The Spiral

In brevissimo tempo Sky Arte si sta confermando un canale molto interessante anche per le serie televisive: dopo il grottesco Appunti di un giovane medico è la volta di una serie scandinava ad intrigarmi con i suoi colpi di scena ambientati nel mondo dell’arte.
The Spiral narra di un artista concettuale Arturo alla guida di una factory di giovani artisti con cui realizza delle performance al limite della legalità con l’intento di creare scalpore e attirare l’attenzione sulle contraddizioni del nostro tempo.


Thespiral

Il pilot si apre con la partecipazione di Arturo al party per festeggiare l’acquisto di un’opera d’arte costosissima da parte di un magnate che ha appena chiuso la sua azienda mandando a spasso centinaia di persone. Arturo fa piovere sugli invitati una pioggia di euri falsi ma per realizzarli ha usato una vecchia macchina della zecca nazionale che avrebbe dovuto esser demolita con l’ingresso dell’Euro. Per questo Arturo viene arrestato ma i suoi giovani accoliti portano avanti il suo progetto più importante: rubare sei opere da sei importanti musei in sei nazioni diverse e realizzare un’immensa caccia al tesoro sfruttando il sistema postale. Il senso dell’operazione è quello di attrarre l’attenzione sulle grandi corporazione che sfruttano il mercato dell’arte per riciclare denaro ed evitare il fisco.
Il piano riesce ma da iniziano anche a morire i personaggi coinvolti, a partire da Arturo, confinato in una camera d’ospedale piantonata dalla polizia..
Da questo punto il tema dell’arte passa in secondo piano e la serie si trasforma in un thriller più convenzionale ma comunque avvincente, con i ragazzi che cercano di capire chi è sulle loro tracce e i poliziotti dell’Europol sezione arte che devono portare a casa l’indagine anche per non vedersi tagliati i fondi.
A colpire non è tanto l’ambientazione fine a sè stessa nel mondo dell’arte ma l’ambito scelto quello dell’arte concettuale piuttosto ostica ai più e la perfetta aderenza al momento storico che stiamo vivendo dove l’arte stessa diventa vittima/strumento delle grandi corporazioni.
Forse la prima serie chiaramente incentrata sulla crisi globale, da vedere anche solo per quello.

Appunti di un giovane medico

Appuntimedico Su Sky Arte è in programmazione la miniserie di sole quattro puntate, ulteriore conferma della vitalità della serialità britannica, che si distingue sempre per l’esiguità degli episodi.
Il serial si ispira all’autobiografico I racconti di un giovane medico di Michail Bulgakov, riuscendo a trasmettere il tocco surreale tipico dello scrittore russo.
Nel 1934 l’affermato medico moscovita Vladimir Bomgard ritrova un diario scritto nel 1917 quando, giovane medico appena laureato, venne spedito in un ospedale di campagna in mezzo al nulla della steppa siberiana: senza nessuna esperienza pratica e senza nessun supporto il dottorino si trova costretto ad affrontare la cruda realtà della pratica medica con mezzi obsoleti. Ad accoglierlo in ospedale i suoi sottoposti: l’anestesista, la levatrice e l’infermiera che vive nel culto del suo predecessore, il mitico Leopold Leopoldovich; i tre hanno ben poco rispetto per l’imberbe (in)esperienza del nuovo arrivato anche se il giovane col tempo riesce a conquistare il loro affetto, se non proprio la loro fiducia.
Le disavventure del giovane Bomgard sono raccontate con un tono grottesco stillante humour nero ma sotto il cinismo si nasconde l’umanità. Il tono surreale della vicenda è dato dai dialoghi immaginari tra il giovane Bomgard e il Bomgard adulto e affermato.
La serie forse non è adatta a tutti i palati visto il taglio piuttosto cinico e grottesco: lo humour nero, magari per la scarsa frequentazione, non è molto amato dalle nostre parti ma Appunti di un giovane medico è sicuramente un prodotto molto valido.
Altro motivo d’interesse per la visione è la prima prova di Daniel Radcliffe fuori dai panni di Harry Potter e bisogna dire che l’attore rivela di possedere ottime doti che la saga potteriana aveva lasciato in ombra. Il ruolo di Vladimir Bomgard affermato è affidato a Jon Hamm, anche lui finora cristallizzato nel ruolo di Don Draper nella serie di culto Mad Men.