Shrek e vissero felici e contenti

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Stressato dalle responsabilita’ della vita domestica, dopo la nascita dei tre orchetti gemelli, Shrek sogna solo di poter tornare alla solitaria vita prematrimoniale e per poter realizzare il desiderio di essere ancora un temibile orco, almeno per un giorno, firma un contratto magico con Tremotino. Quello che Shrek non sa e’ che Tremotino lo odia a morte perche’ quando l’orco libero’ dall’incantesimo Fiona, fece sfumare il contratto che l’infido mago stava siglando con i genitori della principessa disposti a cedergli il regno pur di liberare la figlia dal maleficio..

Scampoli e fondi di magazzino per raffazzonare una storia che permetta di sfruttare la saga di Shrek, giunta al quarto episodio, per il mero ritorno economico del 3D. Il film dura solo 93 minuti e per quanto io sia una fan delle pellicole non troppo lunghe, in questo caso e’ lampante che la brevita’ sia dovuta soprattutto alla mancanza di idee e si cerca di allungare il brodo con un contorno di insensati balletti.
Vivranno anche felici e contenti alla fine, ma quanto spiace assistere alla fine di un mito durato meno di un decennio: dello spirito anarchico e citazionista che rese grande Shrek, non resta piu’ nulla, siamo di fronte a un prodotto quasi parodistico dove vengono reiterati senza alcun costrutto i tratti distintivi dei vari personaggi. Si tenta anche la carta della commozione nel finale ma decisamente non funziona: non si piange e si ride molto poco. L’unica figura veramente azzeccata del mondo parallelo creato dal contratto stipulato da Shrek e’ quella del Gatto con gli Stivali che da prode spadaccino si e’ trasformato in un grasso gatto di casa spazzolato due volte al giorno.

Shrek 2

Shrek2

L’orco Shrek corona il suo sogno d’amore sposando la bella principessa Fiona, trasformatasi in orchessa, ma dopo la luna di miele Fiona e Shrek vengono invitati nel regno di Molto Molto Lontano, perche’ i genitori della sposa desiderano conoscere il loro genero…

L’intelligente sequel inizia dove solitamente le fiabe finiscono, raccontandoci cosa si cela in realta’ dietro il “.. e vissero per sempre felici e contenti”. Il regno di Molto Molto Lontano e’ una gustosa parodia di Hollywood, anche il nome del luogo che campeggia sulla collina ricalca la famosa scritta, e del resto in quale posto di questo pianeta l’illusione di vivere in una fiaba perfetta e’ piu’ concreta che a Hollywood? Anche nel fantastico regno da cui Fiona proviene la bellezza e la perfezione sembrano essere condizioni imprenscindibili e l’arrivo del suo rustico marito creera’ non poco scompiglio, facendo scoprire che anche nella compassata famiglia reale non tutto e’ cosi’ perfetto come sembra.
Come nel primo episodio delle avventure di Shrek, continua l’irriverente citazionismo di film e fiabe: se quasi tutti i blockbuster degli ultimi anni sono rivisitati, dal bacio a testa in giu’ di Spiderman all’azione sfrenata con tanto di colonna sonora originale di Mission Impossible, l’omaggio piu’ divertente e’ quello al famoso bacio sulla spiaggia che Burt Lancaster e Deborah Kerr si scambiano in Da qui all’ eternita’ solo che stavolta lo sciabordio delle onde trascina via Fiona e Shrek si trova avvinghiato alla Sirenetta!
Maggior ironia e’ riservata ai personaggi delle fiabe piu’ famose: la sorellastra di Biancaneve e’ un trans che gestisce una bettola malfamata dove Capitan Uncino canta malinconicamente al pianoforte con la voce di Tom Waits, l’imbelle Principe Azzurro e’ un ragazzotto vanesio ed effeminato, figlio di una Fata Madrina per nulla campionessa di bonta’: eminenza grigia del regno di Molto Molto Lontano di cui tira dispoticamente i fili, non si rende conto di non essere piu’ un fiore di ragazza e vestita di uno scintillante abito rosso canta sdraiata sul pianoforte come Michelle Pfeiffer ne I favolosi Baker.
Ai protagonisti del film, Shrek, Fiona e Ciuchino si aggiunge un comprimario eccellente: il Gatto con gli Stivali, killer di professione passato alla causa dell’orco: abile spadaccino ha come arma segreta il musetto commovente del micetto abbandonato.
Per quanto riguarda la qualita’ dell’animazione, il film non ha nulla da invidiare alle produzioni Pixar, anzi forse una maggior indifferenza alla corsa verso lo stupefacente giova alla pellicola, estremamente luminosa e giocata su tinte chiare in netto contrasto con la tendenza Pixar di usare toni cupi, forse per dimostrare che anche nel nero piu’ totale non e’ possibile scorgere un singolo pixel.
Avvertenza: non uscite appena iniziano i titoli di coda: l’entusiasmante festa finale al suono de La vida loca ritorna dopo qualche minuto con un ultimo colpo di scena riguardante Ciuchino.

 

il mio problema con Shrek 2

A mille ce n’e’

nel mio cuore di fiabe da narrar

venite con me

nel mio mondo fatato per sognar

non serve l’ombrello

il cappottino rosso la cartella bella

per venir con me

basta un po’ di fantasia e di bonta’

Sono praticamente certa che Shrek 2 sara’ un film molto
piacevole, ma avro’ grossi problemi col gatto con gli stivali, a cui
nella versione originale presta la voce Antonio Banderas, perche’ come
tutti gli ascoltatori delle Fiabe sonore ricorderanno  l’astuto micio parlava franscese, parbleu!

finisce cosi’

questa favola e’ breve e se ne va

il disco fa click

e vedrete tra un po’ si fermera’

ma non preoccupatevi,

che presto un altra ne avrete!

FiabeSonoreGattostivali