Non poteva che terminare a ridosso de “el dia de los muertos”, questa prima serie che lascia tanti interrogativi in sospeso: si chiarisce solamente chi, tra Padre Justin e Ben Hawkins e’ il prescelto dalle forze del bene e chi da quelle del male, schieramento gia’ prevedibile (o auspicabile?) dall’inizio del serial ma nuove forse entrano in gioco: chi e’ l’enigmatica Direzione? E Sophie? sara’ veramente quello che lascia intendere la confessione di sua madre Apollonia a Lodz?
Carnivale si e’ rivelato un serial molto interessante, poco affine a Twin Peaks: credo che il paragone fosse stato tirato in ballo soprattutto per il fatto che tra i protagonisti c’e’ Michael J. Anderson, il nano di Twin Peaks che qui offre una bella interpretazione nel ruolo di Samson.
Piu’ che sugli aspetti fantastici della vicenda, si punta sulla suspence e sull’ampio respiro descrittivo della desolazione della Depressione, dei dodici episodi trasmessi quello che mi e’ piaciuto di piu’ e’ Babylon, con la terribile fine che aspetta Dora Mae nell’angosciante citta’ fantasma.
Non vedo l’ ora che arrivi in Italia la seconda serie e gia’ vengo delusa dalla notizia che la HBO ha recentemente deciso di non produrre la terza stagione, chiusura pare, non motivata solamente dai bassi ritorni economici, e a ben pensarci le immagini di nudi integrali e comportamenti non proprio moralistici descritti dal telefilm hanno ben poco a che fare con l’austera (integralista?) immagine neocon che ultimamente ci arriva dall’altra sponda dell’Atlantico.