Cujo

Cujo
USA 1983
con Dee Wallace, Danny Pintauro, Daniel Hugh Kelly
regia di Lewis Teague

Cujo, San Bernardo pacioccone di un meccanico fuori mano, si trasforma in una belva assassina a causa della rabbia. A farne le spese saranno il piccolo Tad e la madre costretti in auto senza possibilità di chiedere aiuto..

Cujo

Dal romanzo di Stephen King un horror poco splatter che evidenzia il lato oscuro della condizione famigliare: nella scena iniziale il bonario Cujo, inseguendo una lepre, si ritrova in una sorta di tana orrorifica del Bianconiglio, incastrato, alla mercé dell’aggressività dei pipistrelli da cui viene infettato.
Alla malattia del cane, simbolo per eccellenza della fedeltà, fa da contraltare la famiglia “malata“ dei Trenton: Vic, padre amorevole e marito innamorato e Donna, casalinga annoiata con una tresca col il factotum belloccio. Anche il meccanico proprietario del cane non è esattamente uno stinco di santo: malmena la moglie e progetta festini per quando la donna si recherà col figlio dalla sorella (probabilmente per non tornare più).
Vittime della rabbia di Cujo saranno proprio i traditori dei valori famigliari: il meccanico non ha speranza mentre Donna, che ha interrotto pentita la liason, si salva solo combattendo strenuamente (e a più riprese visto che come in tutti gli horror anni ’80 il mostro creduto morto riappare più feroce di prima). Vincerà la donna ma solo dopo aver rischiato la vita del figlio (petulante).

L’Africa delle meraviglie

L'Africadellemeraviglie Credo che questa sia una delle mostre piu’ intelligenti che mi sia capitato di vedere: la semplificazione del tratto che l’arte del novecento ha operato, ha sicuramente adeguato il nostro senso del bello al primitivismo dell’arte africana suscitando un certo interesse per i manufatti del continente africano. La mostra allestita al Palazzo Ducale di Genova pero’ non vuole fare un excursus delle varie esperienze artistiche che contraddistinguono le diverse culture africane, confrontare i Dogon con Baule, tanto per fare un esempio. La mostra curata da Ivan Bargna e Giovanna Parodi da Passano propone al pubblico opere africane presenti in collezioni italiane, l’indagine allora si sposta dal compendio storico geografico al cercare di capire cosa stia alla base del collezionismo in genere e in particolare in un settore artistico che non ha una grande tradizione in Italia per il il nostro radicatissimo senso estetico classico e per i scarsi rapporti che la nostra nazione ha avuto in passato con le popolazioni subsahariane. Accanto ai manufatti in mostra ecco allora le videointerviste ai piu’ grandi collezionisti privati di arte africana che raccontano le loro motivazioni intrigando lo spettatore anche con la visione degli interni delle loro abitazioni arredati con uno stile che ci e’ assolutamente familiare ma arricchito e distorto dalla presenza di oggetti completamente alieni alla nostra quotidianita’.
Anche il sottolineare in maniera insistita che si stanno guardando opere africane che pero’ trovano la loro ragion d’essere in Italia, decontestualizza in un certo senso l’oggetto che non rappresenta piu’ il reperto di un certo periodo storico o di una certa area geografica ma diventa pura espressione artistica su cui e’ possibile proiettare le proprie fantasie, ecco allora che la sottoscritta puo’ associare una maschera dalle lunghissime orecchie di legno dipinto di bianco al Bianconiglio di Alice nel paese delle meraviglie e probabilmente il rimando nasce dalle emozioni disordinate che opere cosi’ insolite mi suscitano, simili a quelle che mi procura la lettura del racconto di Carroll.
Lodevole anche il fatto di aver distaccato parte della mostra al Castello D’Albertis, sede del Museo delle Culture del Mondo, dando cosi’ l’occasione di visitare il bellissimo edificio neogotico che domina le alture genovesi voluto dal capitano della marina mercantile come scrigno per le sue raccolte di oggetti esotici, ricordi dei suoi viaggi attorno al mondo.

L’Africa delle meraviglie. Arti africane nelle collezioni italiane
31 dicembre – 5 giugno 2011
Palazzo Ducale, Castello D’Albertis
Genova