I racconti fantastici di Edgar Allan Poe

Raccontifantastici

Italia 1979 RAI
con Philippe Leroy, Gastone Moschin, Vittorio Mezzogiorno, Maria Rosaria Omaggio, Erica Blanc, Janet Agren, Nino Castelnuovo, Umberto Orsini, Dagmar Lassander, Silvia Dionisio
regia di Daniele D’Anza

I racconti fantastici di Edgar Allan Poe (o più semplicemente Racconti Fantastici)è uno sceneggiato tv di quattro episodi, una serie antologica diremmo oggi, dove ogni puntata racconta una storia a sé stante, legata alle altre solo dall’ambientazione, Casa Usher.
Daniele D’Anza, un maestro dello sceneggiato italiano, specialmente di tema fantastico, s’ispira liberamente ai racconti di Poe, cogliendone solo delle suggestioni per creare un mondo perturbante: nel primo episodio, Notte in casa Usher, tornano la nebbia e i dipinti, elementi che decretarono il successo di Ritratto di donna velata
Nella prima puntata, due uomini in viaggio, un giudice e il giovane assassino sulle cui tracce era da tempo, sono costretti a chiedere ospitalità in un a villa fuori mano, si tratta di Villa Usher dove abita Roderick Usher, un uomo dalle strane abitudini. L’uomo più anziano rimane colpito dalla quadreria della villa, in particolare da un ritratto di donna, Roderick gli confessa che il dipinto è costato la vita all’adorata moglie che ha posato fino allo sfinimento per lui. Intanto il giovane cerca di fuggire recandosi alla stazione di servizio più vicina ma anche se l’auto in panne riparte senza l’intervento del meccanico, l’assassino torna alla villa e dopo aver confessato il precedente delitto uccide il giudice, nascondendone il corpo in una nicchia ma il giorno dopo sentirà pulsare il cuore della sua nuova vittima fuggendo verso suo destino…



Notte a casa usher

L’ambientazione della serie è contemporanea ma i flash back rimandano a epoche passate, nel primo episodio Maria Rosaria Omaggio, la defunta signora Usher, è vestita come una dama della Belle Epoque, mentre Erica Blanc, la donna alcolizzata che gestisce l’autogrill e vorrebbe sedurre il giovane sembra rimandare alla Clara Calamai di Ossessione nel suo stile trasandato e nella composizione della scena in cucina.
Le disquisizioni sulla giustizia, mi hanno ricordato L’illazione il pamphlet televisivo che Lelio Luttazzi diresse nel 1972 dopo l’accusa di spaccio e il carcere, vicenda da cui uscì completamente scagionato.

I diabolici

Francia 1955
con Simone Signoret, Véra Clouzot, Paul Meurisse, Charles Vanel, Jean Brochard, Pierre Larquey, Michel Serrault, Noël Roquevert, Thérèse Dorny, Yves-Marie Maurin, Jean-Philippe Smet
regia di Henri-Georges Clouzot



Lesdiaboliques


Christina Delasalle direttrice di un collegio maschile, è amica dell’insegnante Nicole Horner, pur sapendo che la donna è anche l’amante del marito Michael. Stanca dei soprusi di Michel, Nicole propone a Christina di uccidere l’uomo che le tiranneggia sfruttando alcuni giorni di vacanza che permettere loro di crearsi un alibi perfetto mentre attirano Michel nella casa di famiglia di Nicole per annegarlo nella vasca da bagno, facendo poi credere che l’uomo sia accidentalmente annegato nella piscina del collegio. Dopo qualche titubanza Christine accetta e il piano va a buon fine ma il cadavere, gettato in piscina, non viene più ritrovato…



Idiabolici


Tratto dall’omonimo romanzo degli autori Pierre Boileau e  Thomas Narcejac che a quattro mani scrissero anche La donna che visse due volte, da cui Hitchcock trasse il suo capolavoro; Cluzot del resto, viene considerato l’Hitchcock francese e I Diabolici uno dei suoi film meglio riusciti: la leggenda vuole che abbia comprato i diritti del romanzo battendo sul tempo proprio il maestro del brivido inglese.



Idiabolici


Per quanto il film si chiuda con una didascalia che invita gli spettatori a non essere diabolici e a non rivelare il colpo di scena del film, a un certo punto non è difficilissimo intuire come mai il cadavere sia scomparso e il finale potrebbe anche risultare prevedibile ma rimane la tensione costruita nello svilupparsi della trama che prosegue per scarti anche bruschi tra i generi, virando dal giallo all’horror, per cui la pellicola risulta ancora oggi intrigante, anche grazie ai fini ritratti psicologici dei personaggi, compresi quelli secondari che danno uno spaccato della piccineria della provincia (gli inquilini di Nicole che stanno a sindacare sull’ora in cui fa il bagno la proprietaria).



Lesdiaboliques


Christina è un’emigrata dall’America Latina, come l’attrice che l’interpreta la brasiliana Vera Cluzot, prima moglie del regista, profondamente cattolica e malata di cuore, si lascia facilmente manipolare sia dal dispotico marito che non le nasconde di averla sposata solo per interesse che da Nicole, la volitiva insegnate amante del marito che ordisce il piano per uccidere l’uomo. Gli strani rapporti tra i proprietari della scuola e la professoressa suscitano i pettegolezzi degli altri due insegnanti e anche lo sguardo dei ragazzi è un elemento interessante nella costruzione del film, tanto che uno di loro, Moynet, che sostiene di aver visto il direttore dopo la sua scomparsa viene tacciato di essere un mitomane.
Tra gli allievi figura, non accreditato Jean-Philippe Smet, la futura star Johnny Hallyday.