90 anni fa a Viareggio nasceva Mario Monicelli, padre fondatore della commedia all’italiana. Il Capo dell Stato si e’ ricordato di fargli gli auguri, la tv pubblica italiana no: nessuna restrospettiva per il grande maestro del cinema, forse si tratta di un misunderstanding con quelli di FuoriOrario: Monicelli dovrebbe rientrare nella loro area protetta dato che vedere in televisione La grande guerra e’ improbabile quanto vedere un film di Sergej Paradzanov?
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Cuore Sacro
Il
film piu’ ambizioso di Ferzan Ozpetek non e’ sicuramente perfetto, ma certamente
molto interessante. Per la complessita’ della trama non ho potuto evitare di
fare spoiler nella recensione
.
Di questi giorni la notizia che il film era stato inserito nella rosa di
nove film approvati e finanziati dalla Sottocommissione Cinema del Ministero per
i Beni e le Attività culturali, ma il regista ha rinunciato ai finanziamenti
statali.
Le restanti otto pellicole riconosciute di interesse culturale sono
Le rose del deserto di Mario Monicelli, I giorni dell’abbandono di
Roberto Faenza, La strada di Levi di Davide Ferrario, Lezioni di
volo di Francesca Archibugi, Memorie di Adriano di John Boorman,
Un destino ridicolo di Antonio Luigi Maria Grimaldi, Arrivederci,
amore ciao di Michele Soavi e Sonata a Kreutzer di Maurizio
Sciarra.
Auguri ad Ornella Muti
Ornella Muti, al secolo Francesca Rivelli è nata a Roma nel 1955.
Star molto popolare ed anche unica diva da esportazione negli anni ‘80, quando ebbe una parte nel flop hollywoodiano Flash Gordon, l’attrice deve il suo successo piu’ alla sua indubbia bellezza che alle su capacita’ attoriali, anche se nel suo curriculum non mancano lavori firmati da registi del calibro di Damiano Damiani: La sposa piu’ bella il film del 1970 che la lancio’ a soli 15 anni, Mario Monicelli (Romanzo popolare del 1974) e soprattutto Marco Ferreri che la volle per L’ultima donna nel 1976, Storie di ordinaria follia nel 1981 e Il futuro è donna nel 1984.
La fama le arride soprattutto nelle commedie di Castellano e Pipolo accanto ad Adriano Celentano: Il bisbetico domato e Innamorato pazzo rispettivamente del 1980 e del 1981.
Attualmente e’ sugli schermi accanto ad Asia Argento in Ingannevole e’ il cuore piu’ di ogni cosa.
Suso Cecchi d’Amico
Il 21 luglio 1914 è nata Suso Cecchi d’Amico, “la madre” del cinema italiano: sue sono le sceneggiature piu’ belle degli ultimi
sessant’anni che hanno fatto grande il nostro cinema (il suo primo lavoro e’ del 1946 Mio figlio professore con Aldo Fabrizi).
Figlia del critico e scrittore Emilio Cecchi, sposata con il musicologo Fedele d’Amico, ha avuto i piu’ importanti sodalizi lavorativi con Visconti e Monicelli.
E’ inoltre il prototipo dell’intellettuale e della donna lavoratrice italiana, forse l’unica per lunghi anni a fare questo mestiere; mi e’ sempre rimasta impressa l’immagine con cui lei racconto’ la sua attivita’ in un’intervista: una grande casa romana, i bambini che giocano e poco piu in la’ un tavolo di discussione a cui potevano sedere indifferentemente Flaiano, De Sica, Antonioni o Zeffirelli (solo per citarne alcuni): non le parva nemmeno di lavorare! La leggerezza e l’intelligenza al servizio del
cinema.
Suso Cecchi d’Amico è scomparsa il 31 luglio 2010
L’elenco delle sceneggiature
a cui ha collaborato.