L’isola del diavolo

Strange Cargo
USA 1940 MGM
con Joan Crawford, Clark Gable, Ian Hunter, Peter Lorre, Paul Lukas, Albert Dekker, J. Edward Bromberg, Eduardo Ciannelli, John Arledge, Frederick Worlock, Bernard Nedell, Victor Varconi
regia di Frank Borzage



Strange cargo

André Verne è appena uscito dalla cella d’isolamento ma si dice pronto a tentare nuovamente la fuga dalla colonia penale dell’Isola del Diavolo. Riesce a intrufolarsi nella camera di Julie, una chanteuse di un locale malfamato ma la ragazza lo denuncia alle guardie che lo stanno cercando. Nonostante questo a Julie viene dato il foglio di via e pur di sfuggire alle viscide attenzioni di  Msr. Pig finisce per incontrare di nuovo Verne che sta raggiungendo degli altri galeotti che hanno tentato la fuga. Nel gruppo di fuggitivi c’è il misterioso Cambreau, un carcerato che nessuno sembra conoscere ma che in breve tempo diventa l leader del gruppo: sa sempre cosa sta per accadere e mette i galeotti di fronte alle loro responsabilità nei momenti più drammatici.



Strange cargo

Uno strano film dove l’avventura si mescola con il tema cristologico pervadendo la pellicola di un vago senso di mistero e senza mai scadere nel ridicolo, unico merito riconosciuto alla pellicola.
Cambreau è una figura che appare all’improvviso coprendo uno dei tanti tentativi di fuga di Verne, forse più che una figura messianica è l’angelo custode del protagonista, visto che la misteriosa figura fa di tutto perché lui e Julie non si macchino di colpe indelebili come l’omicidio mentre alcune figure secondarie sembrano volutamente lasciate al loro destino, penso al giovane Dufond.
Peter Lorre è solo un nome di richiamo e viene sotto utilizzato, Msr. Pig è un losco figuro che vivacchia ai margini della colonia senza che il suo compito sia meglio definito, da sempre invaghito di Julie riesce quasi ad averla con il ricatto: avendo capito che Verne non è annegato in mare, come pensano i poliziotti, promette a Julie che il suo amato Verne sarà libero di andarsene, a patto che lei resti con lui



L'isola del diavolo

A funzionare piuttosto bene è il lato sentimentale della vicenda con i dubbi reciproci di due cuori induriti da scelte sbagliate, ovviamente gran parte del merito è nella chimica tra i due protagonisti che avevano girato insieme ben otto film, L’isola del diavolo compreso, che è rimasto negli annali proprio per esser la loro ultima interpretazione insieme.

Le 5 schiave

Marked Woman
USA 1937 Warner Bros
con Bette Davis, Humphrey Bogart, Lola Lane, Isabel Jewell, Jane Bryan, Eduardo Ciannelli, Mayo Methot, Rosalind Marquis, John Litel, Raymond Hatton
regia di Lloyd Bacon



Markedwoman


Prendendo possesso del Club Intime, il boss Johnny Vanning ha in mano l’intero racket dei locali notturni e anche alle cinque entraîneuse del locale non resta che accettare la protezione del boss. Una notte Mary viene riaccompagnata a casa da un cliente che le confida di aver pagato con un assegno scoperto i debiti di gioco, la ragazza lo consiglia di lasciare in fretta la città ma l’uomo viene ritrovato morto con in tasca il numero di telefono di Mary. Per sbugiardare il giovane procuratore  David Graham, l’avvocato di Vanning convince Mary a indicare come killer due membri della gang che in quei giorni erano in galera. A pagare lo scotto del falso processo sarà Betty, sorella minore di Mary arrivata in città a sorpresa proprio il giorno in cui la sorella è stata arrestata, scandalizzata dalla sua vita equivoca rifiuta di tornare all’Università e una sera finisce per partecipare a una festa organizzata da Vanning ma quando il suo accompagnatore allunga le mani oppone resistenza e Vanning la butta giù dalle scale impedendo che vengano chiamati i soccorsi. Mary denuncia la scomparsa della sorella e Vanning la fa picchiare e sfregiare ma la donna non si lascia intimidire e convince anche le sue colleghe a testimoniare contro il boss.


Marked


Duro melodramma della Warner liberamente ispirato alle vicende di Lucky Luciano che mette in campo le due star di punta: Bette Davis e l’emergente Humphrey Bogart ed è interessante confrontare la recitazione drammatica della Davis con quella trattenuta di Bogey, ricordando che per questo film Bette Davis vinse la Coppa Volpi a Venezia.


Le cinque schiave

La tematica del film sarebbe stata ottima per un film pre-code dove la violenza e i riferimenti sessuali erano espliciti, il Codice Hayes entrato in vigore nel 1934 porta invece una forte censura così le cinque prostitute diventano “hostess” e anche la scena dello stupro di Betty venne tagliata. Il film punta quindi sul realismo tanto che uno dei gangster di Vanning faceva veramente parte della gang di Lucky Luciano; il boss viene interpretato dall’attore e baritono italiano Eduardo Ciannelli, scelto proprio per una vaga somiglianza



Le5schiave

Nonostante la mancata esplicitazione il tema risulta ben chiaro e il film regge bene salvo smorzarsi nella retorica dell’arringa finale di Graham che pur ammettendo la dubbia moralità delle donne riconosce loro il merito di essere le uniche ad avere avuto il coraggio di schierarsi contro Vanning ben consce dei rischi che correvano. Finito il processo le cinque ragazze spariscono nella nebbia della città.


Le5schiave

Sul set nasce l’amore tra Bogart e Mayo Methot l’attrice che diventerà la sua prima moglie.