Il 7 e l’8

Il7el8 Anche se Ficarra e Picone mi divertono, non sarei andata a vedere il film per loro, ad interessarmi sono stati due elementi presenti nei trailer: Il ballo di San Vito di Capossela e soprattutto la presenza di Tony Sperandeo.
Non frequentando le pellicole dei nuovi comici, non saprei dire se il duo siciliano ha debuttato meglio degli altri sul grande schermo e soprattutto non saprei sottoscrivere pienamente la recensione di Filmtv che ne esalta la sceneggiatura, di certo l’idea di base e’ sfiziosa: il 6 gennaio 1975 nascono due bambini che vengono scambiati nella culla, per caso si ritroveranno trentun anni dopo e scopriranno l’incredibile scambio.
La storia e’ valida nella delineazione dei due opposti caratteri dei protagonisti e regge fino a quando si scopre il perche’ dello scambio, poi si perde ed il finale e’ troppo aperto e sospeso; anche se le situazioni comiche sono prevedibili e si capisce sempre un attimo prima come nascera’ la gag, ma bisogna ammettere che Ficarra e Picone sono molto spassosi e il cameo di Sperandeo e’ grandioso e fondamentale nell’economia filmica.
Un’onesta pellicola di pura evasione che riesce a mantenere quel che promette.

Ovunque proteggi tour

Ieri sera sono andata a sentire Vinicio Capossela in concerto: entusiasmante.
La prima parte dello spettacolo e’ stata dedicata alla presentazione del nuovo album, Ovunque proteggi, e Capossela ha giocato molto con i toni misterici e fantastici del nuovo disco presentandosi sul palco vestito da mammutones da passeggio come si e’ definito lui stesso, mentre su uno schermo alle spalle dei musicisti si proiettavano giochi di ombre cinesi.
E’ stato uno spettacolo estremamente immaginifico dove l’artista ha incantato con le sue doti di intrattenitore e affabulatore, soprattutto nella seconda parte del concerto quando alle canzoni del passato si intercalavano raccontini e giochi col pubblico: alla fine di Corvo Torvo abbiamo gracchiato tutti insieme (alla faccia dei piccioni di Povia!) e visto che gracchiare non  e’ entusiasmante, Vinicio ha deciso che abbaiare era molto meglio, quindi il teatro si e’ trasformato in un covo di persone ululanti e ringhianti: estremamente liberatorio.
Da vero animale da palcoscenico  ha ironizzato su una delle sue canzoni piu’ belle (la mia preferita in assoluto) Con una rosa,  e dopo circa tre ore di spettacolo rutilante, a  luci gia’ accese e il pubblico gia’ in piedi, dopo la sferzata di energia de Il ballo di San Vito, Capossela ha chiuso con la canzone che da il titolo al nuovo album, Ovunque proteggi: non sono una grande frequentatrice di concerti, ma ho trovato puttosto inusuale, anche se generoso e coraggioso, che un cantante "butti via" la canzone di punta dell’album che sta promuovendo, ma fortunatamente Vinicio Capossela non e’  schiavo delle regole del mercato.

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