La storia vera della Signora delle Camelie

LastoriaveradellasignoradellecamelieItalia 1981
con Isabelle Huppert, Gian Maria Volonté, Bruno Ganz, Fernando Rey, Carla Fracci, Fabrizio Bentivoglio
regia di Mauro Bolognini

Mentre sta curando la messa in scena de La Signora delle Camelie, interrogato dall’attrice che interpreta Margherita, Alexandre Dumas figlio rievoca la figura della donna che ha ispirato la sua eroina: Alphonsine Plessis indotta alla prostituzione in giovanissima età dal padre, la ragazza diventerà una delle cortigiane più in vista di Parigi, mantenuta da un vecchio conte a cui ricorda la figlia morta, maritata a un conte che preferisce l’Algeria al bel mondo parigino e innamorata del giovane Dumas da cui la allontana il padre lenone per continuare a vivere alle sue spalle, anche se sarà l’unico ad esserle accanto in punto di morte.

E’ strano ed interessante il destino comune a diversi autori del periodo d’oro del cinema italiano, a partire dal cinema neorealista, che dopo aver saputo raccontare con asciutta precisione lo spaccato italiano, finiscono la loro carriera in un lussuoso formalismo decadente, per altro estremamente affascinate e diretto sempre con grande maestria, come nel caso di questo film di Bolognini, autore che ha lasciato il segno con opere come Il Bell’Antonio o La Notte Brava.




Verastoriasignoracamelie


La storia vera della signora delle camelie racconta la presunta vera storia di Alphonsine, la cortigiana immortalata nel romanzo di Dumas figlio e da La Traviata di Verdi le cui arie sono citate dalle musiche di Morricone.
Se un storia di povertà e prostituzione si può intuire anche nella vicenda di Margherita Gautier, l’originalità della trama sta nel ribaltamento di ruoli della figura paterna: non è il padre di Armando a chiedere a Margherita di lasciare il figlio perché sia libero di rifarsi una vita ma è il padre di Alphonsine a intromettersi perché finisca l’amore con Alexandre e la figlia possa tornare ai suoi affari e far smaltire la coda di creditori che bussano alla porta. Il ruolo è interpretato magistralmente da Gian Maria Volontè: il signor Plessis è un uomo estremante sensuale che a modo suo ama la figlia, pur non esitando a venderla fin dalla più giovane età; quando la ritrova sposata al conte Perregaux, si trasforma nell’uomo di fiducia della figlia, approfittando del lusso e della licenziosità della sua casa.
Figura sicuramente sgradevole, quella del padre di Margherita, non è poi così diversa da i signori che approfittano chi della sua rustica inesperienza, chi della sua raffinata ascesa.




Storiaverasignoracamelie


Bravissima anche la Huppert nel disegnare tutte le trasformazioni di una donna che decide scientemente di sfruttare a suo vantaggio l’unico tipo di vita che sembra esserle toccato in sorte, senza mai recriminare nemmeno sulla tisi che la accompagna dalla prima giovinezza e che decide di non curare per vivere intensamente la sua breve stagione di piacere.
L’eleganza formale del film si accompagna forse a una certa verbosità ma la pellicola sembra guadagnare fascino con il passare del tempo anche grazie a un cast internazionale di tutto rispetto, tra gli italiani si segnala anche per la bellezza,il giovane Bentivoglio nei panni di Dumas figlio.

Cagliostro

Black Magic
USA -Italia 1949
con Orson Welles, Nancy Guild, Akim Tamiroff, Frank Latimore, Valentina Cortese, Margot Grahame, Stephen Bekassy, Berry Kroeger, Gregory Gay, Raymond Burr, Aniello Mele, Franco Corsaro, Nicholas Bruce, Lee Kresel, Bruce Delfrage, Charles Goldner, Alexander Danaroff, Ronald Adam, Tatjana Pavlova
regia di Gregory Ratoff

Cagliostro

Tornato da una serata, Alexandre Dumas figlio trova il padre infervorato nella scrittura del suo ultimo romanzo, il genitore gli racconta di essere intento a scrivere la storia di Giuseppe Balsamo il conte di Cagliostro. La vicenda inizia dall’infanzia quando Giuseppe, rimasto orfano viene adottato dagli zingari: ma in Francia Mamma Maria viene impiccata come strega e Giuseppe giura vendetta contro il visconte De Montagne. L’occasione arriverà anni dopo quando ormai celebre taumaturgo, Cagliostro viene in aiuto De Montagne e a Madame du Barry che hanno trovato Lorenza, una ragazza identica a Maria Antonietta e intendono usarla come sosia della Delfina di Francia ma la morte di Luigi XV e l’impossibilità di Cagliostro di combattere contro l’amore manda all’aria i loro piani ma Cagliostro riesce comunque a vendicarsi del visconte.


Blackmagic

La prima collaborazione italo-americana è un biopic di fantasia ispirato al romanzo di Alexandre Dumas padre che è voce narrante di tutto il film (A.D. Figlio è interpretato da Raymond Burr). Una trama piuttosto intricata ricca di colpi di scena: l’infanzia zingaresca, l’incontro con il dottor Franz Anton Mesmer che spiega a Cagliostro il potere dell’ipnosi, l’ascesa e l’arrivo alla corte di Re Sole s’incrociano con la famosa vicenda dello scandalo della collana sventato dai Tre Moschettieri; nel film non compaiono i moschettieri ma una sosia della principessa austriaca che debitamente ipnotizzata si fingerà Maria Antonietta per l’acquisto della costosa collana.


Cagliostro

Cagliostro sposa Lorenza perché pensa di poter governare il mondo e una sosia di Maria Antonietta nelle sue mani gli fa ovviamente comodo (Cagliostro è, a detta della voce off di Dumas, la causa prima della rivoluzione francese). Con la morte di Luigi XV la trama perde anche la più labile coerenza con un processo in cui Cagliostro ipnotizza i testimoni e finisce a sua volte ipnotizzato da Mesmer, segue rocambolesca fuga sui tetti e duello mortale con Gilbert, il vero amore di Lorenza e l’unica forza che il negromante non ha saputo piegare è proprio l’amore dei due giovani.


Cagliostro blackmagic

L’unico motivo per vedere il film è l’interpretazione di Orson Welles -che ovviamente ha diretto anche alcune sequenze- carismatico e a proprio agio con i trucchi di magia che sempre lo hanno appassionato.


Black magic

Alcuni interni furono girati al Quirinale, si riconosce chiaramente la scala elicoidale.