Volare

Italia, 2023
con Margherita Buy, Anna Bonaiuto, Giulia Michelini, Euridice Axen, Francesco Colella, Roberto De Francesco, Maurizio Donadoni, Pietro Ragusa, Massimo De Francovich, Elena Sofia Ricci, Caterina De Angelis
regia di Margherita Buy

L’attrice Anna Bettini, nota come AnnaBì, decide di affrontare la sua paura del volo quando la fobia mette in crisi il suo rapporto con la figlia che sta per partire per gli Stati Uniti per studiare e rischia di rovinarle la carriera costringendola a rinunciare a una trasferta coreana per lavorare con un grande maestro del cinema orientale. Anna s’iscrive quindi a un corso che, tra training autogeno e spiegazioni scientifiche, dovrebbe risolvere l’ansia del volo ma potranno di più gli incoraggiamenti dei compagni di corso.

screenshot del film Volare Italia 2023

Il debutto alla regia di Margherita Buy è una commedia autoironica dove l’attrice, che non ha mai fatto mistero delle sue ansie, affronta una sua grande paura, quella del volo.

Il film è simpatico, con una morale che ci conferma che molto spesso dietro le ansie e le manie ossessive compulsive ci sono problemi più seri di insicurezza, in questo caso il sentirsi esclusa dal rapporto che la figlia ha col padre ed avere un rapporto dialetticamente conflittuale con il proprio genitore. 

Volare mi ha divertito anche se non regala nessuna sorpresa, ma penso che una ventata di leggerezza su temi ansiogeni in questi anni di angoscia sia comunque una nota piacevole.

La Buy non risparmia comunque citazioni colte: la sequenza iniziale che mostra l’attrice tentare di prendere il volo per la Corea e girare il film che le svolterà la carriera è tutta girata con la protagonista di spalle che sfoggia uno chignon a La donna che visse due volte.

Il gioco con il cinema classico continua con lo scontro con Elena Sofia Ricci, la rivale che le ruba la parte nel film d’autore non avendo problemi con gli aerei mentre ad Anna non resta che girare di malavoglia la quinta stagione di una pessima fiction in cui interpreta un’ufficiale di finanza.

La satira sulle fiction è figlia di Boris e più ancora di Call my Agent, dato che la coprotagonista è la sua agente che cerca di blandirla proprio come abbiamo visto nella serie.

La terapia di gruppo con altri fobici dell’aria avrebbe potuto essere sfruttata meglio ma ho adorato le interazioni con la Michelin, altra attrice nota per i comportamenti ansiosi, che nel film interpreta una fan della serie interpretata da Anna a cui si attacca quasi morbosamente. Al di là dei personaggi mi è piaciuto molto come le due commentavano in modo comaresco le (dis)avventure degli altri ansiosi. 

Mine vaganti

Minevaganti Tommaso torna a Lecce e confida al fratello Antonio che durante un’importante cena familiare rivelera’ di non aver studiato Economia e Commercio, come credono i genitori, ma di essersi laureato in Lettere e di voler fare il romanziere e di essere gay, ma durante la cena Antonio ruba la scena al fratello per fare a sua volta coming out..

Peccato che Ozpetek non sappia trovare un equilibrio ta i toni grotteschi e quelli piu’ malinconici di questa commedia familiare il cui incipit con il fratello che ruba la scena all’altro per proclamarsi gay e’ decisamente divertente, come la caratterizzazione della famiglia borghese omofoba, piu’ che altro timorosa del giudizio della mentalita’ bigotta della citta’ di provincia.
Troppe caratterizzazioni affollano la pellicola, alcune perfette come l’alcolizzata zia Luciana, mai piu’ ripresasi da una fuga in gioventu’ in quel di Londra, interpretata molto bene da una Elena Sofia Ricci imbruttita a puntino. Risultano un po’ meno comprensibili le due figure femminili legate all’amore impossibile, la nonna e Alba, la ricca socia del pastificio che si innamora di Tommaso.
Nel complesso comunque una commedia che riesce a divertire e che, se non altro, conferma l’abilita’ di Ozpetek nel dirigere gli attori.