L’aquila nera

The Eagle
Usa 1925
con Rodolfo Valentino, Vilma Banky, Louise Dresser, Albert Conti, James Marcus, Gary Cooper (non accreditato)
regia di Clarence Brown

L'aquilanera

Ci vuole sempre molta pazienza per seguire il Gavi Musica e Cinema Festival Internazionale “A. F. Lavagnino” che da appuntamenti molto laschi per le proiezioni ma poi riesce a regalare delle vere perle come questa versione musicata da Madaski de L’aquila nera, terzultimo film di Rodolfo Valentino (tra l’altro qualcuno dovrebbe informare Steve Della Casa che questa non è l’ultima pellicola girata da Rudy e che il divo mori’ di peritonite e non suicida scatenando una ridda di folli epigoni!)

Tratto da un racconto di Puskin, il film narra delle vicende del bel luogotenente Dubrosky costretto a disertare per sfuggire alle insistenti attenzioni dell’attempata zarina; tornato nel villaggio d’origine trova il padre in punto di morte e il paese in mano al perfido Kyrilla; diventato il vendicatore che si nasconde dietro la maschera dell’Aquila Nera, Dubrosky abbandonera’ i propositi di vendetta per amore della figlia del suo nemico, Masha.

Theeagle

Non avevo mai visto un film con Rodolfo Valentino e devo dire che sullo schermo il suo famigerato fascino che non mi aveva mai colpito dalle fotografie, e’ effettivamente irresistibile.
Dotato di una grande mimica ed espressivita’ (avrebbe retto all’avvento del sonoro?) l’attore dimostra anche molta ironia al punto tale che rifiutato dalla bella di cui e’ innamorato lancia uno sguardo beffardo in macchina (va ricordato che e’ tra gli ultimi film girati da Valentino nel 1925, quando la sua fama era all’apice).
Il film e’ molto ben costruito, ricco di colpi di scena; il quasi esordiente regista (aveva debuttato dietro la macchina da presa nel 1920) Clarence Brown sperimenta anche moduli espressionisti interessanti come l’ombra della pistola che punta al cuore del perfido Kyrilla; c’e’ anche un raffinato gioco con l’illusione creata dall’apparenza dato dai continui scambi di persona e da alcune scene che possono essere interpretate in modo completamente diverso da quello che realmente rappresentano (il massaggio che a prima vista pare uno strangolamento).

The eagle

E’ anche la prima volta che mi capita di ascoltare un film muto musicato con musica tecno, Mada&Rudy e’ un esperimento perfettamente riuscito: creato un modulo sonoro che e’ il laif motiv del film, l’artista lo arricchisce sonorita’ elettroniche che sottolineano espressivamente l’emozione visualizzata dalla pellicola.

Marilyn Monroe

Se rifletto sulla nascita della mia passione per il cinema, il primo volto che mi viene incontro e’ il suo, la nuvola bionda e zuccherosa che e’ diventata un mito inossidabile. Perche’ Marilyn?
Forse perche’ da sempre subisco il fascino dei perdenti, di chi ha (apparentemente) tutto e lo butta via quasi senza curarsene.. forse perche’ anche io sono cosi’: molto piu’ fragile di quanto voglia apparire e un’abile devastatrice dei miei talenti.
Negli anni l’ammirazione adolescenziale dei pomeriggi passati ad imitare il suo sorriso si e’ trasformata in un senso di protezione verso la donna sicuramente fragile ed insicura che si e’ trovata a vivere una situazione molto piu’ grande di lei e completamente nuova nello starsystem: nessuna attrice prima di lei era stata cosi idolatrata , e l’isteria collettiva per i divi del cinema, iniziata proprio nell’anno della sua nascita, con la morte di Rodolfo Valentino si limitava ad esplodere per le morte premature: Rudy, Jean Harlow, Jimmy Dean…
Poteva una donna sola, su cui pendeva dall’infanzia la spada di Damocle della follia familiare, sfuggire ad un destino prematuro? Suicida o assassinata, non importa: da sempre muore giovane chi e’ caro agli dei.

