Gioia d’amare

Joy of Living
USA 1938, RKO
con Irene Dunne, Douglas Fairbanks Jr., Alice Brady, Guy Kibbee, Lucille Ball, Frank Milan, Jean Dixon nel ruolo di Harrison Eric Blore, Warren Hymer, Billy Gilbert, Phyllis Kennedy, Franklin Pangborn, James Burke, John Qualen, George Chandler
regia di Tay Garnett

Maggie Garret è una stella di Broadway che lavora duramente per mantenere il suo successo e la famiglia che vive alle sue spalle: i genitori ex attori, la sorella, sua sostituta ufficiale, il marito di lei boxeur fallito e le due nipotine. Per sfuggire alle avances di un corteggiatore Dan Brewster, Maggie lo fa arrestare ma poi, dispiaciuta che l’uomo finisca il galera, finisce per diventare l’affidataria a cui Brewster si deve presentare due giorni a settimana. I due s’innamorano e si sposano ma la donna non è pronta ad abbandonare la carriera e la famiglia fino a quando non capisce che i parenti la stanno sfruttando.

via GIFER

Costosissima commedia musicale della RKO che fu un flop al botteghino e nonostante i nomi di richiamo la pellicola non funziona molto e manca di ritmo.

La famiglia scroccona che vive alle spalle della star ricorda un po’ Argento vivo con Jean Harlow ma il personaggio di Maggie è troppo buono e ingenuo nella sua dedizione a famiglia e carriera anche quando un giornale rende pubblici i suoi conti: l’attrice è sul lastrico per mantenere i vizi dei famigliari.

D’altro canto Dan è troppo leggero (non si capisce perché di tanto in tanto si metta a fare Paperino) figlio di una dinastia di banchieri, preferisce godersi la vita, cosa non difficile avendo un isolotto privato nei mari del Sud. 

Diverse commedie brillanti, pur ambientate nel bel mondo, riescono a fare satira di costume non è questo il caso, Gioa di amare mostra solo i lati più superficiali della commedia screwball e il tocco surreale è solo illogico.

Il film si ricorda per essere incappato nella censura del Codice Hays che trasforma il titolo Joy of Loving nel più casto Joy of Living; Lucille Ball, poco più che esordiente interpreta Selina la sorella minore della protagonista.

Il mare d’erba

The Sea of Grass
USA, !947 MGM
con Spencer Tracy, Katharine Hepburn, Robert Walker, Melvyn Douglas, Phyllis Thaxter, Edgar Buchanan, Harry Carey, Ruth Nelson, William ‘Bill’ Phillips, Robert Armstrong, Morris Ankrum, Trevor Bardette, Robert Barrat, James Bell, Charles Trowbridge, Russell Hicks
regia di Elia Kazan



TheSeaofGrass


1880: il colonnello Brewton, grande latifondista del New Mexico si sposa con Lutie (nella versione italiana Lucia) Cameron, una raffinata signorina di St. Louis. Nonostante la donna faccia di tutto per comprendere il marito e il suo duro stile di vita, le difficoltà della solitaria condizione femminile nella prateria hanno la meglio quando per uno scontro con i cow boy del marito, Selina, l’unica amica di Lucia, perde il figlio e rifiuta di continuare a vederla. Lucia se ne va a Denver dove incontra il giudice Brice Chamberlain, rivale storico del marito, i due trascorrono una notte d’amore e Lucia capisce di amare il marito da cui torna. Ben presto scopre di essere incinta di Chamberlain e nel delirio del parto si lascia sfuggire il segreto. Jim Brewton fa finta di nulla e accoglie il figlio come suo ma ben presto la verità viene fuori e Lucia è costretta ad andarsene rinunciando ai due figli. Per quanto si faccia per mantenere il riserbo, tutti in paese sanno chi è il vero padre di Brock, anche il ragazzo che morirà proprio per un insulto sulle sue origini. La morte di Brock riporta a casa Lucia che viene finalmente perdonata dal marito.



Ilmare derba


Il quarto film della coppia Hepburn -Tracy è un melodramma famigliare tratto dal romanzo omonimo di Conrad Richter e diretto dall’emergente regista Elia Kazan, al suo secondo film.
Per quanto ancora soggetto alle imposizioni della casa di produzione con grandi ricostruzione in studio degli ambienti, Kazan innesta l’uso di paesaggi naturali nel tentativo di utilizzare la natura come sottolineatura espressionista delle atmosfere filmiche che riprende Il vento di Sjostrom.



