Una tomba per le lucciole

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Hotaru no haka
Giappone 1988
regia e sceneggiatura di Isao Takahata

Isao Takahata, cofondatore, assieme al celebre Hayao Miyazaki, del Ghibli Studio firma questo classico dell’animazione giapponese poco conosciuto qui da noi, che racconta le drammatiche vicende di due fratellini, l’adolescente Seita e la piccola Setsuko nel 1945, mentre la Seconda Guerra Mondiale sta per volgere al termine.
Il padre, ufficiale di Marina, e’ disperso in guerra e la madre muore in seguito ad un bombardamento aereo; i due fratellini trovano rifugio presso una famiglia di parenti ma ben presto la zia inizia a far pesare questa forzata ospitalita’ allora i due ragazzi si rintanano in una grotta abbandonata lungo il fiume ma gli stenti e la fame costeranno la vita alla piccola Setsuko: il destino di Seita dopo esser costretto a cremare la sorellina con le proprie mani non viene indagato ma la storia viene narrata come un lungo flashback dal fantasma di Seita.

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Un crudo realismo nelle scene di guerra impressionante e insolito per il genere: la scena della madre completamente ustionata, fasciata nelle garze sanguinolenti, si contrappone alla piacevolezza della natura, “matrigna” indifferente alla sorte dei due ragazzi e dell’umanità. Un percorso formativo senza speranza (l’incontro della piccola Setsuko con il cadavere sulla spiaggia, Seita costretto a rubare e a sfruttare gli allarmi antiaerei per intrufolarsi nelle case in cerca di un sostentamento per se’ e la sorella) che nella sua crescente disperazione trova qualche affinita’ con Germania Anno zero di Rossellini.

Desperate housewives – seconda stagione

Desperatehousewives Stasera ricomincia su Raidue la seconda stagione del serial di culto, Desperate housewives: io me la sono gia’ vista sul satellite e, promettendo di non fare nessuna rivelazione, devo pero’ dire che questa seconda serie non si e’ mostrata all’altezza delle aspettative: l’introduzione della nuova famiglia Applewhite rimane in secondo piano per molto tempo, i rovesciamenti di ruolo in casa Scavo (Lynette al lavoro e Tom in veste di mammo) a lungo andare portano agli esiti piu’ prevedibili, a casa Solis i colpi di scena non mancano ma non c’e’ il coraggio di andare fino in fondo ai possibili sviluppi che la loro vicenda offrirebbe (l’avvocato subito sparito) e soprattutto la mia amata Bree ha una sorte davvero infelice in questa stagione mentre continua ad esser protagonista assoluta la svampita Susan che non gode delle mie simpatie.
Gli episodi centrali della stagione segneranno una fase di stanca, ma fortunatamente ci saranno dei guizzi nelle ultime puntate con l’arrivo di Kyle MacLachlan nei panni del misterioso dentista Orson Hodge che lascia ben sperare per la terza stagione.

DADADA

Geroge_maciunas L’indagine che Achille Bonito Oliva compie sul dadaismo a 90 anni dalla nascita del movimento presso il Cabaret Voltaire di Zurigo e’ davvero molto interessante: a un primo nucleo che racconta la genesi storica ddel fenomeno artistico, esponendo le opere dei piu’ famosi rappresentanti Dada come Man Ray o Duchamp, si contrappone una sezione molto piu’ articolata sui dadaismi contemporanei, da Fluxus al lettrismo (solo per citare alcune forme) correnti artisitiche che giocando con le parole o la sovraproduzione consumistica riescono a far sorridere sulle disgrazie del nostro tempo, come nell’opera di Sarenco, Writing is freedom, my dear Osama dove la stessa parola che unisce una marca di penne e il nome del capo di Al Quaeda diventa il mezzo per sottolineare l’importanza della liberta’ di espressione che in quest’epoca e’ sempre piu’ a rischio.
Conclude la mostra un divertentissimo filmato Totomodo che spiega i concetti fondamentali del dadaismo, dal ready made alla scrittura automatica attraverso una serie di gag dei film di Toto’, elevando il Principe de Curtis al ruolo di dadaista per antonomasia, anche se (?) inconsapevole, l’analisi dadaista del comico continua anche nel catalogo con un dialogo immaginario tra l’attore e Duchamp.
Credo che una mostra sia veramente riuscita quando non solo illustra un periodo artistico ma quando ti permette di capire a fondo lo spirito di un movimento artistico, soprattutto se ancora attuale come quello dei dadaismo: ora guardo a Blob con occhi nuovi, conscia della matrice new dada del programma.

DADADA
Dada e Dadaismi del contemporaneo. 1916–2006
Mostra a cura di Achille Bonito Oliva
7 settembre – 17 dicembre 2006
Pavia, Castello Visconteo
Viale XI Febbraio, 35