Joker: Folie à Deux

USA 2024, Warner Bros
con Joaquin Phoenix, Lady Gaga,Brendan Gleeson, Catherine Keener, Zazie Beetz, Steve Coogan, Harry Lawtey, Leigh Gill, Ken Leung, Jacob Lofland, Bill Smitrovich
regia di Todd Phillips

Arthur Fleck conduce una vita apatica in prigione in attesa del processo quando incontra lo sguardo di Harley “Lee” Quinzel, una detenuta del braccio femminile, è un colpo di fulmine che permette ad Arthur di ritrovare la sua vena istrionica di Joker, proprio quello che la sua avvocata non vorrebbe dato che la sua tesi difensiva poggia sulla schizofrenia tra Arthur e il suo alter ego. Esaltato dal legame con Lee, Arthur ricusa l’avvocatessa e si difende da solo tornando a vestire i panni del Joker nonostante sia stato avvisato dalla legale che la ragazza gli ha mentito. Le sue performance in aula attirano l’interesse di molti insoddisfatti di Gotham guidati da Lee ma Arthur rimane colpito dalla deposizione dell’ex collega Gary Puddles e decide di non presentare nuovi testimoni. Nel frattempo subisce un aggressione sessuale dalle guardie che costa la vita a un detenuto che lo ha difeso. Durante l’arringa finale Arthur rinnega la personalità di Joker e viene condannato a morte ma una bomba fa saltare l’edificio e Arthur riesce a fuggire incontrando per l’ultima volta Lee, delusa dal suo comportamento. Riportato in carcere Arthur viene accoltellato da un detenuto che poi s’incide un sorriso sul volto.

Introdotto da un cartoon che anticipa le tematiche del film, il Joker e la sua ombra ribelle, i poliziotti violenti, Joker Folie a deux è un tentativo a mio parere più autoriale del primo capitolo di analizzare il successo dei vilain (direi non solo cinematografici).

Sicuramente è un’opera più irrisolta della precedente, forse il personaggio di Harley doveva essere più approfondito spiegando cosa c’è dietro la follia di una ragazza ricca che si finge una poveraccia vissuta nei bassifondi per attirare l’attenzione di Joker.

Torna la contaminazione di generi: se il primo film rivestiva di uno sguardo autoriale il genere comics, nel secondo capitolo la storia viene declinata secondo due, anzi tre generi tipici del cinema americano: il musical a cui è affidato l’illusorio sogno amoroso di Arthur e Lee, il genere carcerario con citazioni da Qualcuno volò sul nido del cuculo e il genere giudiziario.


Come racconta il cartone introduttivo, la vita di Joker è sul palcoscenico e il processo è l’ennesima rappresentazione della realtà, uno spettacolo (that’s entertainment cantano più volte i due amanti) per chi assiste e per chi è coinvolto: diventa così palese l’intento del regista di indagare la follia narcisista dei vilain, andando oltre il Joker e il genere comics.

Torna protagonista la scalinata Joker (così ribattezzata dopo il successo del primo film) e ne viene sottolineata la funzione classica della scala come collegamento con l’inconscio: se nel primo film Arthur sanciva la sua trasformazione in Joker scendendo a ritmo di danza verso la follia, nel secondo capitolo le scene sulla scalinata sono più di una in salita o discesa a seconda che il personaggio stia recuperando o perdendo lucidità e non è un caso che l’ultimo incontro tra Lee ed Arthur avvenga a metà percorso.

Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn

Birds of Prey (and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn)
USA 2020
con Margot Robbie, Mary Elizabeth Winstead, Ewan McGregor, Derek Wilson, Matthew Willig, Jurnee Smollett, Chris Messina, Rosie Perez, Steven Williams, Charlene Amoia, Ali Wong, François Chau
regia di Cathy Yan


Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn


Harley Quinn ci mette un po’ a rivelare la fine della sua relazione con Joker, ben sapendo che senza la protezione del super criminale la sua situazione a Gotham è cambiata e tutti ora vogliono vendicarsi dei torti subiti dalla ragazza; tra questi il boss Roman Sionis. Per salvarsi la pelle Harly promette di riportargli un diamante a cui Sionis tiene molto e che in mano a una giovanissima borseggiatrice, Cassandra Cain. Harley recupera la ragazzina sui cui Sionis ha comunque messo una taglia.
Per questo motivo anche il fidato Doc rivela il nascondiglio di Harley, ormai pronta a consegnare Cassandra a Sionis ma sulla sua strada incontra la detective Renee Montoya, Dinah Lance cantante e autista personale di Sionis che ha a cuore le sorti della ragazzina e la misteriosa Cacciatrice. Le quattro donne si uniranno e riusciranno a sconfiggere le bande assoldate da Roman, che ha dato vita al suo lato più oscuro trasformandosi in Black Mask.



Birdsofprey


Lo spin-off di Suicide Squad incentrato sulla figura di Harley Quinn è un film caotico come la personalità di Harley e come lei, nonostante tutto, innegabilmente simpatico, tutto merito di Margot Robbie che con il suo carisma riesce a sostenere tutto il film.
Il comic è tutto al femminile, non solo il manipolo di eroine Bird of Prey, ma la regista Cathy Yan, prima regista di origini asiatiche a dirigere un action movie, la colonna sonora cantata solo da interpreti femminili.
L’inno al girl power c’è tutto declinato anche in maniera intelligente, seppure leggera: la necessità da mettere da parte le questioni personali per sconfiggere un nemico comune.
Ovvio che il riferimento vada a Kill Bill, citato in diversi momenti, soprattutto nella storia della Cacciatrice e addirittura il titolo provvisorio del film è stato Fox Force Five, il progetto a cui accenna Mia in Pulp Fiction e da cui si è sviluppata l’idea di Kill Bill.



Harley quinn birds of prey


Molti interessante l’inserto in cui Harley immagina la sua versione di Diamond are the girl’s best friend, l’omaggio a Marilyn è pazzoide come tutto il film ma le sonorità hanno molto di Moulin Rouge!, omaggio che giustificherebbe anche la scelta di Ewan McGregor per il ruolo di Black Mask.
image from gfycat.com Visivamente il film è molto piacevole: costumi pazzi, bella fotografia, ottime le scene d’azione.
La narrazione un po’ confusa che torna in dietro per rispiegare i pezzi saltati rispecchia la personalità logorroica e svampita di Harley Quinn, cuore spezzato per amore che trova conforto in una jena come animale domestico, Arlecchino senza più padrone che trova la sua libertà sognando il panino perfetto.