Perche’ ho abbandonato 24

244stagione E’ piuttosto normale cambiare parere su una serie televisiva che si sta seguendo, ad esempio le mie titubanze nei confronti di The L world o di Lost si son perse per strada e ormai sono un’assida seguace di questi telefilm anche se non posso dire di essere una loro fan scatenata. Quello che mi ha portato ad abbandonare la visione di 24 nonostante ne riconosca le inequivocabili qualita’ tecniche e’ che, nonostante si tratti di un semplice telefilm che magari guardo con un occhio solo le sere che non ho voglia di uscire, non riesco ad accettarne l’immonda logica del “patriot act” che questo serial propugna, come avevo detto in precedenza ho iniziato a seguirlo da quest’ultima serie e se all’inizio avevo accettato senza batter ciglio che l’unita’ antiterrorismo potesse torturare il figlio del Ministro della Difesa che era stato rapito, per sapere se l’incauto rampollo si era lasciato sfuggire qualche informazione, avevo trovato un po’ piu’ irritante che il ministro, una volta liberato, autorizzasse il proseguo delle torture sul frutto dei suoi lombi (e poi si lamentava che riusciva ad andarci d’accordo!) ma quello che mi ha veramente fatto decidere di smettere di seguire lo sceneggiato e’ stato quando la povera impiegata, incastrata dalla vera spia, e’ stata messa sotto tortura dai suoi stessi compagni (e con mano piu’ pesante rispetto all’isolamento sensoriale inflitto al figlio del Ministro). Mi si ribattera’ che e’ “solo” un telefilm, visto, come dicevo prima, con un occhio solo nelle serate di noia casalinga ma forse e’ proprio da questi prodotti che bisogna guardarsi, quelli che cercano di insinuarci la bonta’ di un messaggio che razionalmente rifiuteremmo, proprio nel momento in cui la nostra soglia di attenzione e’ piu’ bassa.

Prison break

PrisonbreakE’ iniziata ieri in seconda serata su Italia1 una nuova serie televisiva prodotta dalla Fox, che era molto attesa per il successo riscosso negli States e perche’ costruita sul modello imperante di Lost.
Prison Break racconta di due fratelli molto legati tra loro, Michael Scofield e Lincoln Burrows: Lincoln e’ sempre stato ai margini della legge fino a quando non finisce in un carcere di massima sicurezza in attesa della pena di morte per aver ucciso il fratello del vicepresidente. Michael, ingegnere edile non esita a tatuarsi la planimetria del carcere su tutto il corpo e a simulare una rapina pur di raggiungere il fratello in prigione e cercare di farlo evadere.
Il primo episodio mi e’ parso abbastanza interessante a parte qualche forzatura di troppo nel plot: se e’ credibile che i due fratelli si ritrovino nello stesso carcere, lo e’ molto meno il rapporto di Michael con il direttore della prigione: prima rifiuta di aiutarlo nella costruzione del modellino dei Taj Mahal poi offrendo il suo aiuto riesce a salvarsi da 90 giorni di cella d’isolamento; diciamo che la prigione di Fox River e’ piuttosto diversa da quella del precedente telefilm carcerario, OZ.
Di maggior interesse le dinamiche personali: il figlio adolescente di Lincoln che viene beccato con un chilo d’erba da spacciare, l’avvocatessa ex fidanzata di Lincoln minacciata dai servizi segreti che molto probabilmente hanno incastrato Lincoln Burrows, il rapporto tra i due fratelli che lascia intuire un’infanzia difficile: tutto questo verra’ raccontato attraverso i numerosi flashback che seguono lo stile di Lost.
Insomma io ho impostato i dati per registrare (pure) questo serial, anche se la seconda serata di Italia1 e’ sempre foriera di orari ballerini..