Prima che la Cina diventasse un vasto impero, era divisa in sei regni sempre in lotta tra loro. Il sovrano di Quin accarezzava l’idea di unificare tutte quelle terre, ma c’era chi desiderava vendicarsi della scia di morti che aveva lasciato sui campi di battaglia. I suoi nemici piu’ acerrimi erano tre valenti guerrieri: Cielo, Spada Spezzata e Neve che vola. Un giorno a corte si presenta un oscuro dignitario, Senza Nome, che dimostra di aver sconfitto i nemici del re e porta con sé le loro armi micidiali vinte in duello..
Il film di Zhang Yimou, finalmente sugli schermi italiani, è costruito come un gioco di scatole cinesi, nelle quali gli elementi si (ri)combinano in maniera differente: la storia viene reinventata ogni volta con un colore diverso: nero è i colore dominante nelle scene dentro il palazzo imperiale, grigio il combattimento tra Senza Nome eCielo, rosso l’episodio nella scuola di scrittura e cosi’ via.
La perfezione formale raggiunta e’ pressoche’ totale e stupefacente.
Per quanto concerne la trama sa essere avvincente, forse gli ultimi dieci minuti con la messa in scena delle varie morti sono un po’ prosaici: il film si sarebbe potuto concludere benissimo quando Senza Nome lascia il re di Quin.
Chi conosce il genere wuxiapian (l’epica cinese) trova questa pellicola superficiale, essendo completamente digiuna in materia non saprei giudicare, anche perche’ i miei occhi sono ancora affascinati da immagini bellissime e paesaggi fiabeschi.
Istintivamente mi verrebbe da dire che forse non solo nella vicenda raccontata dal film, ma nel film stesso la calligrafia nasconde un significato profondo; in ogni caso, se non siamo di fronte a un capolavoro, la bellezza formale e ed il respiro epico della trama sono sufficienti per dire che siamo di fronte ad un gran bel film.
Qui la recensione che ne fece a suo tempo D-aniki.