Kate & Leopold

USA 2001
con Meg Ryan, Hugh Jackman, Liev Schreiber, Breckin Meyer, Natasha Lyonne, Bradley Whitford, Paxton Whitehead, Philip Bosco
regia di James Mangold

1876: il giovane Leopold, duca di Albany squattrinato che lo zio vuol far sposare per interesse, nota uno strano tipo durante un comizio per la costruzione del ponte di Brooklyn e lo segue finendo per cadere in un tunnel spazio temporale che lo porta alla New York odierna. Stuart cerca di spiegare la situazione al suo frastornato compagno ma vengono interrotti da Kate, ex fidanzata di Stuart che abita al piano di sotto. La scomparsa di Leopold, che ha ideato il prototipo dell’ascensore, inizia a causare problemi agli ascensori e Stuart cade nel vano vuoto finendo in ospedale. Leopold viene affidato a Kate che inizialmente non crede che sia un viaggiatore del tempo. I due si innamorano ma la relazione s’interrompe per una questione di principio. Stuart riporta Leopold nel suo tempo facendo ripartire tutti gli ascensori ma guardando le foto che ha scattato nel suo precedente viaggio scopre un dettaglio che farà riunire Kate e Leopold.

L’amore è un salto nel vuoto, come ci dimostra visivamente il finale dell’ultima commedia romantica interpretata dalla fidanzatina d’America degli anni ’90, Meg Ryan: Il film gioca col fantastico: se nella stagione d’oro della commedia americana anni ’30 e ’40 le valenze fantastiche avevano un tono sovrannaturale con i fantasmi, ora il tema non può che essere sviluppato in modo più scientifico anche per il grande successo della saga di Ritorno al futuro.

Il tema ovviamente è solo accennato ed è un escamotage per presentare due caratteri completamente diversi che devono conciliarsi nell’amore però è un peccato che il problema del blocco degli ascensori causato dalla scomparsa di Leopold dalla sua linea temporale non sia stato più sfruttato per le gag comiche.

Come tutte le commedie romantiche degli anni ’90 la comicità è soprattutto di parola e relegata ai personaggi secondari, a Stuart bizzarro studioso di varchi temporali e a Charlie, il fratello di Kate a cui Leopold insegna come conquistare la ragazza di cui è innamorato. 

Lo scontro tra i sessi rappresentato dai protagonisti vede una cinica donna in carriera che si scontra (letteralmente) con un gentiluomo d’altri tempi. Il senso dell’onore di Leopold rischia di farle perdere la promozione quando la salva dalle avances del suo capo, forse il momento più interessante del film è proprio l’ambiguità della gestione del rapporto con J.J. da parte di Kate: avrebbe saputo tenerlo a bada o avrebbe ceduto per il vantaggioso scatto di carriera? Non lo sapremo mai perché tutto il film esalta il bel tempo andato: i modi gentili di Leopold faranno sì che Charlie conquisti la ragazza del suo cuore, la sua integrità morale non gli permette di utilizzare la sua immagine per vendere un prodotto scadente.

Certo, il gioco dell’esaltazione del passato serve per mettere alla berlina i difetti del presente, compito primario della commedia, ma l’operazione in questo film è un po’ troppo scoperta.

Resta un’opera carina, un dignitoso canto del cigno di un genere che è andato via via scomparendo dalle grandi produzioni. 

Da segnalare che Until, la canzone di Sting nella colonna sonora, è stata premiata con l’oscar e il Golden globe ma i riferimenti -anche musicali- sono tutti per Colazione da Tiffany: l’uso delle scale d’emergenza e soprattutto la bellissima Moon River.

Scappa – Get Out

Get Out
USA 2017 Universal
con Daniel Kaluuya, Allison Williams, Catherine Keener, Bradley Whitford, Caleb Landry Jones, Betty Gabriel, Marcus Henderson, Stephen Root, Lakeith Stanfield, Lil Rel Howery
regia di Jordan Peele



Getout


Chris, fotografo di colore, è un po’ agitato perché deve andare a conoscere i genitori di Rose, la ragazza con cui sta da cinque mesi e lei, caucasica, non li ha informati del colore della sua pelle, garantendo che non sono razzisti. Pur accolto con calore, Chris avverte qualcosa di strano nell’atmosfera di casa Armitage, soprattutto trova inquietanti i due domestici di colore. Uscito a fumare, incrocia Missy, la madre di Rose che è una psichiatra che ha messo a punto una cura per smettere di fumare con l’ipnosi e così, un po’ contro la sua volontà, Chris viene ipnotizzato.
Il giorno dopo arrivano tutti gli amici degli Armitage, per una tradizionale festa di famiglia e Chris ha l’impressione di conoscere l’unico ragazzo di colore così gli fa una foto di nascosto ma scatta il flash che provoca in Andre una strana reazione e soprattutto invita Chris a fuggire e mettersi in salvo…



Scappa getout


Campione d’incassi e vincitore della migliore sceneggiatura originale agli Oscar 2018, Scappa – Get Out è davvero un film interessante che sa aggiornare l’horror ai temi più attuali, stigmatizzando una forma di razzismo più sottile, quella che riconosce agli afroamericani una maggiore prestanza fisica (atletica e sessuale) mettendo in questo modo una distinzione tra le due razze e cercando persino, nel sotto finale degno della migliore tradizione degli scienziati pazzi, di fare in modo che la razza bianca possa sfruttare i vantaggi fisici dei neri e se l’uso dell’ipnosi per ridurre a sorta di zombie i malcapitati a casa Armitage, poteva essere abbastanza intuibile, l’idea della Coagula è davvero una bella trovata horror.



Scappa get out


Il regista Jordan Peele ha un passato da comico e non mancano i tocchi ironici affidati al personaggio di Rod, migliore amico di Chris a cui è stato affidato il cane per la visita a casa Armitage e che si preoccupa quando Chris non fa ritorno pur non essendo creduto dalla polizia; sarà proprio lui a risolvere il finale che come nella migliore tradizione horror presenta nemici sconfitti che ritornano più forti di prima, vedi il fratello di Rose. Per quanto riguarda il destino della fidanzata, che fino all’ultimo si spera ignara dei biechi propositi dei famigliari, è interessante notare che le sia riservato lo stesso destino della madre di Chris, punto debole del ragazzo su cui si era fatta leva per ipnotizzarlo.