Shanghai Express

USA 1932, Paramount
con Marlene Dietrich, Clive Brook, Anna May Wong, Warner Oland, Eugene Pallette, Lawrence Grant, Louise Closser Hall, Gustav von Seyffertitz, Emile Chautard, Claude King, Neshida Minoru
regia di Josef von Sternberg



Shanghai express


Nella Cina sconvolta dalla guerra civile, la prima classe del treno che da Pechino va a Shanghai è in subbuglio per la presenza a bordo di due vistose prostitute: la cinese Hui Fei e l’occidentale Shanghai Lily. Grande sarà la sorpresa dell’uficiale britannico Harvey nello scoprire che Shanghai Lily altro non è che Madeleine, la donna che non ha mai dimenticato, Durante il viaggio il treno viene fermato per arrestare un capo dei ribelli a quel punto Henry Chang si rivela come il capo dei rivoluzionari e prende possesso del convoglio cercando un’importante personalità da scambiare con il suo braccio destro arrestato. il capitano Harvey è il prescelto. L’ufficiale però aggredisce Chang quando cerca di insidiare Shanghay Lily. Scoperto che prima di effettuare lo scambio dei prigionieri Chang ha intenzione di accecare Harvey, Shanghai Lily accetta di diventare l’amante del signore della guerra ma Hui Fei uccide Chang per vendicare un’insidia che aveva subito durante il viaggio. Il reverendo Carmichael che pure era tra i più scandalizzati dalla presenza delle due cortigiane, vorrebbe rivelare ad Harvey il sacrificio che la Shanghay Lily era disposta a compiere per lui ma la donna glielo impedisce perché vuole essere amata nonostante il suo passato, cosa che puntualmente avviene.



Shanghai express


Il più celebre dei sette film girati dalla coppia Dietrich / von Sternberg che rende perfetta e iconica l’immagine della diva tedesca con eccezionali giochi di luce (il film fu premiato per la miglior fotografia) che esaltano la bellezza dell’attrice.
La storia è un melodramma amoroso non originalissimo e che vedremo anche in seguito ad esempio in Ombre Rosse con il contrasto tra la prostituta di buon cuore e i borghesi ipocriti che si rivelano essere meno nobili d’animo di chi si prostituisce. Anche i vari compagni di viaggio di Shanghay Lily non sono poi così irreprensibili come vorrebbero apparire, per esempio l’ufficiale francese cacciato dal corpo per furto che viaggia ancora in divisa per non dare un dolore alla sorella quando la incontrerà alla fine del viaggio…



Shangha-express


Su questo sfondo corale s’innesta la storia d’amore tra Shanghay Lily e il capitano Harvey: il loro amore è finito per la gelosia irragionevole di lui, il nuovo incontro riaccende la passione in entrambi ma la donna sa che il rapporto non potrà durare se l’amato non è disposto a mettere da parte l’orgoglio e ad accettarla per quello che è.


Shanghai-express.


Nonostante sappia tenere il punto fino alla fine, l’incontro con il suo grande amore mai dimenticato ha lasciato un segno profondo in Lily che ritrova il coraggio di pregare per salvare la vita di Harvey in balia di Chang, suscitando così l’ammirazione del reverendo Carmichael, in fondo come lascia intuire il nome della donna Madeline, quella di Shanghay Lily è la storia di una Maddalena redenta dalla forza dell’amore terreno e anche la scena più iconica del primo piano di Marlene Dietrich ripresa da una luce che la illumina dall’alto rimanda a un’iconografia religiosa dei santi che Josef von Sternberg sa sdrammatizzare con l’immancabile fumo di sigaretta.

Ombre rosse

Stagecoach
USA 1939 UA
con John Wayne, Claire Trevor, John Carradine, Thomas Mitchell, Andy Devine, George Bancroft, Berton Churchill, Louise Platt, Donald Meek
regia di John Ford


Ombrerosse

Una diligenza sta per partire per Lordsburg quando arriva la notizia che Geronimo ha abbandonato la riserva ed è sul piede di guerra. Si decide di partire comunque scortati per un primo tratto dalla cavalleria e con il supporto dello sceriffo che vuole andare a Lordsburg per catturare i fratelli Plummer. Lungo la strada salirà a bordo anche Ringo Kid evaso di prigione per vendicarsi dei Plummer.


Stagecoach

Il più celebre western di John Ford ha una produzione piuttosto contrastata: il regista non girava western -genere considerato in declino- da alcuni anni per cui trovò solo un produttore indipendente disposto a finanziare il film con gli attori scelti da Ford, cioè John Wayne e Claire Travor che, essendo in quel momento l’attrice più nota del cast, ebbe il nome sopra il titolo nei cartelloni.


Ombrerosse

Ombre rosse trascende il genere western già nel tema del viaggio: l’ossessione degli indiani, la difficoltà della signora Mellory nel raggiungere il marito partito per una missione sempre poco prima del suo arrivo creano una grande tensione ma il fulcro del film è il microcosmo racchiuso nella diligenza: i reietti, il medico ubriacone e la prostituta, novella Boccadirosa, scacciati dalla città dalle vecchie beghine della Lega della Moralità a cui si aggiunge l’evaso Ringo; la gente per bene: la “vera signora” Lucy Mellory, moglie incinta di un ufficiale di cavalleria che viaggia per raggiungere il marito ma non disdegna le occhiate di un giocatore d’azzardo, figlio di un giudice del Sud e il banchiere corrotto; in mezzo il timido rappresentante di liquori che avrebbe rinunciato al pericoloso viaggio ma è costretto a salire sulla diligenza dal dottore che ha adocchiato la sua valigetta di liquori.


Ombre rosse

Le distinzioni sociali e morali passano in secondo piano in caso di bisogno, il parto della signora Mallory o l’attacco indiano, il regista sottolinea con arguzia i passaggi per cui al film è stata data anche una valenza politica molto vicina alle istanze egalitarie del New Deal, di certo Ford nei suoi film si ispira a una morale superiore per cui il bene fatto va premiato anche a discapito delle leggi vigenti per cui sarà lo stesso sceriffo a fornire il calessino che porta Ringo e Dallas verso il loro futuro in Messico.

Stagecoach

A far da contraltare agli spazi ristretti della diligenza la vastità meravigliosa della Monument Valley, Ombre rosse è il primo film in cui John Ford ambienta il film nella location che diventerà un classico dei suoi western.
La mia scena preferita: quando finiscono le munizioni e Hatfield riserva l’ultimo colpo per la signora Mallory puntandole l’arma alla testa mentre lei prega, vediamo la canna della pistola ripiegarsi mollemente verso il basso e capiamo che il giocatore è stato ferito e in quel mentre il terrore sparisce dal volto della donna perché sente la tromba della cavalleria arrivata a salvarli.