Il mared'erba


Attraverso la saga familiare dei Brewton, l’opera vuole raccontare un momento di mutamento storico, il passaggio dal latifondismo dei mandriani alla parcellizzazione della prateria in piccole proprietà per gli allevatori. Jim Brewton, detto il Colonnello si è conquistato il terreno lottando direttamente con gli indiani e si considera una specie di custode della prateria, difendendo anche i valori di quei nativi a cui l’ha sottratta, è disposto a lottare persino con le armi contro l’arrivo dei coltivatori, che non ritiene in grado di capire la grandezza della prateria, in parte Brewton ha ragione: dopo alcuni anni di ottimi raccolti, quando inizia un lungo periodo di siccità, i coltivatori si scoprono impotenti: hanno solo sfruttano il terreno senza pensare al futuro.
Nel declino ecologico e morale crescono i due figli di Lucia e Jim, allontanati dalla madre e con il marchio della nascita illegittima che da sempre pesa su Brock, un ragazzo che il padre cresce assecondandolo forse per ripagarlo dalla lontananza della madre.
Durante una partita di poker Brock uccide il rivale che faceva pesanti allusioni sulla sua nascita poi fugge non tanto per paura ma per salvaguardare l’onore del padre e viene mortalmente ferito durante uno scontro a fuoco con gli uomini dello sceriffo che lo stanno cercando. L’incontro con il padre in punto di morte è molto toccante, del resto le tematiche famigliari sono un punto centrale nell’opera di Kazan.



Il mare d'erba


Lucia scopre della morte del figlio dal giornale, in treno e fa ritorno a casa. Dopo vent’anni le convinzioni che hanno diviso la coppia si sono smussate e i due ritrovano la serenità perduta insieme a Sara Beth, la figlia rimasta.
Il mare d’erba è sicuramente un’opera giovanile, con tutte le debolezze del caso, pesa anche la transizione tra egemonia degli studios e la libertà ambita dalla nuova generazione di registi emergenti, resta la grande prova del cast guidata da un tris di stelle come Katharine Hepburn, Spencer Tracy e Melvyn Douglas.

Fuga nel tempo

Enchantment
USA 1948
con David Niven, Teresa Wright, Evelyn Keyes, Farley Granger, Jayne Meadows, Leo G. Carroll, Philip Friend, Shepperd Strudwick, Gigi Perreau
regia di Irving Reis



Fuganeltempo


Durante la seconda guerra mondiale un generale in pensione torna a vivere nella vecchia casa di famiglia; quando si presenta la nipote americana ausiliaria militare per chiedergli ospitalità, il vecchio non la vorrebbe in casa ma presto si affeziona a Grizel che nutre grande curiosità per la storia di Lark, un’orfana cresciuta in casa come una quarta figlia dal padre del generale. Grizel conosce Pax un aviatore ferito in battaglia e un giorno se lo ritrova in casa: Pax è il nipote di Lark venuto a visitare la casa dove è cresciuta la zia. Tra i due giovani nasce l’amore ma Grizel è troppo timorosa del futuro per legarsi, sarà il vecchio Rollo a spingerla tra le braccia del giovane, memore del suo amore sfumato per Lark.



Fuga neltempo


Misconosciuto melodramma sentimentale con venature fantastiche che riprende per certi versi la storia di Cime Tempestose: in una notte da tregenda il signor Dane torna a casa con una piccola orfana e impone ai tre figli di accettarla come sorella, per i ragazzi Pelham e Roland detto Rollo non è un problema ma fin dal primo giorno Selina, la figlia maggiore, vede in Lark una rivale e le farà sempre pesare il debito di riconoscenza che la ragazza deve alla sua famiglia. Quando intuisce che tra Rollo e Lark il sentimento va oltre l’amore fraterno, Selina fa di tutto per allontanare i due giovani fino a mettere di fronte Rollo a una scelta: una brillante carriera militare o l’amore. Rollo indugia e sarà Lark a decidere per entrambi sposando un conte italiano e lasciando per sempre la casa dei Dane.



Fuga nel tempo


La storia di Lark è raccontata per flash back e ancora oggi funziona molto bene il passaggio senza soluzione di continuità tra il tempo presente e gli anni della gioventù di Rollo, Grizel e Pax spesso rivivono le medesime situazioni favorendo il passaggio temporale tra le due epoche. Questa scelta stilistica crea un”atmosfera molto malinconica e sollecita l’attenzione dello spettatore.



Enchantment


Il sottofinale è forse tirato un po’ troppo per le lunghe ma il finale assume una connotazione fantastica che aggiunge alla pellicola una dose massiccia di inatteso amor fou: arriva un telegramma a Pax che gli comunica che la zia è morta da un mese, ben prima che conoscesse i Dane e Rollo confida di essere a conoscenza della sua morte quindi il dialogo che il vecchio generale aveva con Lark non era il flusso dei ricordi ma la presenza della donna amata.
Spronando Grizel ad inseguire Pax per non perderlo, Rollo salva la vita alla nipote perché poco dopo la casa viene colpita da una bomba uccidendo il vecchio che si può finalmente riunire alla sua amata, come se il coronato sogno d’amore dei nipote riscattasse quello infelice di Rollo e Lark.



Fuga nel tempo


Inedito Farley Granger con i baffetti, che gli stanno molto bene, David Niven è quasi irriconoscibile sotto il pesante trucco dell’anziano generale.