Il sol dell’avvenire

Italia 2023
con Nanni Moretti, Margherita Buy, Valentina Romani, Silvio Orlando, Barbora Bobulova, Flavio Furno, Mathieu Amalric, Zsolt Anger, Jerzy Stuhr, Teco Celio, Giuseppe Scoditti, Beniamino Marcone, Valerio Da Silva, Angelo Galdi, Arianna Pozzoli, Rosario Lisma, Francesco Brandi, Laura Nardi, Arianna Serrao, Blu Yoshimi, Michele Eburnea, Elena Lietti, Benjamin Stender, Francesco Rossini, Federica Sandrini, Carolina Pavone, Sun Hee You
regia di Nanni Moretti


Ilsoldellavvenire

Il regista Giovanni è impegnato nella lavorazione di un film che racconta la storia del segretario di una sezione romana del PCI che dopo l’invasione d’Ungheria finisce per suicidarsi perché non sa conciliare la posizione personale con quella del partito. Intanto Paola, la moglie di Giovanni, da sempre sua produttrice per la prima volta si cimenta in un’altra produzione e nel contempo è in analisi per trovare il coraggio di dire al marito che la loro storia è finita.
Quando il coproduttore francese finisce in carcere per affari poco chiari, il film si ferma ed è necessario trovare nuovi fondi. La produzione riesce a riprendere e nonostante la separazione da Paola, Giovanni trova la forza per reinventare il finale del film.


Ilsoldell'avvenire

Che 70enne sarà Nanni Moretti che nel suo ultimo film sembra dare l’addio alla stagione più intimista del suo cinema, iniziata 30 anni fa proprio con Caro Diario in cui si proclamava “splendido quarantenne”?
La sensazione di addio deriva dalla parata finale, un’ottimistica rivisitazione del Quarto Stato in cui compaiono tantissimi attori che hanno collaborato con Moretti, anche solo per un film, lungo tutta la sua carriera. Il sol dell’avvenire sembra voler mettere un punto fermo nella carriera del regista che per tutta l’opera si autocita, prendendo in giro tante delle sue idiosincrasie che nel corso degli anni lo hanno reso celebre ma di cui forse è diventato schiavo.
Se il gioco metacinematografico e la critica cinematografica sono sempre stati presenti nella produzione morettiana, diventano un punto fondamentale nel suo ultimo lavoro, punto nodale le otto ore fermi sulla scena finale dell’altra produzione della moglie, la più classica scena da film d’azione genere che Moretti ci fa sapere di detestare fin dai tempi di Sogni d’oro e la tirata su Don Siegel.
Appena fermata la scena banalizzata dal regista esordiente, Moretti spiega con commovente fervore Breve film sull’uccidere di Kieslowski, poi le otto ore di dibattito con camei importanti diventano quasi una parodia fantozziana e come se non bastasse reinventando il suo finale, Moretti riprende la tecnica dell’ucronia, resa nota da Tarantino che nei suoi ultimi film ha preso l’abitudine di riscrivere la storia, quindi Moretti ci propone un corto circuito facendo suo uno stilema sdoganato dal più grande autore di action movie: uno sberleffo più a sé stesso che al proprio fedele pubblico. Moretti sembra stanco dei propri manierismi e arriva a parodiarsi: la recitazione monocorde e lo sguardo vacuo, sguardo che però sa trasformarsi in occhiate sardoniche e fulminanti o guardare direttamente in macchina come nella scena del cappio, decisamente Nanni Moretti è passato dalla fase del venerabile maestro esasperando i tic da solito stronzo: geniale quanto Arbasino.