Il diavolo nel cervello

Italia 1973
con Stefania Sandrelli, Keir Dullea, Micheline Presle, Tino Buazzelli, Renato Cestiè, Maurice Ronet, Orchidea De Sanctis, Gaia Germani, Giorgio Basso, Elsa Boni, Gabriella Lepori
regia di Sergio Sollima



Il diavolo nel cervello


Oscar torna nella città natale dopo otto anni trascorsi in Venezuela e rincontra la donna che amava un tempo, Sandra ma lei non lo riconosce persa in una regressione infantile dovuta alla morte del marito. Oscar scopre che Fabrizio è stato ucciso dal figlioletto Ricky, causando così lo scompenso psicologico di Sandra che è affidata alle cure della madre che sembra però trascurarla. Con l’aiuto del dottor Emilio Bontempi, altro amico di gioventù, Oscar scopre gli inganni di Fabrizio che viveva alle spalle della ricca moglie e che il bambino rinchiuso in collegio non è colpevole dell’omicidio del padre…


Ildiavolo nel cervello


Il diavolo nel cervello è l’unica incursione nel thriller di Sergio Sollima, regista di spaghetti western oltre che del mitico Sandokan televisivo. Il film, anche se non riuscitissimo, presenta una certa originalità: è un giallo psicologico nel periodo di massimo fulgore di Dario Argento che punta molto sulle atmosfere morbose di una nobile famiglia, la vicenda è intricata dai molti flashback che raccontano i diversi punti di vista dei personaggi, a me ha divertito soprattutto per il colpo di scena finale, piuttosto inaspettato: per come è costruito il film si è portati a pensare che la colpevole sia l’austera contessa Osio De Blanc che memore della gloria passata della famiglia se ne impipa della legge e nasconde con pugno di ferro la condizione della figlia e del nipote in nome della dignità della casata.
Stefania Sandrelli è la bellissima e fragile contessina Sandra vittima di un marito nobile ma spiantato che l’ha sempre tradita puntando solo al suo patrimonio che arriva al punto di sfruttare le inquietudini del figlioletto per minare la salute mentale della moglie convincendola di aver partorito un mostro crudele che vorrebbe ucciderla. L’attrice non spicca nel ruolo se non per la presenza scenica dello splendore dei suoi trent’anni.



Il diavolo nel cervello


Le indagini sui torbidi segreti degli Osio De Blanc sono condotte da Oscar, amico di gioventù di Sandra e Fabrizio che andò a far fortuna all’estero quando la ragazza amata gli preferì il ricco rampollo e il dottor Bontempi, interpretato da Tino Buazzelli, il Nero Wolfe televisivo che con lo stesso acume da investigatore segue le sue intuizioni e soprattutto per l’interesse del ragazzino, scopre il vero assassino di Fabrizio.

Ad interpretare Ricky c’è Renato Cestiè attore bambino stella degli anni ’60 inquietante come Nicoletta Elmi, i due si ritrovano compagni di classe ne I ragazzi della 3ª C.
Come sempre nei gialli italiani degli anni ’70 mi colpisce l’eleganza formale della composizione, in questo caso un modulo ricorrente è il primissimo piano del personaggio di cui sta per per partire il flashback con un altro personaggio sullo sfondo. Notevoli le ambientazioni che spaziano gran parte della pianura padana: la Mantova delle scene iniziali, Villa Erba e villa La Favorita per le residenze degli Osio de Blanc e molte inquadrature del lago d’Orta, molto interessanti per la diversa concezione della viabilità per chi conosce bene la località turistica.
Da menzionare la colonna sonora di Morricone, come sempre grande lavoro sui suoni e un’interessante refrain distorto di Per Elisa.

Il medaglione insanguinato

PerchéItalia 1975
con Richard Johnson, Nicoletta Elmi, Joanna Cassidy, Lila Kedrova
regia di Massimo Dallamano

titolo alternativo Perché?!
titolo internazionale The Night Child / The Cursed Medallion

Dopo la morte drammatica della madre, l’undicenne Emily si attacca sempre più morbosamente al padre, un documentarista della BBC che sta realizzando un documentario sull’arte demoniaca.
Viste le condizioni della bambina, Michael Williams è costretto a portare anche la figlia in Italia, a Spoleto, sulle tracce di un dipinto misterioso finito per errore nel materiale di Williams e che ha un legame sovrannaturale con la piccola Emily grazie a un medaglione della madre che la ragazzina ha chiesto per sé..

Il medaglione insanguinato è un classico prodotto di genere, un discreto horror d’atmosfera con una regia piuttosto televisiva, ma con una bella la fotografia e una colonna sonora suggestiva.



Medaglioneinsanguinato


Il tema trattato è piuttosto insolito: un legame padre e figlia talmente morboso da portare alla morte chiunque si frapponga tra i due (è stata Emily a provocare l’incendio in cui è morta sua madre), l’accentuarsi dei risvolti maligni in un sentimento così sano è dovuto all’entità malefica che è sopravvissuta all’interno del medaglione che Michael ha regalato alla moglie di ritorno da un viaggio, sempre in Italia. Si scoprirà che il medaglione apparteneva ad Emilia, la bambina spoletana dipinta del quadro comparso misteriosamente alla sua morte nel 1775, che era stata protagonista della medesima storia che oggi rivivono Emily e suo padre, come aveva intuito la Contessa Cappelli che cerca invano di mettere in guardia Michael.
L’aspetto mistery della reincarnazione sarebbe stato sufficientemente intrigante ma si è voluto condire il tutto con l’elemento demoniaco (secondo il Mereghetti sull’onda del successo de L’Esorcista) e il film si chiude sul diavolo che domina il misterioso dipinto e una didascalia con una frase di Paolo VI che conferma l’esistenza del demonio, elemento che sinceramente stona con la vicenda narrata.



Ilmedaglioneinsanguinato


Anche il titolo originale della pellicola viene cambiato: l’originale Perché?! (che sottintende come risposta nuovamente l’intervento del diavolo) diventa il sottotitolo de Il medaglione insanguinato, che insanguinato non è mai ma almeno è il tramite delle forze malefiche che s’impossessano di Emily, interpretata da Nicoletta Elmi, nipote della “fatina” Maria Giovanna Elmi, la presentatrice tv, che era la bambina più inquietante del cinema italiano anni ’70 tanto da avere il ruolo di Olga in Profondo Rosso.