Dr. Cyclops

USA 1939
con Albert Dekker, Thomas Coley, Janice Logan, Charles Halton, Victor Kilian, Frank Yaconelli
regia di Ernest B. Schoedsack



Drcyclops


Il dottor  Alexander Thorkel conduce da alcuni anni una vita ritiratissima nella foresta andina quando chiede l’aiuto di una spedizione scientifica. Ai tre membri della spedizione si unisce durante il viaggio Steve Baker, un minatore che ha comprato i muli già prenotati dagli scienziati. Thorkel si mostra gentile con i nuovi arrivati ma ha bisogno giusto di una consulenza per i suoi problemi di vista e poi vorrebbe che se ne andassero lasciando piuttosto sconcertati gli scienziati che s’incuriosiscono della misteriosa ricerca di Thorkel: con l’aiuto di Pedro, il solo aiutante dello scienziato, scopriranno a loro spese che il dottore è riuscito a miniaturizzare gli esseri viventi, per loro fortuna il processo prevede il ritorno alle dimensioni normali nel giro di pochi mesi in cui dovranno sfuggire alle insidie della natura e ai propositi omicidi di Thorkel.


Dr cyclops


Uno degli ultimi lavori di Ernest B. Schoedsack, il regista del celebre King Kong codiretto con  Merian C. Cooper che qui figura solo come produttore. Dr. Cyclops è famoso per essere il primo film horror in technicolor.



Dottorcyclops


La trama ha certe somiglianze con i classici, King Kong e La pericolosa partita che diedero fama al regista: località esotiche ed isolate, lo scontro con la natura selvaggia. Thorkel si distingue dalla schiera di scienziati pazzi che lo hanno preceduto per una certa venatura di propaganda antinazista di cui si ammanta la vicenda già nella sequenza iniziale: il grande giacimento di radio viene scoperto da un allievo di Thorkel che vorrebbe l’aiuto dello scienziato per sfruttarlo a scopi benefici ma Thorkel non esita ad uccidere il giovane collega per impadronirsi del giacimento e sfruttarlo perle proprie ricerche. Come se non bastasse, il dottor  Bulfinch, capo della spedizione, ucciso da Thorkel per impedire che riacquisti le dimensioni normali, lo apostrofa dicendo che non capisce come Dio possa ammettere l’esistenza di mostri come Thorkel.



Dr.cyclops


La trama poi si perde nel mostrare come le cinque vittime del Dr. Cyclops riescano a sopravvivere con l’ingegno agli attacchi di esseri che normalmente sono innocui, come il gatto Satana o peggio un coccodrillo. L’intento è soprattutto quello di mostrare gli effetti speciali della miniaturizzazione oggi un po’ datati, si vede l’uso dei trasparenti e la mano meccanica di Cyclops quando solleva le sue cavie umane. Effetti speciali usati qualche anno prima da Tod Browning ne La Bambola del diavolo, alcune idee come quella del gatto tornano anche in Radiazioni BX: distruzione uomo.

Zodiac

Zodiac Il film non mi ha appassionato in maniera viscerale, forse per l’eccessiva lunghezza che mi ha frenato molto prima di decidere di vederlo (ma del resto pare che ormai sia necessario mettere in conto le piaghe da decubito ogni volta che si va al cinema), nonostante questo trovo che Zodiac sia una pellicola molto bella e interessante, non solo perche’ c’e’ un magnifico Robert Downey jr, ma soprattutto per la capacita’ di offrire rimandi cinefili e televisivi: nei ruoli minori c’erano gli interpreti di tutte le serie televisive piu’ famose degli ultimi tempi, a proposito, quante inquadrature vi ci sono volute prima di riconoscere il Dr. Green, “Ciccio” di E.R nell’imparruccato collega del detective Toschi? Detective Toschi magistralmente interpretato da Mark Ruffalo che a tratti sembrava rendere omaggio alla svagatezza de Il tenente Colombo.
Per quanto riguarda i rimandi cinefili, il film restituisce integralmente l’atmosfera di certo cinema degli anni’ 70 , penso a Tutti gli uomini del Presidente, rivela il legame tra il primo Challagan del caso Skorpio con la vicenda di Zodiac, e soprattutto a tirare le fila della vicenda c’e’ uno dei piu’ bei film degli anni’ 30, La pericolosa partita di Ernest B. Schoedsack, (si’ quello di King Kong) e proprio a proposito di questa pellicola permettetemi di sparare per l’ennesima volta sul doppiaggio italiano che chiama la major che lo realizzo’ , la RKO, con uno snobistico “arkeio” invece dell’italianizzato “errekappao” salvo poi non citare nemmeno una volta il titolo esatto del film, neppure l’originale (che pure avrebbe fatto tanto fino!) The most dangerous game e tantomeno i due titoli italiani con la pellicola e’ stata distribuita nel nostro Paese La pericolosa partita e Caccia fatale.