Stregata dalla luna

Moonstruck
USA 1987 MGM
con Cher, Nicolas Cage, Vincent Gardenia, Olympia Dukakis, Danny Aiello, Julie Bovasso, Feodor Chaliapin Jr., Nada Despotovich, Anita Gillette, John Mahoney
regia di Norman Jewison



Moonstruck


Loretta Castorini, rimasta vedova a trent’anni, accetta di sposare il suo corteggiatore, Johnny Cammareri appena questi rientrerà dal suo viaggio in Sicilia per dire addio alla madre morente. Johnny chiede alla fidanzata di contattare Ronnie, il fratello con cui non ha più contatti da anni per invitarlo al matrimonio. Loretta chiama il futuro cognato ma riceve una risposta sgarbata e decide di andare a parlargli di persona, tra i due scoppia la passione ma Loretta non intende rinunciare a Johnny pur sapendo di non esserne innamorata. Ronnie promette a Loretta che si farà da parte se lei lo accompagna all’Opera ad assistere alla Boheme. Loretta accetta ma dopo lo spettacolo si ferma nuovamente da Ronnie, intanto Johnny torna prima dalla Sicilia: la madre è improvvisamente migliorata e lui deve rompere il fidanzamento per non metterla nuovamente in pericolo di vita. Ronnie non perde l’occasione e propone a Loretta di sposarlo.



Stregatadallaluna


Stregata dalla luna è una commedia romantica, grande successo di botteghino e di pubblico che vinse ben tre oscar: quello di migliore attrice per Cher, quello di miglior attrice non protagonista per Olimpia Dukakis che interpreta la madre di Loretta e quello di migliore sceneggiatura originale.
L’idea vicente del film è proprio la rilettura della commedia brillante americana in chiave italoamericana: gran parte del film è ambientato a “Broccolino” e della comunità italiana si prendono in giro bonariamente vizi e virtù: la superstizione innanzitutto. Loretta crede di essere rimasta prematuramente vedova perché non ha rispettato tutte le ritualità del matrimonio e questo secondo matrimonio non è dettato dalla passione come il primo ma è Loretta lo vede come una sorta di riscatto dalla sfortuna precedente compiendo tutti i passi necessari per arrivare alle nozze, a partire dalla proposta in ginocchio.
L’italiano però è anche il romantico per eccellenza e allora ecco che un grande plenilunio viene a illuminare i paesaggi da cartolina di New York e a riaccendere vecchie passioni (gli zii di Loretta) rimestare grandi amori (l’infedeltà del padre di Loretta, dettata dalla crisi della mezza età) e a far nascere nuove passioni (Loretta e Ronnie).



Moonstruck


Il cast è davvero ottimo e rivedere dopo tanto tempo i due protagonisti sui generis lascia un po’ interdetti: la trasformazione di Cher da trascura zitella attempata in elegante signora anticipa la sua ricerca dell’eterna giovinezza, come se non bastasse -per me che non l’ho mai amato molto- trovare Nicholas Cage seducente, sono rimasta davvero basita nell’accorgermi, quando Loretta lo apostrofa “sei un lupo” che il look , mano di legno compresa, rimanda a Wolverine, spero solo che sia Ronnie Cammareri a rifarsi al fumetto e non il Wolverine cinematografico a rifarsi a una commedia romantica.

La rosa purpurea del Cairo

Larosapurpureadelcairo The Purple Rose of Cairo
USA 1985
con Mia Farrow, Jeff Daniels, Danny Aiello, Dianne Wiest, Van Johnson
regia di Woody Allen

Nel New Jersey, durante la Grande Depressione, Cecilia, cameriera sbadata e moglie infelice del beone Monk, trova conforto ai suoi guai sognando con le esotiche pellicole sentimentali del cinema Gioiello. Un giorno, all’ennesima visione de La rosa purpurea del Cairo, Tom Baxter, un personaggio del film si accorge di Cecilia e esce dallo schermo per dichiararle il suo amore..

Il film è certamente un atto d’amore nei confronti del cinema da parte del regista Woody Allen che però è ben conscio che la magia del cinema, dal potere consolatorio soprattutto per le masse, è frutto di un’industria ben organizzata quindi la fuga dallo schermo di un attore, pure se con una parte secondaria, non viene ignorata dal produttore della pellicola disposto anche a rimetterci del denaro purché tutto torni nella norma, anche perché l’ammutinamento di un singolo Tom Baxter ha ripercussioni anche nelle altre proiezioni del film.
L’ordine va ristabilito senza farsi troppi scrupoli e a questo pensa spontaneamente Gil Sheperd, l’attore emergente che ha dato vita a Tom Baxter, disposto a tutto pur di non farsi rovinare la carriera dal bizzarro incidente, anche fingersi innamorato di Cecilia per distoglierla da Baxter che respinto, dovrà rientrare nella pellicola. La figura della protagonista, così ingenua e remissiva, è quella di una vittima predestinata, prima del marito ubriacone e manesco e poi di Sheperd.
L’opera procede anche su un altro piano, raccontando lo scompiglio tra gli altri protagonisti del film dall’uscita dallo schermo del loro collega: tra il timore e la rabbia per la stranezza dell’evento e le imprevedibili conseguenze, esce la rivalità dei vari attori, tutti convinti di interpretare il ruolo fondamentale della pellicola. Assieme alle reazioni stizzite del pubblico, questa parte è il contrappunto ironico al malinconico destino di Cecilia, di stampo più teatrale: sembra di assistere alle prove di una piéce e la fuga di Baxter diventa il concreto sfondamento della quarta parete.