Il petroliere

Ilpetroliere Probabilmente il film non e’ scevro da difetti, ma la bellezza della fotografia, la bravura di Daniel Day Lewis e la potenza della musica rendono il film un’esperienza tangibile, facendo lo spettatore partecipi della fatica e dell’odore del petrolio.
Plainveiw e il suo antagonista, Eli sono due aspetti dello spirito “that built america” (per citare una famosa pubblicita’): il capitalismo e il fanatismo religioso ed e’ di gran lunga meglio il primo, anche se riesce (quasi) regolarmente a distruggere i propri adepti, che finiscono i propri giorni solitari in enormi case vuote, piene solo di carabattole, come insegno’ da par suo Orson Wells.
Daniel Day Lewis e’ semplicemente perfetto: il lungo corpo contratto nella fatica e nello sforzo di volonta’, gli occhi troppo furbi e vivi in una faccia altrimenti di pietra. L’ho trovato davvero impressionate nel suo primo incontro con Eli, quando si finge ancora un cacciatore di quaglie, il ragazzo se n’e’ andato dopo aver portato del cibo e lui continua a fissarlo, un po’ gobbo e pur restando immobile sembra che si srotoli come un serpente che ha individuato la preda.
Della musica solitamente non parlo mai, ammetto che molto difficilmente gli presto attenzione, ma ne Il petroliere e’ un elemento cosi’ significativo che arriva anche a una distratta come la sottoscritta, la secca nota della sirena iniziale portata allo spasimo, e l’inquietante gioco di percussioni quando brucia il pozzo di petrolio.. da brividi!

I Guerrieri della notte

I_guerrieri_della_notte The Warriors
USA 1979 Paramount
con Michael Beck, James Remar, Dorsey Wright, Brian Tyler, David Harris, Deborah Van Valkenburgh
regia di Walter Hill

Calca smaniosa sabato scorso, al Torino Film Festival, per riuscire a vedere la ultimate director’s cut de I Guerrieri della notte, versione introdotta da un simpatico Walter Hill che e’ arrivato in sala accompagnato da tre rappresentanti dei Baseball Furies.
Il regista ha brevemente raccontato i suoi problemi di post produzione con la Paramount: dopo venticinque anni il film e’ finalmente come lo aveva pensato l’autore, con un prologo fumettistico che prendendo spunto dalla battaglia di Cunassa sancisce definitivamente il legame della pellicola con l’Anabasi di Senofonte. Gli inserti a fumetti scandiscono anche gli episodi del ritorno a casa dei Warriors: Hill nella presentazione ha messo le mani avanti dicendo che forse il pubblico non avrebbe amato questa nuova versione, personalmente l’ho apprezzata molto perche’ la dimensione del fumetto sottolinea ulteriormente l’epicita’ della narrazione. Inoltre il comic e’ sempre stato un elemento fondamentale del mondo underground giovanile di cui il film e’ diventato emblema.
Unico rimpianto: Hill avrebbe voluto la voce del grande Orson Wells ad introdurre il parallelo tra la coraggiosa avventura dei generali di Alessandro che tornano a casa ed il ritorno dei Warriors a Coney Island.