Legni preziosi

Legnipreziosi

Fino al 22 gennaio si tiene alla Pinacoteca Züst di Rancate, in Svizzera, un’interessante mostra di sculture lignee religiose del Canton Ticino: pur nei suoi aspetti puramente locali, Legni Preziosi è l’ennesima dimostrazione che il territorio alpino non è barriera naturale ma terreno di scambio di diverse culture per cui le statue devozionali del Canton Ticino hanno provenienza piemontese, lombarda, veneta e anche tedesca.
Il percorso ha andamento cronologico partendo dal medioevo con opere che partono dalla fine del XII secolo. All’epoca rinascimentale appartiene l’opera più interessante, che campeggia anche sulla locandina, il San Giorgio e il drago di scuola milanese, risalente al 1470. Nonostante i colori un po’ spenti dal tempo non si può non rimanere incantati dal fantastico drago sul cui naso domina un corno ricurvo, mentre il dettaglio della coda intrecciata del cavallo permette un’elegante composizione della scultura riflettendo anche il gusto cortese dell’epoca.
PresepiodiGiornicoSono rimasta molto colpita dalla sezione tedesca della mostra, bellissime le statue di un altare a sportelli del 1510 dove spicca un’incantevole madonna. Tratti nordici che ritroviamo nella cinquecentesca Madonna dall’altissima fronte del presepe proveniente dalla chiesa di San Nicolao a Giornico: il gruppo della Natività è stato integrato nel corso dei secoli seguenti dalle statue dei pastori
Nelle ultime sezioni dedicate al 600 e al ‘700 possiamo notare un gusto più monumentale: le statue che hanno tutte altezza umana, molto oro per disegnare le vesti ed espressioni del volto intense che vanno dall’amorevole intimità di alcune Madonne con Bambino al dolore della Madonna Addolorata e della Maddalena di Fra Diego da Careri.
L’allestimento della mostra è a cura dell’architetto ticinese Mario Botta che racconta in un depliant fornito dal bookshop, la genesi dell’allestimento. Lo sfondo delle pareti è nero, le statue sono sorrette da strutture di materiale ligneo per imballaggio a ricordare la materia di cui sono composte, il supporto è stato dipinto con colori vivaci a ricordare la policromia delle nicchie o degli altari in cui queste opere solitamente risiedono.




Legni preziosi
Sculture, busti, reliquiari e tabernacoli dal Medioevo al Settecento
16 ottobre 2016 – 22 gennaio 2017
Pinacoteca cantonale Giovanni Züst
6862 Rancate – CH

Giacomo Balla astrattista futurista

LocBalla

La “villa dei capolavori”, così viene chiamata la villa che ospita la Fondazione Magnani Rocca perché la residenza del collezionista e critico d’arte Luigi Magnani vanta una collezione invidiabile che va maestri come Filippo Lippi o Gentile da Fabriano fino a Monet, Renoir, Matisse, passando per Tiziano, Durer, De Chirico senza dimenticare la serie di 50 Morandi. Oltre alla quadreria permanente la villa ospita anche importanti mostre tematiche, quella dedicata a Giacomo Balla resterà aperta fino all’8 dicembre 2015.
L’occasione è quella di celebrare il centenario della pubblicazione del manifesto Ricostruzione Futurista dell’Universo firmato da Balla e Depero e tutta l’opera dell’artista viene ripercorsa in sezioni che riprendono le parole chiave del testo.
Si parte dai primi lavori d’impronta divisionista che dimostrano da subito come lo studio di Balla sia rivolto soprattutto al colore e alla luce. Spicca in questa sezione la bellissima Fontana che piange, un’opera mai esposta in precedenza, di grande impatto anche la Finestra di Düsseldorf.
Del periodo prettamente futurista, nella sezione movimento colpiscono gli studi sul movimento che portano a Volo di rondini.



Fontana che piange


Largo spazio viene dato alla figura femminile, dal primo pastello della moglie, Elisa che cuce ai ritratti delle figlie, ai nudi ma soprattutto la presenza del capolavoro Dubbio di cui è intrigante anche la cornice quasi architettonica voluta da Balla stesso.
L’indagine sul movimento del pittore sfocia naturalmente nella tridimensionalità delle sculture e come per alti futuristi l’arte si riflette su tutti gli aspetti della vita ecco allora i vestiti futuristi ideati da Balla per sé e per la moglie o le figlie.
Sono presenti anche mobili che provengono dalla casa di Balla nella speranza che presto la sua casa studio venga aperta al pubblico.


Ultima chicca: fino all’8 dicembre alla Fondazione Magnani Rocca è visibile anche La sedia di Van Gogh (1888) prestata dalla National Gallery di Londra in cambio de La famiglia dell’infante don Luis di Goya.

Alessandro Poscio, collezionista appassionato.
Da Hayez a Fornara, da Scipione a Messina

Boldini Ribadisco che fuori dai circuiti più noti e frequentati delle mostre d’arte ultimamente si possono fare esperienze molto interessanti, spessissimo con ingresso gratuito che di questi tempi non è un dato da sottovalutare.
Consiglio caldamente la mostra che si tiene a Domodossola fino al 31 gennaio 2015 occasione per scoprire anche quanto sia bella la cittadina nota per indicare la D nello spelling nostrano.
Si tratta del primo appuntamento con le opere collezionate da Alessandro Poscio, costruttore scomparso lo scorso anno e in questo primo assaggio non mancano le piacevoli scoperte in particolare uno schizzo di Giovanni Boldini che certo non troverete nelle numerose mostre che in questi ultimi tempi sono dedicate al pittore del bel mondo.
Il corpus dei disegni è forse la sezione più interessante della mostra con opere che comprendono molti pittori dell’ottocento italiano tra cui Induno, Luigi Nono, Previati e anche un’opera di  Jacques-Louis David (proprio quello del Marat assassinato e dei ritratti di Napoleone).
Tra i dipinti oltre all’Orante di Hayez a cui fa riferimento il titolo della mostra, sono certamente da citare il Cavallino Bianco di De Chirico e il Tramonto sulla Senna di John Constable. Non mancano, tra gli altri, i macchiaioli Lega, Signorini e Fattori, lo scapigliato Ranzoni e i “parigini” De Nittis e Zandomeneghi.

Ballerinatroubetskoy Una sezione molto importante è dedicata agli artisti vigezzini per l’amicizia che legava Poscio a Carlo Fornara e il comprensibile interesse del collezionista per i pittori dei sui luoghi.
A chiudere una sezione di sculture che spaziano dal secondo ottocento alla prima metà del XX secolo, arco storico che interessa tutta la mostra. Anche qui opere di artisti noti come una testa di Lega diverse opere di Messina e Troubetskoy
La mostra si tiene in Casa De Rodis, un palazzetto medioevale che da sulla millenaria Piazza del Mercato di Domodossola e che è stato restaurato di recente per trasformarlo in sede espositiva. L’allestimento sa sfruttare molto bene l’ambiente e L’interno di Stalla di Segantini è perfettamente incorniciato da un’apertura nel muro.

Alessandro Poscio, collezionista appassionato.
Da Hayez a Fornara, da Scipione a Messina
8 giugno 2014 – 31 gennaio 2015
Casa De Rodis, piazza Mercato 9, Domodossola