Roberto Benigni La più bella del mondo

Benignilapiùbelladelmondo Non sono una grande estimatrice di Benigni: come cineasta non credo che abbia più nulla da dire e trovo che la sua vena comica nel tempo si sia fatta troppo buonista. Eppure gli ultimi tre interventi televisivi del comico toscano hanno scalfito queste mie convinzioni. Lo avevo apprezzato quando aveva partecipato a San Remo in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia e soprattutto mi aveva commosso il suo intervento a Vieni via con me quando aveva sfidato il boss Sandokan a ripagare Saviano con la stessa moneta, scrivendo.
Ieri lo spettacolo dedicato alla Costituzione mi è piaciuto molto, anche la parte iniziale su Berlusconi, tacciata da molti di riproporre battute scontate ma come si fa a sfottere Berlusconi in modo originale se dal 1994 il piazzista di Arcore propone sempre la stessa solfa?
L’esegesi della Costituzione non avrà brillato per acume giuridico (del resto non era questo l’intento) ma la passione di Benigni è emersa in tutta la sua sincerità anche nella reiterazione quasi eccessiva di espressioni come “mi manda al manicomio”. Un’iniezione di entusiasmo e ottimismo al limite del puerile che forse sono la vera ricetta per far ripartire una nazione cinica e diffidente, più ancora che depressa.

Lo show di Benigni viene riproposto stasera su Rai5alle 20.45

Man on Wire – Un uomo tra le Torri

Manonthewire Documentario, 2008
regia di James Marsh

In replica stasera su RAI5, attorno alle 23,35, il documentario che narra la celeberrima avventura di Philippe Petit, il funambolo che il 7 agosto 1974 cammino’ su una corda tesa tra le Torri Gemelle. Non era la prima impresa clamorosa di Petit che aveva camminato tra le guglie di Notre Dame a Parigi e tra i piloni dell’Harbour Bridge di Sidney.
Attraverso le immagini di repertorio e i racconti dei “complici” di Petit viene illustrata l’atmosfera tipica degli anni ‘70 quella della creativita’ al potere.
Ovviamente la pellicola girata nel 2008 e premiata con l’Oscar per il miglior Documentario nel 2009, assume un tono del tutto particolare conseguente all’attentato del 2001 anche se nel corso del film non viene mai fatto nessun riferimento all’11 settembre. Vengono comunque i brividi se si pensa che l’idea di camminare tra le due torri venne a Petit mentre nella sala d’attesa di un dentista leggeva un articolo riguardante la costruzione del World Trade Center e il funambolo covo’ l’idea per tutto il periodo della costruzione, quindi forse non e’ neppure possibile immaginare cosa abbia provato Petit al crollo di quelle torri a cui si sentiva cosi’ intimamente legato.
Personalmente invece ho imparato ad ammirare la bellezza delle torri, le avevo sempre guardate superficialmente catalogandole come immensi parallelepipedi di vetro, invece ho finalmente notato la finezza della struttura di cemento armato che si unisce in archi a sesto acuto riproponendo un gioco gotico di arcate e nervature.

La band italiana Il Parto delle Nuvole Pesanti nel 2010 ha dedicato una bellissima canzone, Philippe Petit all’artista e alle Torri Gemelle