Spirito Allegro

Blithe Spirit
GB 1945 Rank
con Rex Harrison, Constance Cummings, Kay Hammond, Margaret Rutherford, Hugh Wakefield, Joyce Carey, Jaqueline Clarke
regia di David Lean



Blithespirit


Per documentarsi sul libro che sta scrivendo, lo scrittore Charles Condomine organizza una seduta spiritica a casa sua. Si materializza Elvira, la prima moglie dello scrittore che è l’unico che riesce a vederla. Inizia così un insolito ménage à trois tra Charles, il fantasma di Elvira e Ruth, la seconda moglie ma Elvira vorrebbe il marito tutto per sé e attenta alla sua vita, finendo per uccidere Ruth al suo posto. Nell’ennesimo tentativo di liberarsi di Elvira si materializza anche lo spettro di Ruth; fortunatamente la balzana medium Madame Arcati riesce a risolvere il caso e a liberare la casa ma le due caparbie mogliettine riusciranno a portarsi nell’aldilà l’amato Charles.



Spiritoallegro


Deliziosa commedia inglese tratta dalla pièce teatrale di Noël Coward che si prende gioco della commedia romantica americana con grandi dosi di humor nero tipicamente britannico.
Il sottogenere è quello del remarriage in cui la coppia, divisa per un motivo qualunque, si ritrova ai danni della seconda moglie, solitamente appena prima dell’ufficializzazione del divorzio.
In questo caso Elvira è morta da sette anni e, come racconta il dialogo tra Ruth e Charles mentre si preparano per la serata che culminerà con la seduta spiritica, il loro nuovo amore è più tranquillo e pacato. L’entrata in scena di Elvira conferma che la prima moglie era più effervescente della snob Ruth e, si scoprirà, anche infedele. Se le due mogli battibeccano attraverso le dimensioni temporali stipuleranno un’alleanza per riprendersi e dividersi il marito una volta allontanate dalla casa.



Spiritoallegro


E’ una commedia molto divertente per nulla invecchiata, il recente restauro ha restituito la brillantezza del technicolor: come direttore della fotografia troviamo il regista Ronald Neame (quello de L’avventura del Poseidon del 1972) mentre alla regia c’è David Lean ancora lontano dai kolossal degli anni ’60, in grado di dare respiro a una commedia che si svolge in gran parte nel villino dei Condomine.
Pochi attori ma tutti molto bravi, ottimo Rex Harrison ma svetta la caratterizzazione della balzana Madame Arcati fatta dall’attrice Margaret Rutherford, nota soprattutto per essere stata la Miss Marple di una serie di film degli anni ’60.
Il film fu premiato con l’Oscar per gli effetti speciali.

Breve incontro

Brief Encounter
GB 1945
con Celia Johnson, Trevor Howard, Cyril Raymond, Valentine Dyall, Stanley Holloway, Marjorie Mars
regia di David Lean



BriefEncounter


Laura Jesson è una casalinga di un sobborgo londinese dalla vita piuttosto monotona: il giovedì è il giorno in cui si reca nella cittadina più vicina per gli acquisti, un giorno in stazione incontra il dottor
Alec Harvey che la aiuta con un bruscolino in un occhio, dopo qualche incontro casuale tra i due nasce l’amore ma ad entrambi manca il coraggio di abbandonare le loro famiglie e decidono di lasciarsi per sempre.



Breve incontro


Uno dei film più noti dell’Inghilterra post bellica tratta dall’atto unico di Noël Coward, Vita Tranquilla che vinse la Palma d’oro a Cannes 1946 mettendo in luce il talento del regista David Lean.
Il film parte dall’addio alla stazione, gli ultimi momenti che Laure e Alec possono passare insieme sono rovinati da un’amica linguacciuta della donna che si unisce ai due senza riguardo.
Solo a casa, immaginando di confidare al marito -l’unico con cui non può parlare- l’innamoramento per Alec, la casalinga inizia a rievocare la relazione nata del tutto casualmente e consumata nel giro di quattro giovedì.



Breveincontro


La pellicola è conosciuta per il suo realismo ma Lean sa inserire alcuni elementi molto cinematografici, ad esempio quando parte e quando si chiude il flash back della relazione, rimane per qualche secondo in sovrimpressione Laura seduta sulla poltrona, come se fosse al cinema, il passatempo preferito di una donna definita spesso sognatrice e la stessa dimensione torna per la sequenza del sogno in treno, quando quando la donna fantastica su un futuro con Alec, fatto di teatri parigini, gondole veneziane e giri per il mondo.



Breve incontro


Ben più tragico è il sentimento raccontato dalla cinepresa quando Laura realizza che Alec se n’è andato per sempre e per colpa dell’amica non ha potuto salutarlo. Il carrello in avanti mentre s’inclina l’inquadratura anticipa lo smarrimento e il pensiero del suicidio mentre nella scena iniziale si poteva pensare che Laura fosse uscita sui binari per cercare di vedere ancora una volta Alec.

Un matrimonio all’inglese

Unmatrimonioallinglese

Il giovane rampollo di una nobile famiglia inglese torna al castello avito portando da Montecarlo un’ingombrante sorpresa: la maliarda moglie americana dal passato burrascoso..
 
Per la serie debbo fidarmi esclusivamente del mio istinto va detto che i trailer de Un matrimonio all’ inglese non mi avevano entusiasmato e me lo sarei peso volentieri ma le critiche piu’ che buone e l’assoluta mancanza di alternativa del periodo post-natalizio, mi hanno portato a vedere questa pellicola che mi ha decisamente annoiato: se e’ indubbiamente ottima la ricostruzione storica, se e’ intelligente e graffiante il plot scritto da uno dei maestri della commedia inglese del XX secolo, Noel Coward, la sagacia delle battute si perde in un’eccessiva ridondanza stilistica (le innumerevoli immagini riflesse in ogni dove, dagli specchi ai pomelli delle porte!) e soprattutto non funziona l’amalgama tra la partitura comica e il lato tragico dei personaggi della disinibita moglie americana e il suo disperato suocero: se il regista, Stephan Elliott, ha detto che la commedia va dosata come una spezia e non come una salsa, perche’ ha rovinato la ricetta con densi e noiosi pistolotti sull’ammmore e la condizione umana?
Sopravvalutato.