Sogno di prigioniero

Peter Ibbetson
USA 1935, Paramount Pictures
con Gary Cooper, Ann Harding, John Halliday, Douglass Dumbrille, Ida Lupino, Virginia Weidler, Dickie Moore, Doris Lloyd, Gilbert Emery, Donald Meek, Christian Rub
regia di Henry Hathaway

Alla morte della madre il piccolo Peter viene riportato da Parigi in Inghilterra dallo zio che lo ha in tutela allontanandolo da Mary, la piccola vicina di casa. Ibbetson diventa un architetto e si trasferisce per alcuni mesi presso i duchi di Towers per seguire la ristrutturazione delle stalle. S’innamora di Mary, la duchessa ritrovando la bambina della sua infanzia. Scoperti dal duca, Peter uccide il nobile per legittima difesa ma viene condannato all’ergastolo. Malmenato dalle guardie, Peter giace tra la vita e la morte per una gravissima lesione spinale ma in sogno gli appare Mary che lo sollecita a vivere per incontrarsi in questa dimensione onirica. Peter sopravvive e trascorre la vita immobilizzato in cella sempre in contatto con Mary attraverso i sogni.

Peter Ibbetson è un romanzo di George du Maurier, nonno della scrittrice Daphne autrice di alcuni testi che Hitchcock ha portato sul grande schermo.
Dal romanzo è stata tratta una pièce teatrale di grande successo che ha avuto diverse trasposizioni cinematografiche, questa del 1935 fu osannata dai Surrealisti in quanto esalta la dimensione onirica della vicenda.

Il film procede in maniera lineare soffermandosi sul trauma infantile di Peter: la morte della madre e lo strappo crudele dalla piccola Mary. Arriva poi l’incontro fortuito con la duchessa, i sentimenti repressi fino alla scoperta che la duchessa e la bambina sono la stessa persona, l’omicidio e la galera.

L’elemento fantastico s’insinua lentamente, introdotto dal dialogo con Mr. Slade il datore di lavoro di Ibbetson, cieco dalla nascita che si dice in grado di vedere i fiori e il mare che si infrange sugli scogli; la vacanza a Parigi dove Peter torna nei luoghi della sua infanzia incontrando la bambina che ha sempre avuto nel cuore (incontro risolto fuori campo e rivelato solo quando l’uomo riconosce Mary nella duchessa).

Prima di riconoscersi Mary e Peter fanno lo stesso sogno e solo dopo l’incarcerazione di Ibbetson esplode la dimensione fantastica, resa veramente bene da un punto di vista cinematografico con grandiosi tagli di luce, un fragile castello di vetro sempre sul punto di rompersi sotto il peso della realtà e le orme sulla spiaggia dei passi di domani.

Il film anticipa i grandi successi del cinema fantastico americano che avrà la sua stagione migliore nel decennio successivo.

The Animal Kingdom 1932

USA 1932 RKO
con Ann Harding, Leslie Howard, Myrna Loy, William Gargan, Neil Hamilton, Ilka Chase, Henry Stephenson, Leni Stengel, Don Dillaway
regia di Edward H. Griffith



The animal kingdom


Tom Collier, editore di raffinati volumi artistici, è da sempre in conflitto con il padre che teme particolarmente il ritorno della fidanzata storica del figlio, Daisy Sage, in trasferta per alcuni mesi a Parigi. Il temuto matrimonio però non ci sarà perché, durante l’assenza di Daisy, Tom si è innamorato di Cecelia Henry. Nonostante il loro fosse un rapporto molto libero, Daisy soffre molto l’abbandono di Tom e rifiuta di restare amici. Dopo qualche tempo Tom vorrebbe partecipare al vernissage della mostra di pittura di Daisy ma con il suo fare seducente Cecelia lo induce a restare a casa. Tom andrà a vedere la mostra qualche giorno dopo e c’è un riavvicinamento con Daisy che lascia la città per non riprendere la relazione. In occasione del compleanno di Tom, Cecelia organizza una festa in cui invita anche Daisy e altri vecchi amici di Tom, il suo intento è quello di dimostrare la lontananza che si è creata tra Tom, ora più dedito agli affari e i vecchi amici bohémien, ma il piano le si ritorcerà contro



Theanimal kingdom


Film tratto da una commedia teatrale di cui alcuni membri, compreso Leslie Howard, tornano anche nella pellicola.
E’ un film piuttosto anonimo nella regia e anche piuttosto noioso che sembra durare molto di più dei suoi 85 minuti: le scene con il maggiordomo Regan, ex pugile con la passione dell’alcol che ovviamente non piace alla snob Cecelia, dovrebbero rappresentare il tocco comico della pellicola ma non hanno molta verve.
L’unico vero motivo per vedere la pellicola è Myrna Loy: non per nulla questo ruolo le apre le porte della grande commedia facendole abbandonare i ruoli esotici precedenti.
Il personaggio di Cecelia Henry Collier è molto interessante, è un’arrivista che non esita a usare il sesso per ottenere i suoi scopi e le tre scene di seduzione sono magistralmente interpretate dall’attrice, immagino- anche se non ho trovato riscontri- che nelle tre sequenze ci sia lo zampino di George Cukor, regista non accreditato del film.



The animalkingdom


Anche se l’archetipo di donna arrivista è ben presente nel cinema americano seguente, solo un film precode poteva portare alle estreme conclusioni sul personaggio di Cecelia: dopo aver rivisto Daisy alla festa, Tom inizia a capire la natura della moglie, che usa il sesso per manipolare le persone, la seconda scena di seduzione è infatti con Owen, l’avvocato di famiglia che Cecelia vuole tirare dalla sua parte perché convinca il marito a entrare in società con una grande catena editoriale che realizza romanzetti scadenti.
Ormai immune al fascino della moglie, Tom le fa presente che la camera dove ha allestito la loro cenetta romantica gli ricorda un bordello che frequentava a Londra. Capito che la moglie vuole i soldi promessi dal padre se si trasferiranno da lui, Tom le lascia l’assegno sul caminetto com’era usanza nella casa di piacere della sua gioventù e se ne va con fedele maggiordomo da quella che considera la sua vera moglie, anche se il loro legame non è mai stato sancito davanti alla legge ma è un’affinità elettiva che si concretizza nella stessa visione del mondo e dell’arte.