caratteri piccolissimi.

referr

Che la gente arrivi sui blog ricercando le cose piu’ strane,
e’ cosa ormai nota. Il mio record lo detiene questa persona che su google
ricercava qualcosa a proposito de il discorso per mia figlia sull’altare in
chiesa
Suggerimenti nel caso che ritorni?

Una brutta notizia

Valli1300_1Alida Valli a 84 anni versa in gravi condizioni fisiche ed
economiche: a lei e’ andato il vitalizio della Legge Bacchelli.
Nata a Pola
nel 1921 e’ stata la piu’ grande diva italiani degli anni 30 e 40 (aveva
iniziato a recitare giovanissima).
La volle Hollywood e fu l’unica che gli
americano chiamarono per cognome, Valli dopo la Garbo, questo diceva la
pubblicita’(ma fanno anche fede i titoli di coda de Il miracolo delle
campane
). Sicuramente fu l’unica italiana a lavorare con Hitchcok ne Il
Caso Paradine
del 1948 e ne Il Terzo Uomo recito’ accanto a Orson
Welles.
Chiusa la parentesi della carriera internazionale, fu una divina Livia Serpieri
in Senso e non so piu’ chi disse che le vere attrici possono trasformarsi
in creature bellissime o bruttisime come accade a lei nel corso di questo
film.
Ebbi il piacere di vederla a teatro alla fine degli anni 90 in un opera
di Pirandello,di cui non ricordo il titolo, ma ricordo perfettamente l’emozione
di essere a pochi metri da che ebbe la fortuna di lavorare con Hitch , Orson e
con Visconti.