Mario e Luca sono amici di lunga data, entrambi medici ed entrambi innamorati della stessa donna, Ginevra. Luca ha dedicato la sua missione di medico alle popolazioni africane, mentre Mario ha fatto una brillante carriera nella clinica privata del padre di Luca. Un giorno Mario decide di raggiungere Luca in Africa, in cerca di un senso piu’ profondo dell’esistenza, dice lui, ma l’arrivo imprevisto di Ginevra, moglie di Mario fara’ scoprire il vero’ motivo della trasferta del celebre chirurgo: lasciare l’Italia per sfuggire alle indagini su certe tangenti…
Un film diretto con grande perizia: da segnalare il montaggio alternato iniziale che introduce le vite dei due protagonisti e il piano sequenza del rientro a casa di Ginevra. Lucio Pellegrini mette in scena una perfetta commedia all’italiana che mette alla berlina i peggiori difetti dell’arricchito italiano, magistralmente interpretato da un bravissimo Pierfrancesco Favino la cui interpretazione da sola vale il prezzo del biglietto. Basti dire che nell’ovvia scena madre con Accorsi (altrimenti perche’ chiamare Accorsi se non deve strillare?) la presenza di Favino riesce anche a contenere l’isteria propria di Accorsi.
C’e’ un triangolo amoroso rappresentato in maniera un po’ insolita per il cinema italiano, con il personaggio femminile che e’ una via di mezzo tra una perfetta svampita e una dark lady senza scrupoli. Altrettanto insolito il finale dove la giustizia trionfa non certo per vie legali ma per un colpo di mano cattivo quanto basta.