Lo stagista inaspettato

The Intern
USA 2015
con Robert De Niro, Anne Hathaway, Rene Russo, Anders Holm, Andrew Rannells, Adam DeVine
regia di Nancy Meyers

Dopo alcuni anni di pensione Ben Whittaker si annoia mortalmente così risponde a un annuncio di lavoro: una start up di e-commerce assume stagisti senior, l’operazione ha più valore di marketing ma con i suoi modi d’altri tempi Ben diventerà insostituibile per Jules, la fondatrice della società che inizialmente non lo voleva al suo fianco…

C’è un sottogenere nella commedia classica americana dalle sfumature fantastiche: protagonisti buoni che si trovano in situazioni complicate salvate da un angelo o da un fantasma storie che vanno da La vita è meravigliosa a La via dell’impossibile,  Nancy Meyers fa rivivere questo genere nella commedia Lo stagista inaspettato: nessun angelo di seconda classe che deve mettere le ali o fantasmi burloni ma un anziano signore i cui sogni di serena pensione sono stati rovinati dalla vedovanza improvvisa.

I modi eleganti di un gentleman di altri tempi sono altrettanto fantastici della presenza sovrannaturale non tanto perché i tempi sono cambiati ma perché quell’uomo perfetto e comprensivo è sempre stata una figura immaginaria, più rara dell’araba fenice.

La Meyers rinnova il modello per parlare del nostro tempo e della condizione femminile, tematica portante del suo cinema.
Jules Ostin è una donna che ha fondato la propria azienda, travolta dal successo improvviso: il marito ha dovuto rinunciare alla propria carriera e trasformarsi in un mammo ça va sans dire che ci sono le corna dietro l’angolo; per sostenere il successo dell’attività Jules dovrebbe passare il comando a un AD esperto quindi cedere il controllo della propria società. 

In questa situazione stressante piove dal cielo Ben, il pensionato che lavorava nello stesso edificio ora trasformato in loft per l’attività digitale di Jules.

Quello di Ben è uno dei ruoli migliori nell’excursus nella commedia di De Niro dove negli ultimi anni non ha dato grandi prove ma qui è misurato e ironico: non manca la citazione riveduta e corretta di Taxi Driver.

Il punto di partenza è il tema della condizione femminile (a un uomo si chiederebbe di farsi da parte se la sua ditta avesse un successo superiore alle aspettative? A un imprenditore è richiesta la stessa presenza in famiglia e verso il marito che deve avere un’imprenditrice? ) ma la regista indaga anche altri temi: l’anziano messo da parte una volta terminata la sua utilità lavorativa.

La critica maggiore è proprio per l’ossessione per il lavoro che fa perdere il gusto per le cose belle della vita così nel XXI secolo gli angeli, finita la loro missione, non tornano in cielo ma vanno a fare tai-chi.

La via dell’impossibile

Topper
USA 1937 MGM
con Cary Grant, Constance Bennett, Roland Young, Billie Burke, Alan Mowbray, Eugene Pallette
regia di Norman Z. McLeod


Topper


George e Marion Kerby sono una coppia di milionari eccentrici e muoiono in un incidente d’auto di ritorno da un consiglio d’amministrazione. Il loro banchiere, Cosmo Topper rimane molto impressionato dalla loro scomparsa ma non immagina certo che i due, per fare una buona azione e guadagnarsi il paradiso, abbiano deciso di dare una scossa alla sua anonima esistenza..



Topper


Ottima commistione tra la commedia sofisticata e il genere sovrannaturale, La via dell’impossibile segna il debutto nella produzione di lungometraggi di Hal Roach, il re delle comiche che ha lanciato tutti i più grandi comici da Chaplin a Keaton, da Stanlio & Ollio a Le Simpatiche Canaglie e il marchio della sua comicità slapstick, molto fisica rimane anche nella commedia brillante, i due fantasmi possono essere sia visibili che invisibili, a loro piacimento il che è frutto di numerose gag: il marito malmenato dalla moglie perché ha visto l’auto dei Kerby guidarsi da sola ma quando la raggiunge Topper ha chiesto di sostituire George alla guida e tutto sembra normale, l’impossibilità di capire se Topper condivida la stanza dell’hotel con un’amante non registrata fa letteralmente impazzire il detective dell’hotel e il fattorino che, nel suo precedente lavoro di ascensorista ha già avuto modo di scontrarsi con i fantasmi burloni.



Laviadell'impossibile


I Kerby sono la parodia dei ricconi americani tipici delle commedie anni ’30, eccentrici e smodati ma che sanno prendere con leggerezza la vita e anche la morte in contrapposizione con Topper la cui vita è regolata al secondo dall’arcigna moglie e dal pedante maggiordomo. Clara Topper pensa che la sua vita irreprensibile e perfetta la aiuterà nella scalata sociale mentre gli inviti dal bel mondo arrivano solo quando il marito finisce sui giornali dopo esser stato arrestato per rissa, ovviamente provocata dai Kerby.
Un film che non si distingue per lo studio dei personaggi o il graffio sociale come le grandi commedie, ma la spensierata leggerezza che si percepisce ancora oggi, ne decretò il grande successo al botteghino e la pellicola ebbe due seguiti: Viaggio nell’impossibile del 1938 che presenta il cast praticamente invariato esclusa la presenza di Cary Grant, già poco propenso a partecipare al primo lavoro e poi nel 1941 Una bionda in paradiso dove ritroviamo solo Cosmo e Clara Topper cioè Roland Young e Billie Burke e anche la regia non è più affidata a Norman Z. McLeod.
Un’ultima curiosità: Topper è stato il primo film colorizzato nel 1985 quando si pensava che attraverso la colorizzazione le vecchie pellicole avrebbero avuto un nuovo appeal per gli spettatori televisivi (pazzi!).