Di nuovo la storia ci mette di fronte a sentimenti profondi: Riefenstahl nazista o regista nonostante tutto? Non e’ la Dietrich che ebbe la dignita’ di lasciare il suo paese, ma i processi la ritennero poco coinvolta nelle imprese nazista: non e’ mai risultata iscritta al partito., ma forse ebbe una liason con Hitler: spesso la Storia ci propone enigmi simili, io mi limitero’ a giudicarla per i suoi film: sono quello che le sopravvivera’.
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PALAST ORCHESTER: la gloria dei radio days
La serata d’apertura della venticinquesima stagione teatrale del Teatro comunale di Alessandria ha offerto agli spettatori arrivati un po’ alla spicciolata uno spettacolo veramente affascinante: si e’ esibita l’orchestra tedesca salita alla ribalta lo scorso anno per la riedizione di SexBomb, colonna sonora dello spot della Y10.
Lo spettacolo che questo gruppo di tredici elementi, caratterizzato dalla voce e dall’ aplomb inconfondibile del cantante Max Raabe, porta in giro per i teatri italiani in questo momento si basa su canzoni degli anni 20/30 negli arrangiamenti originali, rappresentate con garbo ed ironia.
Il fascino delle note di Gershwin, Porter e altri maestri tedeschi o italiani si e’sprigionato dalle note morbide dei fiati, e per una cinefila come la sottoscritta non e’ stato difficile vedere Ginger e Fred volteggiare, Lupe Velez cantare una rumba, la Loren rifare il suo famoso spogliarello sulle note di Abajour e Marlene cantare con la sua voce roca: del resto la presenza di un’orchestra e’ caratteristica di tanti film degli anni trenta: ho rivisto il quinto fratello Marx dirigerla e, lo ammetto, ho scrutato il batterista qualche minuto per vedere se aveva un tic agli occhi come nel film di Hitchcock.
Lulu di Pabst
Il vaso di Pandora
Die Büchse der Pandora
Germania, 1928
con Louise Brooks, Fritz Kortner, Franz Lederer, Carl Goetz, Alice Roberts
regia di Georg Wilhelm Pabst
A chiusura del GenovaFilmFestival e a commento della presentazione del libro Il vampiro nascosto, e’ stata proiettato Lulu (Die Buchse der Pandora) di G.W. Pabst, capolavoro del 1928, di scarsissima visibilita’.
Una sala certo non gremita, ma un pubblico attento che per due ore ha seguito le (dis)avventure della bella Lulù in un film completamente privo di sonoro, ma comunque coinvolgente.
Impressionante la moderna bellezza di Louise Brooks, attrice americana che interpreto’ pochissimi fim ma che e’ diventata l’icona della forza gioiosa e al contempo devastatrice della sensualita’ femminile con questo personaggio, premiando il coraggio di Pabst che preferi’ la sconosciuta attrice a una giovanissima Marlene Dietrich.
LE FOGLIE MORTE
Mentre Parigi Dorme
Les Portes de la nuit
Francia, !946
con Jean Vilar, Yves Montand, Nathalie Nattier, Pierre Brasseur, Serge Reggiani, Saturnin Fabre, Christian Simon
regia di Marcel Carné
Oh! Vorrei tanto che tu ti ricordassi
dei giorni felici in cui siamo stati amici
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Le foglie morte si raccolgono.
Tu vedi che non l’ho dimenticato
le foglie morte raccolgono
anche i ricordi ed i rimpianti
ed il vento del nord li porta via con sé
nella notte fredda dell’oblio.
Vedi che non ho dimenticato
la canzone che tu mi cantavi.
E’ mia canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.
Le foglie morte si raccolgono
i ricordi ed i rimpianti anche
ma il mio amore silenzioso e fedele
sorride sempre e ringrazia la vita.
Ti amavo talmente tanto che tu eri cosÏ felice
come vuoi che ti dimentichi
quando la vita era più bella
ed il sole più ardente di oggi.
Tu eri la mia più dolce amica
ma adesso non mi resta che il rimorso
e la canzone che tu cantavi,
sempre, sempre la canterò.
E’ una canzone che ci somiglia
tu mi amavi
ed io ti amavo
e vivevamo insieme
tu che mi amavi
ed io che ti amavo.
Ma la vita separa coloro che si amano
dolcemente
senza far rumore
ed il mare cancella sulla sabbia
i passi degli amanti non più uniti.
Jacques Prevert
E’ che ieri sera ho visto Mentre Parigi dorme (1946) di Marcel Carne’, con la sceneggiatura di Prevert, il film che ha lanciato questa canzone: nell’immagine vedete un giovane Yves Montand che balla con la co-protagonista, Nathalie Nattier, su queste note. Benche’ il film sia imperfetto, ha una strana tensione, che prelude la tragedia: certo pensare che Malou (il personaggio femminile) poteva essere interpretato da Marlene Dietrich..