Roisin
e’ una giovane insegnante di musica in una scuola cattolica, Kasim il
fratello maggiore di una sua allieva pakistana, tra i due nasce l’amore
ostacolato dalle due differenti culture a cui appartengono.
Loffia come la canzone da cui prende il titolo il film (nella
versione cantata dall’allieva, ovviamente!), l’ultima fatica di Ken
Loach delude soprattutto dal punto di vista della drammatizzazione.
Siamo di fronte al classico film in cui i protagonisti sono
carini, le scene d’amore sono tenere, la famiglia pakistana sembra
uscita dritta dritta da Sognando Beckham o East is East
ed infatti e’ molto piu’ simpatica della maestrina progressista (leggi
rompiscatole) anche se non capisco perche’ una famiglia cosi’ legata
alla tradizione debba mandare la figlia ad una scuola cattolica;
l’unico personaggio che ricorda il mondo di Loach e’ il rigido parroco
integralista.
Insomma la visione trascorre serenamente, il guaio peggiore
avviene all’uscita, quando ci si accorge che in realta’ non e’ successo
assolutamente nulla: qualche scaramuccia tra innamorati, un patetico
tentativo della famiglia di lui di dividerli con un trabocchetto e
l’amore trionfa senza aver in realta’ superato alcuna prova: Ken Loach
e’ sicuramente un grande regista, ma di certo non ha ben chiaro che
cosa sia una commedia.