Là dove scende il fiume

Làdovescendeilfiume Bend of the River
USA 1952
con James Stewart, Arthur Kennedy, Julie Adams, Rock Hudson
regia di Anthony Mann

L’ex fuorilegge Glyn McLyntock cerca di rifarsi una nuova vita conducendo in Oregon una carovana di coloni che non sa nulla del suo passato. Durante il viaggio McLyntock salva un ladro di cavalli dall’impiccagione, Emerson Cole, che si unisce alla carovana fino a Portland mentre i coloni proseguono verso territori vergini. Al termine di un’estate di fatiche da Portland non sono ancora giunte le provviste per l’inverno. Tornato in città McLyntock scopre che le merci sono state rivendute a un prezzo più alto ai cercatori d’oro. Con l’aiuto di Cole, McLyntock si impossessa delle scorte ma durante il viaggio l’offerta allettante di un campo di cercatori mina il sodalizio tra i due uomini.

Là dove scende il fiume è il secondo dei cinque western sceneggiati da Borden Chase che Mann girò assieme a James Stewart nella prima metà degli anni ’50 sfruttando la piena maturità artistica dell’attore fino ad allora considerato inadatto ai western. I film hanno come caratteristica l’ambientazione ai tempi della Frontiera con grande uso di esterni per rappresentare una natura estremamente realistica nella sua magnificenza ed ostilità che fa da sfondo allo scontro dei protagonisti, spesso amici o fratelli.
Il ciclo è un interessante capitolo dell’ultima stagione del cinema western classico di cui presenta tutti gli stereotipi, a partire dagli indiani barbari e crudeli.
Là dove scende il fiume analizza in particolare la capacità di cambiamento dell’uomo di fronte a una seconda opportunità. Per Geremia, probo capo dei coloni (spesso ripreso dal basso per sottolineare la sua statura morale) l’uomo è come le mele: quella marcia va gettata per non contaminare le altre. Emerson Cole, bandito che conosce il passato di Glyn, rappresenta l’amorale che non esita a scontrarsi con l’amico in nome dell’avidità mentre il personaggio di Jimmy Stewart incarna l’eroe in grado di far cambiare opinione anche a Geremia che alla fine gli perdonerà il suo passato, scontato con i sacrifici per la comunità.
Piccolo ruolo per Rock Hudson (già presente in Winchester 73, primo film del ciclo) nei panni di un giocatore di poker anche lui in grado di redimersi

Il mostro della laguna nera

Ilmostrodellalagunanera Creature from the Black Lagoon
1954, Warner Bros
con Julie Adams e Richard Carlson
regia di Jack Arnold

Degli scavi lungo le coste del Rio delle Amazzoni portano alla luce i resti di uno strano fossile dalla mano palmata. La spedizione, per continuare le ricerche, risale un affluente del fiume fino ad arrivare ad una laguna fuori dal tempo, chiamata la Laguna Nera che si scoprira’ essere abitata da un mostruoso essere anfibio.

Celeberrima variazione sul tema della bella e la bestia, decisamente debitrice di KingKong che e’ passata alla storia per essere la prima pellicola che delinea la figura del mostro in maniera non del tutto negativa, facendo apparire molto piu’ “mostruoso” il capo della spedizione, Mark che non esita a mettere in pericolo di vita tutti i suoi compagni pur di riuscir a catturare la bestia, mentre il suo antagonista David impersona un atteggiamento nuovo nei confronti del diverso: desiderio di conoscenza e riconoscimento del suo diritto all’esistenza, ma del resto il film e’ del 1954, e la stagione del grandi mostri targati Warner era conclusa da un pezzo.
L’innamoramento del mostro per la bella Kay si vena di sottile erotismo mostrando l’anfibio in atteggiamenti voyeristici nei confronti della ragazza, voyerismo acquatico dato che il mostro la segue mentre Kay nuota con uno stile degno di un balletto di Ester Williams. Forse il punto meno sottolineato di questo film cosi’ celebre e’ proprio l’importanza delle scene subacquee che rappresentano una buona parte del film: sono girate molto bene e rendono particolare una scenografia altrimenti molto povera: il travestimento del mostro e’ quasi risibile, ma in acqua acquista un suo fascino e la prima volta che la creatura appare nella sua interezza sott’acqua riesce ancora oggi a strappare un soprassalto.