Klaus – I segreti del Natale

Spagna 2019, Netflix
regia di Sergio Pablos

Jasper è il viziatissimo figlio di un direttore generale delle poste che aspetta solo di terminare l’accademia postale per tornare ai propri agi ma il padre, esasperato, lo manda in un isola sperduta nel Circolo Polare Artico a fare il postino con il compito di smistare almeno seimila lettere in un anno, pena l’esser diseredato. Il problema principale di Smeerensburg non è tanto il clima quanto la faida che divide gli abitanti dell’isola. Jasper è ormai rassegnato al fallimento dell’ufficio postale quando decide di raggiungere la casa più isolata dove vive un boscaiolo, Klaus. Il caso vuole che il burbero falegname legga l’unica lettera raccolta da Jasper e decida di regalare un giocattolo al bambino che l’ha scritta. La voce si sparge tra gli altri bambini, fomentata anche da Jasper…

Originale rilettura del mito di Babbo Natale partendo dalla tradizione di scrivergli una lettera per ricevere i regali la notte di Natale.

Si gioca col il momento più buonista dell’anno facendolo nascere da un antefatto puramente utilitaristico: il caso vuole che Klaus legga la lettera del bambino e decida di regalargli uno dei suoi giocattoli e che Jasper sfrutti l’occasione per trasformare un pugno di lettere scritto dai cuginetti del primo bambino nel business che gli permetterà di raggiungere le seimila lettere affrancate e lasciare l’isola per tornare agli agi a cui è abituato.

Il film riesce a dare una spiegazione divertente di tutto il folklore che ruota attorno a Babbo Natale: la slitta con le renne, l’abito rosso, gli aiutanti che in questo caso non sono elfi ma un gruppo di nativi dell’isola… e ovviamente la bontà premiata con un regalo, ma la gentilezza, anche se artefatta, provoca risultati inattesi portando gli analfabeti a scuola e soprattutto rischiando di mettere fine al rancore secolare (ispirato a un fatto vero) per cui i capo clan interverranno svelando le vere intenzioni di Jasper.

Nominato agli Oscar come miglior lungometraggio animato, Klaus è un film piacevole che non punta solo sul pubblico infantile.
Molto belli i fondali che si ispirano allo stile di Eyvind Earle che lavorò ad alcuni classici Disney.

Amore sublime

Stella Dallas
USA 1937 MGM
con Barbara Stanwyck, John Boles, Anne Shirley, Barbara O’Neil, Alan Hale, Tim Holt, Marjorie Main
regia di King Vidor



StellaDallas


Stella Martin, figlia di operai riesce a farsi sposare da Stephen Dallas il direttore della filanda dove lavorano il padre e il fratello. Ben presto le incompatibilità caratteriali e sociali dividono i due sposi e Stella rifiuta di seguire il marito a New York restando nel Massachussetts con l’amatissima figlia Laurel. Solo quando la ragazza è cresciuta, Stella si accorge che la sua volgarità innata rischia di rovinare il futuro della figlia e allora sparisce dalla sua vita concedendo al marito il divorzio e l’opportunità a Laurel di farsi una posizione sociale.




Amoresublime


Un caposaldo del melodaramma sull’amore materno che non scade mai nel patetico grazie alla robusta regia di King Vidor, autore del cinema muto che negli anni ’30 e ’40, abbandonata la sperimentazione personale, firma alcuni capolavori del melodramma come Duello al sole.
A reggere il film è la grande prova di Barbara Stanwyck davvero sublime nel tratteggiare la figura di una donna volgare che non riesce ad elevarsi nonostante il matrimonio con un uomo di classe superiore e si accontenta di esser uscita dalla povertà per lasciarsi sprofondare nel cattivo gusto di abiti sempre troppo carichi di pizzi, trucchi vistosi e riccioli troppo tinti, fino a diventare così ridicola da mettere in cattiva luce la figlia che ha preso tutto il buon gusto del padre: Stephen Dallas è un esponente del jet set, suo padre si è suicidato dopo il fallimento dell’azienda e Stephen ha lasciato tutto per rifarsi una posizione.




Stella dallas


A New York Stephen ritrova Helen, la ragazza di buona famiglia a cui era promesso e che ha dovuto lasciare per il tracollo finanziario del padre. La donna ora è vedova con tre figli e l’amore con Stephen rinasce. Laurel ammira moltissimo la signora Morrison ma è legata da affetto profondissimo alla madre perché se Stella Dallas è una donna senza gusto ha in fondo un buon cuore, lo si vede nel rapporto con Ed Munn, un allibratore equivoco che spesso la mette nei guai con il suo comportamento sguaiato ma che Stella non esita ad aiutare quando si accorge che le cose non gli vanno bene economicamente.




Amore sublime


Del resto solo un cuore grande può avere il coraggio di sparire dalla vita dell’amatissima figlia per non rovinarle il futuro con la sua imbarazzante presenza e così Stella Dallas si accontenterà di vedere lo sfarzoso matrimonio della figlia da una finestra (volutamente lasciata aperta da Helen) come una passante qualunque.
Se il ruolo di Stella Dallas valse alla Stanwyck la nomination agli oscar, tutto il cast offre un’ottima prova nel rappresentare l’evoluzione dei personaggi la cui storia occupa almeno un ventennio e infatti anche Anne Shirley ricevette una nomination come migliore attrice non protagonista per il ruolo della dolce Lollie Dallas.




Amoresublime


Da segnalare Tim Holt nel ruolo di Richard Grosvenor III il futuro marito di Lauren che nel 1942 sarà lo scapestrato George Minafer Amberson ne L’Orgoglio degli Amberson e non accreditata c’è Hattie McDaniels, la Mamie di Via col vento nel ruolo di cameriera di casa Dallas.