I lemmi di Maria

Laragazzachegiocavaconilfuoco manifesto
visibile
patente
aperto
evidente
notorio
ovvio
noto
risaputo
dichiarato
nudo

Questi sono i sinonimi che Appleworks offre per l’aggettivo PALESE (etimo) ai quali aggiungerei chiaro, lampante.
Il termine in questione sta riscuotendo un grande successo negli ultimi tempi perche’ Maria de Filippi lo usa con molta frequenza e dato il notevole successo dei suoi programmi e’ ovvio che la sua influenza si risenta anche sul linguaggio di chi la segue.
Visto l’abuso dell’avverbio derivato, PALESEMENTE, fan della de Filippi dev’essere sicuramente Carmen Giorgetti Cima, traduttrice de La ragazza che giocava con il fuoco, secondo capitolo della Millenium trilogy di Stieg Larsson. Per la traduttrice non esistono sinonimi per questo vocabolo e riesce ad infilarlo quattro o cinque volte nelle due facciate di un foglio e la cosa mi disturba alquanto perche’ sono molto ligia all’insegnamento scolastico che vuole che nella lingua italiana (a differenza della latina) sia piu’ elegante fare uso di sinonimi anziche’ ripetere la stessa parola nel medesimo paragrafo e soprattutto a mio gusto personale palesemente ha proprio un brutto suono, irritante… molto irritante tanto che se avessi le stesse abilita’ hackeristiche di Lisbeth Salander una vendettina la cercherei. 😉

Auguri ad Alain Delon

Alaindelon

Sex-symbol europeo degli anni ‘60 e ‘70, il divo francese, nato nel 1935, vanta una filmografia di tutto rispetto: il suo terzo lavoro fu Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, girato nel 1960, che gli diede la fama internazionale; sempre per Visconti nel 1963 vesti’ i panni di Tancredi ne Il Gattopardo mentre l’anno precedente aveva interpretato L’eclisse di Michelangelo Antonioni.

Nel 1967 Jean-Pierre Melville lo chiama per Frank Costello, faccia d’angelo capolavoro del polar francese dove il protagonista in realta’ si chiamerebbe Jeff Costello, trasformato in italiano per “esigenze di dopiaggio”, il nome originale ristabilisce immediatamente il nesso con il capolavoro di John Woo, The Killer (1989) ispirato al film francese: il protagonista interpretato da Chow Yun-fat si chiama infatti Jeffrey.

Lesamourai Il capolavoro melvilliano apre una nuova stagione per Delon che diventa uno dei piu’ stimati interpreti del polar, il poliziesco francese accanto al suo rivale Belmondo e sotto la guida del grande divo Jean Gabin (Il clan dei siciliani, 1969) che con questo genere popolare rinvendi’ la sua carriera.

Gli anni’ 80 sono scevri di successi per il bell’Alain che nel 1985 decide di ritirarsi dalle scene, promessa non mantenuta con risultati scarsissimi se si esclude Nouvelle vague per la regia di Godard del 1990, sempre dello stesso anno e’ lo scadente Coreografia di un delitto che ricordo di aver visto in sala dove il povero Delon recita malamente la parte di un coreografo zoppo che uccide tutte le sue ballerine.

Gattopardo

Un compleanno preceduto dall’enorme polverone sollevato poco tempo fa dall’annuncio della depressione che lo ha colpito, tanto grave da fargli meditare il suicidio, anche se le ultime apparizioni in tv dalla DeFilippi e ad Alba come testimonial della Fiera del Tartufo ce l’hanno mostrato piu’ sereno, speriamo non solo apparentemente, quindi auguri, se non di una ripresa di carriera, almeno di una ritrovata serenita’.