Degas Lautrec Zando’

Degaslautreczando

Son tempi duri anche per i poli museali, soprattutto per quelli piccoli di provincia, metti ad esempio i Musei Civici di Pavia il cui compito e’ mettere in evidenza le opere della propria collezione e avere prestiti non eccessivamente esosi. Non resta che giocarsela su temi che attraggano il grande pubblico, come la Belle Époque, argomento abusato e allora lo si declina attorno al luogo che per eccellenza ha rappresentato la vita bohémienne del XIX secolo: Montmartre. Sulla locandina si stampa bene in grande qualche nome di richiamo (e almeno questa volta il percorso espositivo non esula dai tre nomi dei pittori indicati) e poi “si allunga il brodo” con foto d’epoca e didascalie dei locali che hanno creato il mito del luogo come il Moulin Rouge o Le Chat Noir e le biografie delle piu’ celebri mondaine, vedette dei cafe’ e modelle per gli artisti, come la Valadon che da artista e modella divenne lei stessa pittrice e fu la madre del pittore Maurice Utrillo.



Al circo Fernando



Le Scuderie di Pavia ci hanno abituato da tempo a supporti audiovisivi che approfondiscono quanto esposto, questa volta il video (con un pessimo contrasto!) era un montaggio poco ragionato di scene relative alla Belle Époque con foto d’epoca e l’immancabile inserto della danse serpentine di Loie Fuller e inserti di vita circense che includono anche fotogrammi di Freaks. Sicuramente la sezione finale dei disegni dedicati alla vita circense che Toulouse Lautrec realizzo’ nell’ultimo periodo della sua esistenza e’ quella piu’ degna di nota: dalla tragica allegria forzata delle esibizioni circensi traspare tutta la cupezza che avvolse il pittore negli anni di vita abbrutita dall’alcol.
Comunque un po’ poco per una mostra che non prevede neppure sconti convenzionati con le piu’ usali associazioni culturali e turistiche.

DEGAS, LAUTREC, ZANDO’
Les folies de Montmartre

Scuderie del Castello Visconteo
17 settembre – 18 dicembre 2011
Pavia

Momix: Bothanica

Momixbothanica

Venerdi’ sera sono andata a vedere, per la prima volta in vita mia, i Momix; un’esperienza esaltante che raccontero’ attraverso le due espressioni facciali che hanno monopolizzato il mio viso.
Fortunatamente era una sera ventosa e quindi le zanzare erano assenti altrimenti la prima parte dello spettacolo sarebbe sta abbastanza complicata per me visto che sono stata quasi tutto il tempo a bocca aperta per lo stupore delle meraviglie inventate da questi geniali ballerini illusionisti: l’elegante assolo sullo specchio che permetteva a una sola ballerina di inventare figure fantasmagoriche con il suo corpo, la visione fantastica dell’eta’ primitiva con l’incredibile triceratopo ma soprattutto il gioioso gioco con guanti e gambali fosforescenti che ha ripercorso la storia della vita sulla terra dagli organismi unicellulari fino alle intelligenze artificiali con i simpaticissimi emoticon che facevano la faccina triste per strappare l’applauso e poi strizzavano l’occhio.
Momix.bothanica

Nel secondo tempo la mia faccia sfoggiava un sorriso completamente beota perche’  nel segmento dedicato agli eventi atmosferici mi era  diventata lampante  la filiazione diretta del genere di danza dei Momix dalle  danze serpentine o luminose della mia adorata Loie Fuller , danzatrice americana che porto’ la danza fuori dai canoni classici e con le sue movenze sinuose contribui’ alla creazione dello stile Art Nouveau.
Ero cosi’ felice che quando la mia insopportabile vicina, che fino a  quel momento aveva passato la maggior parte del tempo a far illuminare il display del suo cellulare, e’ esplosa in un "brava!" durante l’esibizione della pioggia volevo quasi chiederle se conosceva la Fuller, tanto era insopprimibile il mio desiderio di condividere la gioia della mia scoperta.

Loiefuller




Loie Fuller, Danse Serpentine



Loiefullerfiume




Altra esibizione della Fuller che richiama l'inizio di Bothanica