Marilyn_monroe_1954
Marilyn Monroe – 01.06.1926/ 05.08.1962

Die bergkatze (The wild cat)

Die bergkatze%0AdiebergkatzeGermania 1921
con Pola Negri
regia di Ernst Lubitsch
titolo italiano Lo scoiattolo
titolo internazionale: The wildcat

Il tenente Alexis, damerino rubacuori, viene destinato ad una guarnigione spersa sui monti dove l’annuncio del suo arrivo mette in moto le trame matrimoniali della moglie e della figlia del comandante della fortezza.
Ma lungo il tragitto il bel militare viene aggredito dai briganti e si invaghisce, ricambiato, di Rischka, la figlia del capobanda..

Divertentissima commedia firmata dal regista tedesco che contiene i temi principali dell’opera lubitschiana: la satira sul potere e sul matrimonio sottolineati da una grande carica eversiva e da una scenografia ai limiti del surreale, caratteristiche che rendono il film particolarmente grottesco.
Il potere militare e’ messo alla berlina da soldati lavativi e codardi, mai pero’, quanto il loro comandante. Esilaranti le scene del trasferimento di Alexis con una folla di donne piangenti che accorrono per salutarlo, ironica precognizione di quel che, qualche anno dopo, si realizzo’ drammaticamente ai funerali di Rodolfo Valentino.
Altrettanto innoqua e’ la banda di predoni, comandata in verita’ dalla bella Rischka .
La passione che sboccia tra lei ed Alexis porta i terribili malfattori ad introdursi nel forte che sta festeggiando il fidanzamento tra il tenente e la figlia del comandante; i briganti si travestono e partecipano alla festa che si trasforma in un’orgia distruttiva, tra scambi di persona e continui furti.
Per quel che concerne il matrimonio, Lubitsch rappresenta chiaramente il suo pensiero mettendo in scena una cerimonia dove il legame tra i due promessi e’ sancito da una catena da forzati che lega i polsi dei due sposi.
Quando al bizzarro banchetto che segue le sue nozze, Rischka scopre dal foglio di giornale che fa da tovagliolo che anche Alexis e’ ormai convolato, scoppia in lacrime ed e’ commovente come il marito, che la ama veramente, forzi la catena per renderle la liberta’.
Ma quando la bella selvaggia si rende conto che anche la figlia del comandante e’ perdutamente innamorata di Alexis, fara’ di tutto per far disamorare di se’ il tenente e, riuscitaci tornera’ dal marito che nel fattempo ha sciolto metri di neve con le sue lacrime.
Se e’ chiaro il pensiero di Lubitsch sul matrimonio, molto piu’ complesse appaiono le sue idee sull’amore che pare funzionare solamente tra esseri simili e va conquistato con fermezza (il bislacco corteggiamento del predone a Rischka) e pazienza (la sopportazione da parte della moglie delle avventure sentimentali di Alexis).

Diebergkatzemascherino Oltre la scenografia di chiara matrice surrealista, la pellicola si distingue per l’uso originale del mascherino che fa da cornice al fotogramma: sono numerissimi e con le funzioni piu’ disparate, a volte puramente ornamentali, altre con il compito di dare enfasi all’immagine: la scalata al forte presenta un mascherino verticale che stringe l’immagine acuendone il senso di verticalita’, o addirittura con funzioni simboliche: le scene dei briganti hanno un mascherino a denti di pescecane con forte venatura drammatica che contrasta con la natura paciosa e smidollata della banda.

Il film, presentato a strade del cinema 2005 di Aosta, e’ stato musicato dal vivo dal gruppo fancese La Tendresse che ha fatto un’ottimo lavoro pieno di sfumature jazz che hanno sconfinato nel rock durante la simbolica cerimonia nuziale.
Coraggiosa ma interessante la scelta di rimanere in silenzio durante le scene della festa al forte, quando le immagini mostravano un’orchestra che suonava.